STALKER SARAI TU

Marco, lo stalker di Pesaro, è il nostro eroe

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E’ passata molto inosservata una notizia data da “Il Giornale” qualche giorno fa su un uomo di Pesaro, chiamiamolo Marco, denunciato da una collega per stalking e molestie. E’ un peccato che la notizia non sia circolata molto perché è forse in assoluto una delle più significative degli ultimi anni. I fatti: Marco è un insegnante di Pesaro. Insieme ad altri colleghi e colleghe si riuniscono per parlare di lavoro. Finita la riunione scavalla le gambe e scontra il piede della collega vicina, chiamiamola Candida. Temendo di averle fatto male e anche come gesto di saluto, le tocca il malleolo. Un gesto garbato, tra i tanti che si possono fare tra colleghi. Niente di malizioso o invadente. Se non fosse che la collega pare sia rimasta particolarmente turbata e, ricordandosi che un anno prima lo stesso collega nel salutarla le aveva toccato un fianco, capisce di non poter tollerare più il tormento e le continue violazioni. Così deposita la denuncia.

Grazie all’iniziativa di Candida, Marco dovrà affrontare un interrogatorio a metà mese. Sulla base dell’interrogatorio un PM carico di pratiche dovrà poi decidere se rinviarlo a giudizio o no. Salvo che Marco non sia particolarmente fortunato e non trovi un giudice attento e rigoroso, sicuramente il rinvio a giudizio ci sarà. Perché i PM oberati non hanno né tempo né voglia di leggersi tutte le carte da cui sono sommersi. E hanno anche paura di archiviare qualcuno che poi magari era un vero violento: metti che poi ammazza qualcuno e loro finiscono sui giornali perché non hanno controllato abbastanza… Per non sbagliare, dunque, rinviano a giudizio un po’ alla cieca almeno la metà di quelli che gli capitano sotto mano, così si dimezza la possibilità di commettere un errore. E quella metà di responsabilità che resta la si fa ricadere sul magistrato giudicante. Per i giudici intervenuti in precedenza c’è il minimo sforzo per il massimo del risultato e tanti saluti a molte regole-base dello Stato di Diritto.


“Mi sembra di essere su Scherzi a Parte”.


E Candida come avrà dimostrato al PM di essere stata davvero perseguitata e molestata da Marco? Non si sa di preciso, la notizia parla solo di un tocco alla caviglia e di un altro ai fianchi l’anno precedente. Ma di fatto a Candida non serve granché per ficcare Marco in una montagna di guai. Quali che siano gli eventi, le tempistiche, gli atti commessi e non commessi, la possibilità per Candida di denunciare Marco per stalking e molestie è assoluta, è un superpotere, perché le basta asserire di sentirsi in ansia per colpa di Marco e les jeux sont faits. La molestia poi va a buon peso, visto che è già inclusa nel 612bis. Stupore per le Forze dell’Ordine che hanno accettato la denuncia? Be’, devono, lo impone la legge. Potrebbero esercitare un po’ di moral suasion, spesso accompagnata a bureaucratic suasion (bolli, controbolli, firme, controfirme…). Lo fanno di norma quando a denunciare è un uomo, sono stati formati per questo… In ogni caso alla fine devono accettare la denuncia. Se poi Candida si è fatta spalleggiare da un centro antiviolenza, non possono proprio dire di no: rischiano la gogna mediatica immediata. Per tutto questo “stalker sarai tu”: di fatto può esserlo chiunque, in qualunque momento, in qualunque condizione.

Ed ecco allora che, in una situazione del genere, emerge l’eroe. Quello che, per quanto mi riguarda, è l’uomo dell’anno, il più amato d’Italia. Dichiara Marco infatti: “Mi sembra di sognare o di essere su Scherzi a Parte. Un uomo che esercita una professione delicatissima, a cui i genitori affidano i loro figli, si trova costretto a dover prendere un avvocato per difendersi davanti alla Direzione regionale di Ancona perché questa collega ha inviato una lettera di denuncia contro di me accusandomi di averle sfiorato il collo di un piede”. No, caro Marco, non sei affatto su “Scherzi a Parte”. Sei nell’Italia femminista e ginocentrica di cui questo blog, e altri insieme e prima di lui, denuncia le nefandezze da tre anni. Un paese che è ben peggio di “Scherzi a Parte”. Fa un po’ tenerezza Marco, nella sua ingenuità, quando dice di aver dato mandato al suo legale di contro-querelare Candida per calunnia. Seh, in quelle zone lì è ben noto quale fine facciano le contro-querele per calunnia…


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Ma basta tutto questo per rendere Marco un eroe e l’uomo dell’anno? No, non basta. Bisogna leggere un’altra sua dichiarazione: “Mi domando se esiste una giustizia che sappia tutelare anche gli uomini, perché a questo punto si può essere accusati di tutto in nome dello stalking o della molestia sessuale”. Ben svegliato, ragazzo mio, verrebbe da dirgli… La sua è infatti la tipica domanda sciocca di chi si ritrova martoriato in un meccanismo infame di cui non sospettava l’esistenza. Ovviamente la risposta è no: la giustizia che Marco auspica in Italia non esiste. Ma non è quello il punto. Il punto è che io Marco me lo vedo, riesco a figurarmelo senza fatica. Il classico docente tendenzialmente “progressista”, servile verso le colleghe, anche quando dicono sciocchezze colossali, perché quello è il suo modo di interpretare il “rispetto per le donne”. Ce lo vedo a leggere quotidiani mainstream e a indignarsi di fronte al titolo “una donna uccisa ogni tre giorni”.

Mi pare poi di vederlo mentre conversa di divario salariale con altre docenti anche se in realtà egli sa benissimo che prendono lo stesso suo stipendio. Però dà loro ragione, anche a dispetto della realtà. E chissà quante volte ha dato quel mezzo voto in più alla studentessa interrogata alla cattedra perché carina o semplicemente perché femmina. Per lui era una forma di gentilezza cavalleresca favorire un po’ le femmine. Perché sì, ne sono certo, Marco era convinto dell’esistenza del patriarcato e che in qualche misura le donne andassero risarcite per l’odioso predominio maschile di secoli. Marco di sicuro è anche uno di quelli che si è sempre pensato persona deferente e rispettoso verso il femminile, come una forma di codice personale. Marco è uno di quelli che se capita su questo blog chiude la pagina pensando che si tratti un luogo di vomitevole misoginia, maschilismo, sciovinismo, frustrazione, con punte di fascio-patriarcalismo. Per quello che ne so, Marco è pure uno di quelli che ha firmato la petizione online per impedire il mio “Aperitivo con lo stalker“. Ah, quanto gli avrebbe giovato assistervi, invece!


A quelli come lui che è dedicato questo blog.


Ben ti sta, caro Marco, insomma. Ben ti sta. Vorrei conoscerti e dirtelo in faccia. Perché tutto il tuo stupore rispetto all’incriminazione che ti è piovuta addosso è ciò che ti rende un eroe. Sei l’uomo dell’anno, perché rappresenti tutti quegli uomini che, per dabbenaggine, pigrizia mentale o speranza di trombare un po’ di più, si mostrano cicisbei nella pratica e proni all’ideologia femminista in termini teorici, sottomettendosi a una narrazione che gli va bene finché non li inghiotte. Tutta l’adesione e il supporto che hai dato finora alla Convenzione di Istanbul, ai centri antiviolenza, a “Non Una di Meno” eccetera, eccola, ti è piombata addosso con tutta la sua furia. E può farlo grazie all’adesione acritica tua e di quelli come te. E questo vale anche nel caso fossi una persona semplicemente indifferente a questo tipo di tematiche. Non hai scuse, Marco, non puoi stupirti. Avresti dovuto soffermarti su questo e altri blog, senza archiviarci come “nemici” o “pazzi”. Sono sincero: godo proprio a sapere che sei negli impicci adesso.

Ciò non toglie che se vuoi qualche dritta per uscirne, puoi leggerti tre anni di articoli qui (più di mille) o scrivermi. L’augurio è che il tuo stupore promani dalla sedia dell’interrogatorio su cui ti accomoderai tra qualche giorno e dove (te lo anticipo) verrai trattato come un sozzo criminale, e si espanda per ogni dove in questo povero paese che attende un risveglio di tutte le persone per bene, uomini e donne, ma soprattutto uomini, contro una tirannia che è fin troppo visibile, che è oppressione e ingiustizia folle. Il buon Marco di Pesaro, nel momento in cui comincia la sua via crucis e decide di renderla pubblica come se scoprisse qualcosa di incredibile, è il mio eroe. Con tutto il rispetto per gli affezionati lettori di queste pagine, è a quelli come lui che è dedicato questo blog. Dieci, cento, mille Marco, dunque: non ci siamo lontani ormai. E forse sarà quello il momento in cui qualcosa cambierà. Forse… perché è sempre più pressante la domanda che mi faccio ogni giorno: quousque tandem? Sì, penso in latino talvolta, non so che farci… Vuol dire: fino a quando, dunque, il genere maschile resterà paziente e arreso di fronte agli abusi che viene obbligato a subire?


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19 thoughts on “Marco, lo stalker di Pesaro, è il nostro eroe

  1. se Marco fosse stato un uomo molto bello non ci sarebbe stata nessuna denuncia, anzi….. questo spiega molte cose del genere femminile

    1. Mah, è una spiegazione troppo generalizzante, non mi convince. Può darsi di sì, ma anche di no. Certe donne sono totalmente fuori di sé su certe cose.

  2. Caro Davide, siamo certi che Marco sia così come lo descrivi? Dall’articolo del “Giornale” non si evince.

    1. No che non sono certo, è naturale. Mi baso solo sul suo stupore. E se non era un “femministo”, in ogni caso era un indifferente, che è grave uguale.

  3. La parte da “Il punto è che io Marco me lo vedo” è semplicemente divina.

    Sembra la descrizione di un professore femministo di mio figlio, se un giorno lo dovessero accusare l’unica cosa che mi verrebbe da dirgli sarebbe: “fai l’uomo e confessa, non puoi tornare indietro dopo tutto quello che hai detto per anni e anni”.

    Va bene la presunzione di innocenza, ma non viene spontanea quando accusano uno che sono anni che dice “io sono colpevole”.

  4. beh!
    Se trova un buon giudice professionale e possibilmente un buon PM, serio e onesto, lo assolvono o chiedono l’assoluzione .
    certo che questo è un Paese strano: ci sono donne che si sentono molestate per una mail, per una sfioratina
    senza alcuna pulsione sessuale e senza alcuna finalità di molestare, e poi magari le trovi su qualche social
    a fare le galline. magari hanno oberato di mail e messaggi qualche loro collega o qualcuno che faceva al caso loro,
    salvo considerare come porci pedofili tutti quelli che hanno scritto due righe di saluto in privato, che si cancellano
    in un nano-secondo.

    Oppure ci sono donne che belle belle, postano 200-foto- 200 totalmente nude a viso scoperto
    su qualche sito porno (!) salvo risentirsi perchè si parla ‘proprio’ della patatina o del pisellino

    (e di cosa ci avrebbero dovuto parlare, di Carlotto o di Sartre o di Leopardi, su un sito di sporcaccioni ?!).
    più invecchio e più mi rendo conto della inspiegabile stranezza delle donne…

    1. >>>
      certo che questo è un Paese strano: ci sono donne che si sentono molestate per una mail, per una sfioratina
      senza alcuna pulsione sessuale e senza alcuna finalità di molestare, e poi magari le trovi su qualche social
      a fare le galline.
      >>>

      Giannetto, come ho già avuto modo di scrivere in passato, quella che hai descritto poc’anzi è la realtà del mondo occidentale e ormai anche di una parte di quello orientale.
      Ragion per cui sarebbe il caso di liberarsi dalla falsa convinzione secondo cui certe cose sarebbero “tipiche del Bel Paese”.

    1. Non credo sia possibile e, a mia modestissima opinione, nemmeno auspicabile. Bisognerebbe riuscire a fare breccia nella società in modo che ogni partito si avvicini alla QM, una buona volta. Altrimenti non ci si smuove dalla situazione attuale, con una sinistra apertamente e orgogliosamente misandrica a un livello ripugnante e una destra che (oltre alle varie altre vergogne che ha) apparentemente le va contro ma in realtà è altrettanto ginocentrica della sinistra e sostanzialmente se ne frega di noi, al massimo sostiene un certo tradizionalismo di stampo cattolico, ma certo non cambi la narrativa così (anzi, plarizzi vieppiù le posizioni).

  5. Due parole merita anche Candida.
    Sarebbe bello se fosse una militante veterofemminista modello NUDM, che usa il kit legale “antimaschile” per finalità ideologiche montando ad arte un caso.
    Purtroppo credo non sia così.
    Il racconto porta a pensare che sia un’appartenente alla sconfinata riserva femminile che il femminismo ha covato in questi ultimi anni, attraverso una martellante propaganda mediatica.
    Denunciate!…denunciate!…denunciate!…denunciate!…denunciate!…denunciate!…denunciate!
    Qualsiasi minima cosa:…denunciate.

    Una donna “normale”…se ancora avesse un senso questo termine.

    Una di quelle che un tempo, al più, avrebbe fatto una scenata…e morta li.
    E che invece oggi, con la bava alla bocca, cercano il casus belli…l’atto dimostrativo.
    Engagé.

  6. Sono stefano, sono assoltamente d accordo, mai ricorrere a ‘giustizia’ personale, ne fisica ne in altre maniere… si aggrava solo la propria posizione in maniera stupida… qualcuno due calci in culo obiettivamente potrebbe meritarseli ma bisogna tenere la pazienza di un santo e andare avanti finche nelle giuste sedi si spera venga fatta giustizia… è dura! Ma è l unico modo intelligente, e la speranza non deve mai morire nonostante il tempo! e i soldi sprecati per difendersi da infamie e nient altro… la vita è una, meglio pazientare e soffrire per ottenere qualcosa di buono piuttosto che creare danni poi magari irreparabili… buona fortuna a tutti

  7. La seconda parte di questo articolo sarebbe stato il mio commento se ci fosse stata solo la prima 🙂
    Me lo chiedo anche io tante volte, riflettendo su un caso di malversazione, falsa denuncia, doppio standard… “ma questo qui, fino al giorno prima cosa pensava? Cosa diceva? Era uno che veniva a percularci sui siti? Che ogni 8 marzo e 25 novembre si scusava (a nome anche mio) per crimini e peccati mai commessi? Ha applaudito al licenziamento di Strumia?” Chissà. A volte mi viene da pensare che chi si batte contro un’ingiustizia solo quando ne è colpito direttamente, pur avendo gli strumenti per comprenderla anche da esterno, beh, un po’ si merita di subirla. Giusto un po’.

  8. Io sono stato denunciato per percosse che non ho mai commesso, e onestamente dopo tutte le cattiverie che ho subito mi è venuta dopo la voglia di commettere violenza… se ci fosse stata la parità di genere sarei andato a tirarle veramente due sberle ma alla fine per grazia divina sono riuscito a non farlo anche perché in mezzo c era mio figlio… quindi nel mio caso la voglia di fare violenza è arrivata dopo e non perché la signorina fosse una donna, non sarebbe stata violenza di genere, sarebbe stata violenza su una deficente che se le sarebbe meritate se non che poi sarei andato ancora di più nei casini… in piu con un minimo di ricerca ho capito che non ero un caso isolato e mi ha dato forza anche il pensiero che non volevo regalare un caso di reali percosse ai centri antiviolenza; non ho voluto fare uno sgarbo agli uomini di tutta Italia che si trovavano nella mia situazione e spero che tanti altri si diano forza nella stessa maniera anche se poi anche se ci fossero due casi di violenza in Italia i media riuscirebbero comunque a parlare di emergenza

    1. Hai fatto bene a trattenerti. Mai violenza. Mai, in nessun caso. La questione uomini verrà risolta nel nostro paese, presto o tardi. Ma ogni schiaffo che non si trattiene ritarda la cosa di anni.

  9. Sono stato uno dei tanti Marco… continuo a rispettare le donne, come la mia compagna, ma non mi faccio più fregare dai media, locali e non, dove ti conteggiano come episodio di violenza o molestie o stalking senza sapere se è la realtà, e non diranno mai se sei stato condannato oppure se magari è proprio chi ti ha denunciato ad essere infine condannato per calunnia… ps: anche le mie colleghe prendono come me, la mia capa e la mia ex capa e le altre numerose dirigenti in azienda in numero superiore agli uomini prendono invece sui 4 / 5000 euro… lavoro d ufficio… sono uno dei tanti Marco e spero che per quei pochi uomini che impotenti o in situazioni assurde accusati di violenze nei casi più gravi trovino una rete di ascolto esattamente come esistono i centri antiviolenza ecc… spero che capitino in blog come questi e capiscano che non sono soli e che tra uomini ci si supporti al massimo x riuscire a sopportare certe situazioni, senza impazzire, tanto più se sono coinvolte anche le persone che si amano maggiormente come i figli ad esempio

  10. Tosto questo articolo.
    L’ho apprezzato molto anche perché ha saputo sorprendermi per il suo… mmm… “taglio”?

    Personalmente non avrei scritto quel titolo, che in tal veste si presta troppo a essere malinterpretato e strumentalizzato (già ne sai più di qualcosa, purtroppo).

    Come minimo avrei aggiunto le virgolette a “stalker”, seguite da (?!?), e/o l’avrei fatto precedere da un “presunto, fantomatico”.
    Un minimo scudo, ma meglio che niente (un segnale d’allarme per le persone meno ottuse ma non ancora “risvegliate”, per aiutarle a non cadere nella strumentalizzazione cui ho accennato).

  11. oggi quel coglione di rossi ( presidente di regione toscana ) ha scritto che la destra antifemminista di vox ha vinto in spagna e che a questa si ricalca la lega … gli ho ricordato il codice rosso della buongiorno…speriamo sappia leggere. Rossi fa parte di quei soggetti del tipo marco

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