Omicidio di Anzio: una rassegna dell’orrore

cardoselliSta circolando (stranamente) su tutti i media la notizia dell’efferato omicidio di Giuseppe Cardoselli, avvocato civilista di Anzio, scannato come un animale dalla ex compagna Mioara Bascoveanu nel suo studio. Il tutto mentre imperversa sempre di più, nei media mainstream e soprattutto in quelli schierati per il femminismo suprematista (Il Sole 24 Ore, The Vision, Huffington Post, La 27esima Ora, eccetera), il mito “una donna uccisa ogni 72 ore” o “una donna uccisa ogni tre giorni”, che poi è lo stesso. Parlo di mito perché è un rateo che fa riferimento ai dati omicidiari di diversi anni fa, che mescola casi di “maschilità tossica” (il cosiddetto “femminicidio”) a casi di criminalità ordinaria, che in quanto tale colpisce ampiamente gli uomini (anzi di più).

In questo contesto propagandistico spacciato per informazione giunge l’evento tragico di Anzio. L’eccezione che conferma la regola diranno in molte. “Ha fatto bene”, “brava, uno di meno”, “finalmente, era ora”, diranno le più feroci tra di esse (e infatti…). A me interessa invece fare una breve rassegna stampa per capire come i media mainstream abbiano trattato il caso. Il mio presupposto, che qualcuno chiamerà pregiudizio, è che non lo abbiano trattato come di solito si fa quando l’omicida è di sesso maschile. Ovvero non solo non troverò dettagli splatter o toni quasi letterari di drammaticità, ma nemmeno condanne a prescindere o ritratti mostruosi dell’autore. Più probabilmente troverò toni moderati e prudentissimi, accenni a giustificazioni e alibi a prescindere, informazioni incomplete o omesse se troppo macabre, nonché un’assoluzione a prescindere. Ecco dunque i primi cinque risultati su “Google News” a poche ore dal fatto.


C’erano stati dissidi e liti.


cardoselliRoma Today, “Omicidio Giuseppe Cardoselli, avvocato di Anzio ucciso dalla ex compagna” – La donna va dall’uomo “per parlare della relazione”: nessun accenno al fatto che avesse il coltello con sé, segno che il “parlare” non era esattamente nelle sue intenzioni. “La discussione, però, è sfociata nell’omicidio”: si suggerisce che i due abbiano discusso e il sottotesto, tipicamente, è che lui l’abbia aggredita e lei si sia difesa. Si dice poi che lei lo ha accoltellato “e poi ha chiamato le forze dell’ordine”: altrove si dice che abbia tentato di fuggire, le versioni sono contraddittorie (dunque non se ne dovrebbe far cenno). Infine “proprio per questioni familiari c’erano stati dissidi e liti, con l’ultima denuncia, presentata proprio dall’avvocato Cardoselli…”: uno strano pudore nel riferire che l’uomo aveva denunciato la donna per minacce e che in gioco c’era l’affido delle figlie.

La Repubblica – Roma, “Anzio, avvocato ucciso a coltellate dall’ex moglie dopo la lite per le figlie” – Il titolo parla già di lite sebbene non ci siano prove che ce ne sia stata una, eccetto le parole di lei. Il sottotitolo dice: “la donna ossessionata dal timore di perdere le due figlie piccole”, e già pare ricercarsi un alibi. La stessa paura dei padri che perdono la testa non viene mai rappresentata in questo senso. Non si sa sulla base di che fonte, Repubblica parla di tensioni crescenti tra i due. Stavolta si parla del tentativo di fuga della donna, ma il tutto viene riequilibrato da questa nuova forma di giornalismo d’inchiesta fatto sui profili social altrui. Così l’articolista pesca sulla pagina Facebook della donna le frasi giuste per scagionarla a prescindere: “Non si sceglie di avere una persona accanto per peggiorare la propria vita ma per migliorarla. E se l’amore non porta a questo o non è amore o è un amore malato”, scriveva l’assassina, come a suggerire che la colpa di tutto era lui, l’ex compagno. Ultima concessione: “c’è chi giura” che lei fosse diventata una stalker. Esposta così sembra più una diceria, una malignità che un fatto. Stranamente qui, diversamente dai casi in cui il colpevole è uomo, il giornalista non si improvvisa Pubblico Ministero. La donna è partita da casa col coltello, è un palese caso di omicidio premeditato, ma tutto viene tenuto sul livello di: “a ricostruire l’accaduto i Carabinieri di Anzio”, “la Procura ha aperto un’inchiesta”, “la donna sarà interrogata”. Ci sono tutti i margini ancora per poter dire che si è difesa, che era incapace di intendere e di volere, che non è un’assassina calcolatrice.


Probabilmente la compagna era inaffidabile.


anzioIl Messaggero, “Anzio, avvocato ucciso a coltellate dalla ex: lite scoppiata per l’affidamento delle figlie” – Articolo breve che mette in risalto il probabile movente dell’omicidio entrando nel dettaglio: l’uomo aveva chiesto l’affido delle due figlie. Mettendo insieme questa notizia con la denuncia che aveva presentato, si capisce che c’erano margini ampi perché gli fosse concessa? Probabilmente la compagna era inaffidabile, come poi di fatto ha dimostrato essere? Di certo, in barba al “Codice Rosso”, la denuncia di Cardoselli è caduta nel vuoto e lui è finito con la gola tagliata. Segno che un uomo non si deve permettere di chiedere l’affido dei figli. Se lo fa o viene deriso o ignorato dalla magistratura o soppresso dalla ex compagna, ma questo l’articolo non lo dice. Dice invece che la gentile signora era già vedova (un tipo rischioso…) e ha massacrato l’avvocato, stranamente lanciandosi in qualche dettaglio macabro. In più dice che lei ha confessato, cosa rimossa da altri articoli. Al momento, anche se molto stitico, è l’articolo più completo.

Huffington Post, “Omicidio ad Anzio: donna uccide l’ex compagno a coltellate. Fermata dai Carabinieri” – Come da suo stile, l’HuffPost resta molto stretto se si tratta di raccontare di una donna colpevole. Quasi è più lungo il titolo dell’articolo, che poi è un sunto stringatissimo del lancio ANSA. Può dire di aver fatto il suo dovere, dando la notizia. Si prenda una notizia qualunque di un fatto a sessi invertiti pubblicata dalla stessa testata e la si confronti con questa. Si avrà la misura esatta della scorrettezza con cui Huffington Post tratta determinate tematiche.


Lezioni di giornalismo non fazioso da testate minuscole.


Il Corriere della città, “Omicidio ad Anzio: Giuseppe Cardoselli pugnalato al collo con un coltello da cucina dalla sua ex compagna” – Come sempre accade, i media locali sono i più sinceri e completi nel dare le notizie, sebbene con qualche imprecisione lessicale. Qui non si pende né da una parte né dall’altra, ci sono i fatti. Molti dei quali assenti altrove: le bambine erano già state affidate all’uomo e lei era ossessionata e gelosa che potesse esserci un’altra nella vita di lui. Non si parla di una chiamata di lei alle forze dell’ordine ma del fatto che è stata “bloccata subito dai Carabinieri della compagnia di Anzio, con ancora il coltello tra le mani”. Lezioni di giornalismo non fazioso da testate minuscole.

Leggo, “Roma, avvocato ucciso a coltellate dalla ex compagna ad Anzio: fermata 39enne romena. La donna su Fb: «Se non migliora la vita, è amore malato»” – Già dal titolo si replica l’alibi raccolto dal profilo Facebook della donna e il resto dell’articolo è tutta una preparazione a ogni scusante possibile. C’è stata una lite, la donna “aveva paura di perdere le figlie”, “ha chiamato le forze dell’ordine”, più il racconto dell’immagine romantica di una fata armata di spada che l’assassina aveva messo sul suo profilo. Manca l’applauso finale, ma arriverà di sicuro nei prossimi giorni.



Così, cari uomini, veniamo raccontati.


Questa è la narrazione che spesso denuncio su queste pagine. La donna che “ha paura di perdere i figli” si arma di coltello e, in qualche modo, la cosa è accettabile. Le migliaia di padri che di fatto perdono i figli e accettano la cosa non fanno testo. A meno che non si armino anche loro e non perdano la testa, allora tutto il genere maschile diventa mostruoso e assassino, una scusa per sciorinare stereotipi e cifre senza fondamento. E per non concedere alcuna attenuante, né giudiziaria né tanto meno umana a chi ha commesso il delitto. Vedremo ora il prosieguo della vicenda. Vedremo se la donna invocherà l’incapacità di intendere e di volere, il metodo più gettonato per farla franca, oppure il nuovo trend, quello della legittima difesa. Mentre infatti ad Anzio Bascoveanu scannava il padre delle sue figlie come un maiale, a Padova si assolveva un’altra assassina appunto per “legittima difesa”. E l’articolo che descrive il momento dell’assoluzione è degno della Pravda degli anni ’30 del secolo scorso.

Così, cari uomini, veniamo raccontati. Così, care donne, vengono descritti i vostri padri, fratelli, mariti, compagni e in futuro anche i figli. E la colpa è soprattutto nostra che glielo lasciamo fare.


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