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Si faccia spazio ai pedofili virtuosi

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pedofili virtuosiSissignori, non avete letto male: fate largo e lasciate passare i “pedofili virtuosi”. Chi sono costoro? Prima di raccontarvelo lasciate che vi schematizzi brevemente il cuore della teoria di P. Overton, sociologo e politologo americano attivo negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso. Quella che oggi è nota come “finestra di Overton” teorizza che ci sia un modo per rendere accettabile all’opinione pubblica anche i concetti e le realtà più estreme, seguendo passaggi specifici. Una sorta di varco che mano a mano si sposta da ciò che è “impensabile” a ciò è “legalizzato”. In mezzo a questi due estremi la finestra inquadra in sequenza una fase radicale, una di accettazione, una razionale, una diffusa per giungere infine alla legalizzazione.

Un esempio spiega meglio. Si pensi al cannibalismo. E’ qualcosa che ci repelle, qualcosa di impensabile. A meno che non si inizi a rappresentarlo come una forma “radicale” di alimentazione. C’è ancora qualcuno che la pratica in qualche giungla sperduta chissà dove e chi si trova in condizioni estreme di fame potrebbe anche esserci obbligato. Costoro necessitano di un riconoscimento dei loro diritti, meritano una tutela. L’istanza attira l’attenzione, cominciano a uscire film e canzoni che ne parlano, si fanno speciali in TV, finché la gente comincia a pensare: “be’, in effetti, ci sono anche loro…”. Così si salta alla fase dell’accettazione di ciò che prima era impensabile. Se poi arrivano (e arrivano sempre) scienziati e studiosi che danno al fenomeno una qualche forma di legittimazione, e magari anche nomi nuovi e più accettabili a fenomeni già noti, si salta alla fase razionale. La sacra parola della scienza rende l’accettazione diffusa. Talmente diffusa che diventa un fenomeno sociale da regolamentare attraverso le leggi. E così il gioco è fatto.


Fate largo e lasciate passare i “pedofili virtuosi”.


hannibal cannibalNaturalmente questi passaggi non avvengono in una settimana, servono anni di paziente lavorio e preparazione. Finora ho parlato di qualcosa di raccapricciante come l’antropofagia, qualcosa che ancora ci pare impossibile (sebbene in Svezia se ne stia già parlando come soluzione alla crisi ecologica…), ma potrei parlare anche dell’utilizzo alimentare degli insetti, ormai in piena fase di accettazione. Soprattutto potrei parlare di pedofilia. Tra i tanti fenomeni impensabili è quello più avanzato sulla strada tracciata da Overton. Ormai siamo al passaggio della razionalizzazione, quella che precede la diffusione e la legalizzazione. E’ noto che questo tipo di criminali oggi non abbiano più tante remore a uscire allo scoperto, come ha dimostrato il loro tentativo di presenziare legittimamente al gaypride di Amsterdam. Ora hanno trovato anche una crescente legittimazione scientifica.

Si chiamano appunto “pedofili virtuosi” (Virtuous Pedophile). E’ una sorta di associazione o congrega che ha il suo bel sito, i suoi supporter e i suoi referenti. Nasce ovviamente negli Stati Uniti e ha come stella polare un medico, James Cantor, Ph.D., professore associato in psichiatria alla facoltà di Medicina dell’Università di Toronto, in più membro eminente delle redazioni di un certo numero di riviste scientifiche. Chi conosce un po’ la storia del gender sentirà subito un richiamo piuttosto palese a John Money, il criminale internazionale che, vestito di camice bianco, per trent’anni ha lavorato per instillare la sua invenzione, appunto la teoria gender, all’interno delle società. L’ha fatto spargendo infelicità e morte sul suo cammino, ma alla fine, come vediamo oggi, riuscendo nel suo intento.


Servono anni di paziente lavorio e preparazione.


james cantor pedofiliCantor pare essere una sua reincarnazione, sebbene nel settore specifico della pedofilia. La sua teoria appare (e qui sta il maggior pericolo) sensata: la gran parte dei pedofili non commette abusi, ma gestisce quello che Cantor stesso chiama “orientamento sessuale”, invece che crimine orrendo, senza far male a nessuno. Questi sono i pedofili virtuosi, gente che si sostiene e si frena l’un l’altro. Una specie di mega-associazione alcolisti anonimi ma riguardante la pedofilia e che ha come luogo d’incontro il web. A partire dal loro sito, che si rivolge ai pedofili, ai giovani pedofili, ai partner, ai terapisti e a chiunque voglia saperne di più del loro mondo. E la loro policy è chiara e dichiarata: “il nostro intento è ridurre lo stigma che colpisce la pedofilia facendo sapere alla gente che un gran numero di pedofili non molesta i bambini”. Questo perché si sostengono (“peer support”) e si controllano a vicenda.

Cantor, lui stesso pedofilo e omosessuale dichiarato, crede fermamente nel funzionamento di questo coming-out terapeutico e, da buon americano, non cerca di far passare il tutto fondando un partito politico, che sarebbe destinato al fallimento, ma imposta la sua organizzazione come una lobby. Che ha già avuto modo di manifestare il proprio potere d’influenza quando il gigante Twitter, l’anno scorso, ha iniziato a buttar fuori tutti coloro che pubblicavano contenuti di carattere pedofilo. Cantor scrisse alla major una lettera accorata ma orgogliosa, spiegando chi fossero i pedofili virtuosi, a chi appartenessero quei profili e chiedendone il reintegro. Con sottigliezza e pienamente nel quadro della finestra di Overton, ricattò la corporate che cinguetta, dicendo che senza la “valvola” della condivisione online, quei pedofili avrebbero potuto sfogarsi nella realtà molestando dei bambini. Letta in un altro modo: riammetti i miei amici sulla piattaforma o commetteranno violenze su dei minori.


“La gran parte dei pedofili non commette abusi”.


tweet cantor pedofiliTwitter ha ceduto e ora questi galantuomini (ma anche gentildonne) hanno un’area tutta loro, dove condividere le loro preferenze in termini di età, sesso, razza dei bambini con cui “potrebbero” far sesso. Fortuna che c’è Cantor che li tiene tutti sotto controllo e che grazie al “peer support” evita un sacco di violenze… Leggere i contenuti del loro sito e dei profili collegati è, per me che sono all’antica, un viaggio all’inferno. Si parla di bambole sessuali con la fisionomia di bambini dell’età preferita, scambi di video nei loro canali sotterranei e frasi capziose con cui goccia dopo goccia si va verso l’affermazione della pedofilia come uno dei tanti orientamenti sessuali. Non a caso Cantor ora è impegnatissimo nella battaglia per includere la P di “pedofili” nell’ormai interminabile sigla LGBT.

Questo John Money redivivo, questo nuovo criminale internazionale sta facendo fare all’umanità un passo ulteriore nel baratro. Egli sostiene che se il bambino è consenziente e lo desidera, la pedofilia non dovrebbe essere né reato né moralmente da condannare. Come se un bambino potesse dare un consenso razionale su queste cose. Le stesse bestialità le sosteneva l’italiano mangiamerda (letteralmente) Mario Mieli negli anni ’70 e ’80. A lui oggi è intestata un’associazione consulente del Ministero delle Pari Opportunità, ben difesa dallo scudo dell’antidiscriminazione e di suoi apparati parapolizieschi di controllo come l’UNAR, che non molto tempo fa fu lambito da uno scandalo di festini hard e reclutamento di prostituti gay. La vicenda costò la testa all’allora direttore dell’UNAR Francesco Spano, amico e sodale di Vincenzo Spadafora, oggi ministro della Gioventù (ripeto: della gioventù), che è amicone pure dell’attuale direttore UNAR, Triantafillos Loukarelis.


Le stesse bestialità le sosteneva l’italiano mangiamerda (letteralmente) Mario Mieli.


gender bambiniIn Italia e nel resto del mondo, intanto, si moltiplicano le case di moda che disegnano abiti per bambini “gender fluid”, da far indossare a ragazzini drag-queen guidati da omosessuali o lesbiche adulti, il tutto con la più ampia e capillare copertura dei mass media. Tutti insieme ora, con la benedizione del “dottor” Cantor, spingono la finestra per spostarla agli ultimi stadi del percorso di Overton, ovvero alla diffusione e alla legalizzazione della mostruosità impensabile. Sarò medievale, non fatico ad ammetterlo, ma se stesse a me userei i canali di Cantor per fare la più ampia retata mondiale di pedofili mai avvenuta, e a seguire castrazione chimica a tutti, pedofili e pedofile. Ma a quanto pare quella come la mia è una voce sempre più solitaria e fuori moda. Mi chiedo come possano tacere tutti coloro che hanno figli piccoli ora o che intendono farne. Il nostro silenzio, signori, saranno le grida e i pianti dei bambini del futuro. Su questo tema io sono pronto a gridare abbastanza forte da far tornare la finestra là dov’era, e magari a romperle pure il vetro. Voi?


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12 thoughts on “Si faccia spazio ai pedofili virtuosi

  1. Sono stato sotto mano di un “amico dei bambini” in un’altra parte della mia vita e nel corso degli anni ho conosciuto altre persone che hanno avuto a che fare con le premure di queste merde. Ci hanno rovinato la vita per sempre. Siamo uomini e donne, etero e gay, di ogni razza e religione. E vogliamo tutte/i giustizia.

  2. Ho visto anch’io i titoli di molti giornali prevalentemente progressisti che suggeriscono come i pedofili non debbano essere demonizzati perché molti di loro sono “non contact” o come la pedofilia non sia una patologia ma un normale orientamento sessuale come molti altri. ma chi c’è dietro queste operazioni? pedo-miliardari come Epstein?

  3. Ho aperto la pagina de Il Primato Nazionale, che riporta due fonti: il NL Times, giornale olandese, e il famoso Le Figaro francese: aprendoli entrambi dicono che il tizio ha tentato di partecipare al Gay Pride ed è stato espulso perché gli altri partecipanti hanno chiamato la polizia.
    https://nltimes.nl/2019/07/29/pedophile-group-tries-carve-spot-pride-angering-many
    http://www.lefigaro.fr/international/comment-un-groupe-pedophile-a-tente-d-infiltrer-la-gay-pride-d-amsterdam-20190730

    Son i link linkati da Il Primato Nazionale…

    Consiglio di verificare le fonti prima di buttarsi a pesce.
    Tra le fonti attendibili e rigorose di destra ci sono comunque:
    Gatestone Institute – rigorosissimo, non serve manco verificare (lo si fa per abitudine), se dicono una cosa è quella.
    Breitbart: reinterpretano un po’ le cose a loro uso e consumo, ma le fonti che usano sono veritiere nel 99% dei casi.

      1. Ti esponi ad attacchi, in maniera molto più grave che se usassi tono sprezzante e ironia feroce contro le femministe.
        Che poi ci sia un problema di fondo nei movimenti LGBT che intitolato circoli a Mario Mieli (che ERA un pedofilo) è vero, ma si deve aspettare l’occasione buona per colpirli.
        E avere così fretta di colpirli da cercare bersagli col lanternino, col rischio di prestare il fianco a critiche, mi sembra correre rischi inutili: tanto i bambini prima bisogna farli, poi semmai possono essere in pericolo – il problema principale è che sinché le donne possono prendere ricchi premi e cotillons dal divorzio, e sono persino incoraggiate a lanciare false accuse, sempre meno uomini faranno bambini con loro.

        E tanto prima o poi qualcosa combinano: grosso e documentato. E a quel punto puoi rifarti con gli interessi dell’attesa.

        Io quando la fanno bella grossa e molto fuori dal vasino mi regolo così: alzo i toni, sapendo che la controparte ha tutto l’interesse a starsene zitta, pure se insultata. In tal modo mi tolgo una piccola soddisfazione e do’ maggiore eco alla cosa.
        Solo che se lo faccio io significa appena 100 visite in più, se lo facessi tu l’impatto sarebbe differente.

          1. Mica tanto.
            Quello che intendevo è che – secondo me:
            Se si fa un articolo ove si riporta che mandano drag queen a raccontare fiabe nelle scuole elementari, non solo si fa ottima cosa ma è talmente buona che volendo si può calcare anche la mano con i termini per amplificare al massimo l’effetto.
            Ma se poi si fa un articolo ove si dice “questo ha provato a imbucarsi, ma lo hanno mandato via accusandolo di essere un criminale, però c’è un rischio lo stesso” l’impressione è che si faccia allarmismo per nulla, visto che è stato cacciato ed è intervenuta la polizia. E così si perde un po’ l’effetto dell’articolo di cui sopra, rischiando di neutralizzare in parte quanto di buono fatto.

            E’ una cosa che terrei presente vista la potenza di fuoco del nemico. Queste non vedono l’ora che noi si faccia passi falsi, o anche solo incerti, per contrattaccare.

            A proposito: la $omma se l’è fatta addosso con l’arresto al CAV Butterfly, non ho aperto l’articolo per non regalarle click ma ho visto che c’è un articolo auto-assolutorio sul FQ, ci ha messo pochissimo a farlo.
            E’ un’ottima cosa quando vanno sulla difensiva: significa che si è toccato un punto vitale.

            Rullo compressore: attaccare dappertutto, ma appena il nemico da’ segni di cedimento in un settore concentrarsi immediatamente su quello. E’ una tattica militare molto efficace.

  4. Ho due figli (un maschio e una femmina, per non far torto a nessuno).
    Il solo pensiero che qualcuno provi anche solo a sfiorarli, mi fa salire la violenza.
    Semplice.

    1. Ma anche no. Troppo veloce. Io userei i coltelli da picnic, quelli di plastica che non tagliano nulla. Morte lenta, molto lenta…

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