Un Fondo di Protezione Legale per il blog

di Redazione – Cari lettori del blog, è giunto il momento di aggiornarvi su alcuni aspetti che riguardano queste pagine e, purtroppo, anche di chiedervi di aprire il portafogli, come vi sarete accorti dal fastidioso pop-up che si apre quando si consulta una pagina. Una richiesta che facciamo controvoglia ma che, dopo una lunga consultazione interna, davvero non possiamo fare a meno di avanzare. Come vedrete dal titolo, si tratta di creare quello che abbiamo chiamato un Fondo di Protezione Legale per il blog. Sì perché dopo più di tre anni di attività sostanzialmente tranquilli e liberi, i tentativi di screditarci e tapparci la bocca tramite carte bollate sono diventati molti e pressanti. Tali da dover richiedere un’assistenza legale costante e da dover mettere in atto tutto il possibile affinché il carico non vada solo sulle spalle del fondatore del blog, Davide Stasi, che sebbene non scriva più con assiduità, rimane l’intestatario della testata, oltre che il supervisore editoriale. Per questo quando, qui di seguito, useremo la parola “blog” in realtà ci riferiremo alla sua persona. Parleremo in termini di “blog” perché non è più lui da solo, ma ha attorno un team che condivide le sue scelte e intende sostenerlo.

E’ opportuno dunque fare apertamente il punto della situazione, nei limiti che certe situazioni giudiziarie consentono. Come qualcuno ricorderà, nel settembre scorso questo blog finì al centro di una campagna diffamatoria terrificante. Un giornalista di Repubblica pubblicò la foto alterata di un post Facebook di Davide Stasi e la prese a pretesto per scrivere che fosse “uno che deride le donne sfregiate con l’acido”. La foto intera mostrava invece che si trattava del commento a un articolo e ad alcune dichiarazioni di Lucia Annibali, poi criticate allo stesso modo da Fabio Nestola oltre che da Marco Travaglio. La fake news diffamatoria creata da Repubblica fece il giro d’Italia e di tutti i media, Televideo compreso. Le “Iene” fecero fare un predicozzo a una vittima dell’acido e non accettarono una richiesta di confronto. Al top si pose l’On. Valeria Valente, Presidente della “Commissione femminicidio”, che sulla pagina Facebook dei senatori PD scrisse che Davide Stasi era lui stesso un autore di sfregio con l’acido ai danni di una donna. Tutto falso, naturalmente.


Una giustizia “ad personam” (o “ad blog”…).


Il blog non poté fare altro a quel punto che presentare querela per diffamazione contro Repubblica e altre testate che avevano rilanciato la diffamazione senza ottemperare alla richiesta del diritto di replica. Nella denuncia è finita inevitabilmente anche l’On. Valente. Ebbene, notizia di non molti giorni fa, la PM incaricata della Procura di Genova, Dr.ssa Grosso, intende archiviare la querela. “Normale diritto di critica”, dice la sua motivazione. Rivoluzionaria, a pensarci: sarebbe la consacrazione della legittimità a diffondere notizie false e diffamatorie sulla base di fonti manipolate, che è l’esatto contrario del giornalismo e del diritto di critica. E legittimerebbe anche personaggi con responsabilità pubblica a diffamare liberi cittadini senza pagarne le conseguenze. Il blog ha ovviamente fatto opposizione all’archiviazione. Ma l’operazione ha un costo non indifferente. Ecco un primo motivo del Fondo di Protezione Legale.

Che andrebbe a sostegno anche della seconda causa in corso, dove però il blog risulta sotto accusa, sempre per diffamazione. Non possiamo entrare in troppi dettagli perché tra qualche giorno ci sarà un interrogatorio, conseguente alla presentazione di una memoria difensiva. Si deciderà dopo con l’avvocato se rendere pubblica tutta la vicenda, rivelando chi è il querelante e quali siano i presunti contenuti diffamatori pubblicati da questo blog. Quello che si può già anticipare è che si tratta di articoli pieni zeppi di documentazione esterna, utilizzata come pezza d’appoggio per le riflessioni e le critiche sviluppate. Nessuna falsità, dunque. Al massimo ci sono toni particolarmente appassionati e vivaci, ma niente a confronto con i grevi insulti che fior di giornalisti (Travaglio, Scanzi, Lucarelli, Feltri, Sallusti) riservano ai propri bersagli ogni giorno. La curiosità è che la medesima Procura, seppure con due PM diversi, vuole archiviare una denuncia su notizie false e probabilmente manderà in procedimento un’altra basata su notizie vere. Un divario così ampio che è inevitabile pensare che si tratti di una giustizia “ad personam” (o “ad blog”…). Aggiorneremo via via su questa vicenda, ma va sottolineato che anche qui ci sono non indifferenti spese legali, che diventeranno probabilmente significative in caso di condanna.


Due spade di Damocle.


Ma non è finita: c’è in piedi un terzo procedimento, di nuovo intentato dal blog contro altri soggetti. In questo caso le indagini sono ancora in corso, dunque non è proprio possibile entrare in dettagli, se non per dire che l’atteggiamento della Procura di Genova è stato fin da subito quello di sminuire i (gravi) danni denunciati. A conferma del legittimo sospetto di una giustizia e di una Procura che tendono a orientarsi diversamente a seconda che questo blog denunci o sia denunciato… C’è da attendersi che anche in questo caso, nonostante le disposizioni di legge e le circa quaranta pagine di prove evidenti presentate, si profili una futura richiesta di archiviazione. Non stupirebbe, sarebbe coerente con tutto il resto. Anche in questo caso diventerebbe indispensabile poter fare opposizione, con i soliti costi connessi. Ecco un’altra giustificazione del Fondo di Protezione Legale.

Sullo sfondo ci sono altre due situazioni per ora soltanto minacciose ma che, visto l’andazzo, potrebbero tranquillamente trasformarsi in altrettante querele. Due articoli in particolare hanno fatto arrabbiare alcune persone, tanto da far ventilare ipotesi giudiziarie a carico del blog. Uno è quello che riguarda Giuseppe Apadula e suo figlio, l’altro è l’intervista all’Avvocato Gasperini. E’ noto che questo blog non ha problemi a ospitare rettifiche, quando richieste. E’ già capitato in passato, e anzi sono le benvenute perché stimolano al confronto. In nessuno di questi casi è stata richiesta rettifica. Ma pare si stia affermando la prassi di denunciare senza nemmeno chiederne, a riprova che si tratta di azioni punitive, di querele-bavaglio, non di altro. Dunque occorre tenere conto che ci sono queste altre due spade di Damocle sulla testa del titolare del blog, quindi sul futuro del blog stesso. Perché, questo dev’essere chiaro, non si tratta solo della posizione personale di un individuo, ma di qualcosa di altro e di oltre.


Vi attendiamo al nostro fianco.


bavaglioLe querele sono da sempre uno strumento per punire o censurare l’informazione sgradita. Va detto senza falsa modestia: in anni di attività questo blog è diventato un punto di riferimento sul tema delle relazioni tra uomini e donne. Non da solo, ovviamente: oltre ai collaboratori autori degli articoli, ci sono tanti altri blog, pagine social e forum che spingono nella stessa direzione. Sicuramente “Stalker sarai tu” è stato ed è il più esposto di tutti, perché non ha mai mancato di dire ciò che si doveva dire, con libertà, argomentazioni e coraggio. Questo l’ha reso prima avversario e, dal settembre 2019, nemico di molti. Che ora hanno un solo obiettivo: metterlo a tacere, magari accompagnando al bavaglio una bella batosta per chi l’ha portato avanti. Dunque non è solo la posizione personale del fondatore, verso cui ci si può sentire o meno debitori di qualcosa. In ballo c’è in realtà uno strumento di resistenza a un regime, un’iniziativa che in ogni sua riga ha inteso confermare le libertà e i diritti costituzionali di tutti. E’ soprattutto in difesa di questo che si chiede ai lettori di aprire il portafogli, e di farlo se possibile generosamente.

Il primo punto di svolta è stato quando minacce e molestie hanno costretto Davide Stasi a più passi indietro. Il blog è sopravvissuto, grazie al contributo operativo di molti. Ora si approssima un secondo punto di svolta, con un ostacolo ancora più grande, perché si fa forte di un sistema giudiziario conformista sicuramente poco favorevole a una voce come quella di “Stalker sarai tu” (e il buon giorno si vede già dal mattino). Non è difficile capire che ci si avvicina a grandi passi a un punto cruciale della vita di questo blog: di là c’è un gigante ben fornito di soldi (il più delle volte pubblici), di qua un soggetto piccolo e libero. Solo il contributo di tutti può armarlo della fionda necessaria a sostenere lo sforzo di sopravvivenza. Ecco perché abbiamo creato il Fondo di Protezione Legale a cui vi chiediamo di contribuire il più possibile. Tecnicamente è semplice fare la donazione, basta seguire le istruzioni nei formulari che d’ora in poi distribuiremo tra gli articoli, in homepage e sul pop-up (preferibile il bonifico a PayPal, che si tiene una bella fetta delle donazioni…). Naturalmente aggiorneremo tutti sull’andamento dei vari procedimenti, mano a mano che sarà possibile entrare nel dettaglio, rendicontando pubblicamente anche le spese. Se sarà il de profundis o il più alto momento di Resistenza dipende anche da voi. Vi attendiamo al nostro fianco. Grazie.


Fondo di Protezione Legale

Contribuisci a sostenere le spese legali di questo blog

Il tuo contributo verrà usato per combattere i tentativi di censura attraverso querele e denunce.

Modifica liberamente la cifra che vuoi donare

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Per fare una donazione tramite bonifico fai riferimento a questi dati:

    1. IBAN: IT67X0617501401000002421780
    2. SWIFT (per bonifici dall'estero): CRGEITGG
    3. Intestato a: Davide Stasi
    4. Causale: donazione Fondo Dotazione Legale

GRAZIE!

STALKER SARAI TU

Totale Donazione: €20,00


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:


 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: