Standing ovation per Filippo!

Filippo Rossi è un papà separato. Uno dei tanti con una storia allucinante alle spalle fatta di false accuse e assoluzioni, sforzi per poter esercitare normalmente la propria paternità, nell’interesse del proprio figlio. Una storia che, probabilmente, quando saranno concluse tutte le tante pendenze giudiziarie, avrò modo di raccontare, se Filippo vorrà. Oltre a questo, che lo accomuna a tanti, tantissimi, troppi uomini nelle stesse condizioni, Filippo ha due peculiarità aggiuntive, che mi fa molto piacere raccontare.

La prima è che scrive. Un’attività antica, dimenticata, bistrattata, coraggiosa. Specie quando con la scrittura ci si mette in gioco. Ecco allora che Filippo decide di partecipare a un concorso letterario indetto dalle sue parti, a Ravenna. Si intitola “La caduta di Prometeo” e il concorso consiste nel comporre un aforisma di massimo 30 parole riguardante “le paure, i fatti, le bellezze e le brutture di questo controverso anno 2019”. Sembra facile, ma non lo è. Alla fine, riversare paginate e paginate di roba è piuttosto semplice: ben altra partita è condensare pensieri, valori e concetti in poche righe. Filippo ci riesce e compone questa meraviglia:

Il concetto attuale di libertà è scegliere cosa fare e cosa dire in un ventaglio ristrettissimo di scelte ed argomenti.

La giuria riconosce in queste parole originalità e profondità e Filippo vince il primo premio assoluto. D’accordo, non è il Nobel, ma provateci voi a vincere un concorso letterario in Italia, specie se di carattere locale, senza avere spinte o spintarelle… Applausi a Filippo dunque, applausi a scena aperta. Ma non siamo ancora alla standing ovation, però. Per arrivarci occorre vedere con che maglietta si è presentato la sera della premiazione, mano nella mano con suo figlio. Così:

Doppio coraggio insomma: dopo aver sottoposto un proprio scritto a una giuria, si presenta con la maglietta di questo blog. Filippo è un affezionato lettore di queste pagine e ci ha tenuto a farlo sapere pubblicamente. Mi dice di averlo fatto pure con molto orgoglio. Non nascondo che quella foto, in quel contesto, con vicino suo figlio, mi ha profondamente commosso. Magari a voi non scappa la standing ovation per questo. A me sì, e pure della durata di qualche ora. Filippo mi ha ringraziato a lungo per ciò che faccio. Ebbene, sono io che ringrazio Filippo e tutti i padri resistenti come lui. Per me è un onore parlare di voi (noi). Avanti così.

P.S.: chi volesse una maglietta come quella di Filippo, può consultare questa pagina.


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