Svitata quanto basta per essere assolta

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LA FIONDA

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di Fabio Nestola – Dunque, vediamo … una persona ne accusa un’altra di reati gravissimi – sequestro di persona e violenza sessuale – e la risposta istituzionale è inflessibile, risoluta, veloce: arresto immediato per il terribile orco stupratore. Magari un tantino troppo veloce, diciamo abbastanza affrettata, si offende qualcuno? Infatti il giudice non convalida l’arresto: molte cose non quadrano, l’accusatrice racconta bufale al PM, sostiene di non aver più avuto contatti con lo stupratore invece a una veloce verifica risulta che si siano sentiti regolarmente e frequentati più volte dopo il presunto sequestro, anche trascorrendo notti in albergo sia a Ventimiglia che a Sanremo.

Ma il terrore della povera vittima nei confronti del proprio aguzzino, che fine ha fatto? Quindi l’orco non è affatto tale, la ragazza ha inventato tutto e finisce a processo per calunnia e false dichiarazioni al PM. Intanto però le manette all’innocente falsamente accusato le hanno messe, poi “scusi tanto, ci siamo sbagliati”, una pacca sulla spalla e avanti verso il prossimo innocente da arrestare. Il processo alla ragazza termina con un nulla di fatto, resta impunita perché allora era depressa, anzi no, non era temporaneamente depressa solo all’epoca della denuncia, ma proprio non ci sta con la testa, assoluzione per totale vizio di mente.


“La donna non è imputabile in quanto affetta da un vizio totale di mente”.


Tuttavia è impossibile non notare come del completo disturbo mentale dell’accusatrice non si sia accorto nessuno al momento di crederle ciecamente e precipitarsi ad arrestare un innocente. Salta fuori, curiosamente, solo quando sulla graticola c’è lei. Per mettere nei guai un uomo basta la dichiarazione della prima millantatrice che passa, anche se si presenta con lo scolapasta in testa, senza bisogno di cercare un minimo di riscontro alle accuse. L’ha detto, quindi è vero. Sorella, io ti credo. Ogni donna che denuncia deve essere creduta, che motivo avrebbe di mentire?

Poi l’innocente arrestato avrà il suo daffare e i suoi costi – economici, ma soprattutto emotivi – per dimostrare di essere vittima di una squilibrata, o di una mitomane, o di una stalker, o di una odiatrice seriale, o di una vendetta, o di una truffa, o comunque di una manovra ostile come decine e decine di casi testimoniano solo nell’ultimo mese. Un articolo  di saremonews.it scrive testualmente che “per la donna era stato lo stesso PM Enrico Cinnella Della Porta a chiedere l’assoluzione poiché la donna non è imputabile per i fatti presumibilmente commessi in quanto affetta da un vizio totale di mente”. I  fatti presumibilmente commessi. Come “presumibilmente”?


Sovvertito l’onere della prova.


manetteNo, non c’è nulla di presumibile nelle false accuse: è certo che siano state fatte, sono state verbalizzate dai Carabinieri, hanno portato a effetti estremamente concreti come l’arresto dell’accusato, infine sono state configurate come calunnia. Poi la calunniatrice ne esce indenne perché ha la capoccia che sfarfalla, dicono, ma resta il fatto che le false accuse siano estremamente concrete, altro che presumibili.

Non ho la presunzione di sperare che questo caso e tanti altri simili, decisamente troppi, servano da lezione per capire la china forcaiola, ansiogena e colpevolista nella quale è scivolato il nostro sistema giudiziario. La prima scappata di casa che vuole farti del male ti denuncia di nefandezze mai accadute, e ti ritrovi le manette, o i domiciliari, o le misure cautelari di allontanamento, o come minimo indiziato di reato e devi affrontare spese legali per difenderti in tribunale. Sovvertito l’onere della prova: lei dice di aver subito violenza, a te il compito di dimostrare che non è vero. C’è chi può farlo a piede libero e chi è costretto a farlo da detenuto. Succede nel 2020 in Italia, la culla del Diritto.


NO AI LOCALI GRATUITI ALLA CASA DELLA DONNA DI MILANO

(firma la petizione su change.org)

 


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