Sangalli: niente molestie, solo estorsione

sangalli venturini«Cominciò a dirmi “Io ti amo, dimmi che mi ami”». Balle, calunnia, estorsione. «Iniziò togliendosi la camicia davanti a me, poi i pantaloni, poi diceva che aveva un dolore a una spalla e aveva bisogno di un massaggio e che si sentiva tanto solo. Finché tentò di baciarmi». Balle, calunnia, estorsione. «Piansi, lo implorai; “sia bravo, sia buono…”. Mi ammalai nel fisico e nella mente. La situazione mi lacerava dentro». Balle, calunnia, estorsione. «Ne parlai con mio marito e i miei figli. Siamo una famiglia unita, ho chiesto e avuto il loro sostegno». Balle e ipocrisia. Almeno così dicono i giudici.

Quelle riportate sono solo alcune delle frasi che Giovanna Venturini consegnò al Corriere della Sera circa un anno fa. L’uomo che nel 2012 aveva preso a molestarla, nelle sue parole, era un tizio importante: Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio nazionale. Ad avvisarlo del fatto che la signora si era improvvisamente ricordata delle molestie, cinque anni dopo, in pieno stile #MeToo, era stato il Direttore Generale della stessa organizzazione datoriale, Francesco Rivolta, che si propose anche come mediatore per chetare il turbamento a scoppio ritardato della donna.


Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio nazionale.


rivoltaPreso dal panico, Sangalli stacca per la signora (gennaio 2018) un assegno da più di 216 mila euro, che però non sembrano bastare. Ai vertici dell’organizzazione la questione si diffonde e in giugno arriva a Sangalli una lettera che chiede le sue dimissioni per questioni “etico-morali”. Lui risponde picche e la vicenda finisce sui media nel novembre 2018. Ben inteso, il copione #MeToo viene rispettato alla lettera: Venturini non ha mai denunciato Sangalli per molestie. Per rispetto verso un uomo che stimava, dice. Un rispetto che però non le impedisce di spiattellare la cosa sui media. Perché quello è il tipo di tribunale dove #MeToo tiene le sue udienze.

La questione poi sembra sgonfiarsi, fino all’aggiornamento di due giorni fa. Sangalli, assoldato un investigatore, ha qualcosa da segnalare ai magistrati e fa un esposto. L’esito è che Venturini e Rivolta, che pare abbiano una relazione, alla facciazza della famiglia tanto unita della donna, finiscono indagati per estorsione. Puntavano alla grana di Sangalli, ma non solo. #MeToo non è solo un metodo infame per far soldi facili, ma anche per ottenere posizioni di potere facendo rimuovere chi le occupa. Dietro al caso mediatico c’erano dunque, a quanto pare, vicepresidenti che volevano diventare presidenti e Rivolta che non voleva essere cacciato dal ruolo di direttore generale.


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Preso dal panico, Sangalli stacca per la signora un assegno.


estorsioneIl piano però non ha funzionato. Sangalli è sempre al suo posto e, lui sì, ha presentato una denuncia che è stata accolta. Rivolta non è più direttore generale di Confcommercio e Venturini ora è di nuovo sui giornali, ma come accusata di un reato odioso, specie se giocato su tematiche come le molestie. Ben inteso, io sono garantista e lo resto: la coppia ora sotto accusa rimane innocente fino a sentenza. Ma è un fatto che le loro accuse sono rimaste chiacchiere sulla carta stampata o virtuale, quelle di Sangalli sono finite su carta bollata e hanno trovato riscontri, ed è tutt’altra cosa.

Rimane da osservare con piacere che, da Fausto Brizzi in poi, il #MeToo non ha attecchito da noi come è accaduto altrove, e c’è da esserne fieri. Ma dall’altro lato viene da pensare a quanto infami e vergognose suonerebbero le parole di Venturini citate all’inizio di questo articolo se venisse condannata. Sarebbe il sigillo definitivo a ciò che qui si sostiene ormai da anni: la pratica delle false accuse a scopo estorsivo o vendicativo è diventata ormai strutturale nel nostro paese, su proporzioni tali da richiedere interventi straordinari, dal lato legislativo ma anche da quello culturale. Dal povero e sconosciuto padre separato che viene devastato dalla potenza della menzogna al grande uomo di potere, cosa serve ancora perché si metta un freno a questo degrado che sta devastando la giustizia e il vivere civile?


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