Mariconda (Polizia di Viareggio): ecco perché calano le denunce da “codice rosso”

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

Marco Mariconda – Dirigente Commissariato PS Viareggio (Foto: Letizia Tassinari)

di Davide Stasi – Un lettore mi segnala questo articolo, dove Marco Mariconda, dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio, appare spazientito: “Segnalate situazioni meritevoli, altrimenti è reato di procurato allarme”. Mi suona un campanellino d’allarme e lo contatto per un’intervista. Eccone la trascrizione.

Dottor Mariconda, come mai ha sentito la necessità di mettere in guardia in toni così duri i cittadini della zona di competenza del suo Commissariato?

Vede, di fatto io e i miei uomini lavoriamo h24 sul territorio per garantire che vengano rispettate le indicazioni governative, che hanno lo scopo di ridurre i contagi in questa situazione di emergenza sanitaria. E’ il nostro dovere e lo facciamo appieno, con tutte le risorse disponibili, esponendo noi stessi non di rado al rischio di un contagio. In questo senso ho ritenuto di richiamare i cittadini a una maggiore responsabilità nel farci pervenire delle segnalazioni.

Troppi falsi allarmi?

Decisamente sì. Le casistiche sono le più disparate, ma in linea di massima veniamo chiamati con grande frequenza per situazioni che non hanno nulla di illegale, la cui illegittimità non è provata. Con frequenza questo avviene per motivi politici o di antipatie personali. L’amministratore Tizio che ci chiama per denunciare che l’amministratore Caio, usualmente della parte politica avversa, non ha chiuso il tale parco o ha omesso di applicare quella talaltra norma di prevenzione. Noi ci mobilitiamo, impegniamo risorse per poi usualmente non rilevare nulla di significativo. Ma non è solo quello: le segnalazioni partono anche per motivi di antipatia o inimicizia personale. Il vicino con cui si è in contesa da tempo esce a buttare la spazzatura e parte la segnalazione. Noi dobbiamo dare seguito e ci rechiamo in loco, per poi non trovare nulla…


In moltissimi decidono di restare uniti.


Da adesso in poi però lei intende limitare questo fenomeno, che se capisco bene è dilagante, visto che qualcosa del genere è stato segnalato di recente anche dal Procuratore di Prato, il dottor Nicolosi… [per altro contraddetto nelle sue conclusioni da un locale centro antiviolenza, nientemeno… NdA]

Sì, assolutamente. Da adesso in poi se arriviamo e constatiamo un’assenza di prove ed elementi certi, o di situazioni meritevoli di segnalazione, partiamo con denunce come minimo di procurato allarme e interruzione di pubblico servizio, che sono reati ben più gravi della violazione delle disposizioni governative. Anche perché seppellirci di segnalazioni infondate ci rende pressoché impossibile riconoscere e intervenire sulle situazioni di reale gravità. E questo non giova affatto al contenimento del virus.

Questa è un’osservazione che mi suona molto familiare. Mi riferisco alle segnalazioni da “codice rosso”. Sempre il dottor Nicolosi registrava un loro calo verticale da inizio quarantena. E’ così anche nella sua area?

Sì, confermo. Anche qui a Viareggio le denunce chiamiamole così “ordinarie” (furto, borseggi, taccheggi, aggressioni) sono diminuite fino quasi a sparire in alcuni casi. I reati da codice rosso non fanno eccezione.

Soffermandoci su queste ultime, perché secondo lei sono così tanto diminuite?

Il mio parere è che la situazione di emergenza attuale stia rinsaldando alcune realtà. Laddove c’erano dei dissidi o dei contrasti, le coppie decidono con molta coscienza di andare oltre, o di rinviare eventuali separazioni o divorzi a un momento successivo. Credo che in moltissimi decidano di restare uniti, magari per proteggere eventuali figli. Se si vuole, nel dramma è un aspetto positivo di questa emergenza.


Non ho mai visto catene in giro.


Eppure nella comunicazione pubblica si parla di donne impossibilitate a chiamarvi o a chiedere aiuto perché tenute oppresse dai propri aguzzini. Per questo, si dice, le chiamate e le segnalazioni sono diminuite, non per altro.

Guardi, noi interventi ne facciamo, capita che le coppie litighino e magari ci chiamano i vicini. Noi andiamo sempre e sinceramente non ho mai visto catene in giro o donne chiuse in cantina. Di solito si tratta di normali tensioni che finiscono in liti molto forti, insulti reciproci, il tutto facilitato dalla convivenza forzata. Noi arriviamo, mettiamo calma e stop. Ma in nessun caso ci è parso di entrare in una cella di isolamento per donne.

Mia curiosità… Le chiamate che ricevete, in questo periodo come in periodo normale, come si distribuiscono? La violenza è così unidirezionale uomo contro donna?

Nella mia esperienza e per quel che riguarda questo territorio no. Schiaffi e botte volano da entrambe le parti, in proporzioni pressoché paritarie. E anche in quel caso i falsi allarmi abbondano.

La ringrazio per questa conversazione, dottor Mariconda e un ringraziamento speciale a lei e ai suoi uomini per ciò che state facendo in questo momento.

Grazie a lei.


 

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.