Un invito a Michela Nacca, Presidente di “Maison Antigone”

di Davide Stasi – Il lungo articolo di ieri sulla nota vicenda di Laura Massaro e dell’affido del figlio minorenne ha suscitato, come prevedibile, le più disparate reazioni, molte delle quali indignate. Tra queste registro con dispiacere quella proprio di Laura Massaro, che su Facebook mi attribuisce la solita sfilza di epiteti poco onorevoli (misogino, stalker, odiatore, eccetera) invitando l’universo mondo a segnalare la pagina Facebook di supporto a questo blog. Dico con dispiacere perché la reazione scomposta mi fa pensare che Massaro non abbia letto nemmeno una riga di quello che ho scritto, ed è sempre male giudicare senza conoscere. Ma dispiacere soprattutto perché mi sono accostato alla materia, sospendendo temporaneamente il mio ritiro dal blog, data l’importanza della vicenda, facendo ammenda di alcuni miei posizionamenti precedenti, presi senza aver letto le carte, e mettendo in campo verso di lei, l’ex marito e soprattutto il figlio tutta l’empatia che il contenuto di quelle carte potesse consentire.

Contrariamente al solito non ho usato toni “d’attacco” o polemici, ma ho semplicemente ricostruito la vicenda sulla base dei documenti pubblici, già pubblicati altrove e che ho solo “messo in fila”, senza nascondere di essere, tramite di essi, entrato dentro molto profondamente nella vicenda, con una partecipazione emotiva che mi ha indotto a scrivere con rispetto, pur senza omettere le risultanze registrate. Prova ne sia che nelle mie osservazioni finali mi sono concentrato su questioni più generali e di sistema, che attengono e colpiscono indistintamente tutti, uomini e donne, padri e madri. Evidentemente questo avvicinamento umano non è stato percepito e la spinta dello stress ideologico e identitario ormai governa Massaro in modo totalizzante. Lo ripeto: è un peccato. Non tanto perché impedisce di comprendere appieno lo scopo del mio articolo, ma soprattutto perché il mio pensiero va al figlio giovanissimo.


La prima a riconoscermi la dignità di controparte.


Michela Nacca
Avv. Michela Nacca – Presidente “Maison Antigone”

Nel registrare le reazioni all’articolo, tuttavia, non ho potuto fare a meno di prendere atto dell’approccio di Michela Nacca, Presidente dell’Associazione “Maison Antigone”, che da tempo affianca e sostiene proprio Laura Massaro. Già una settimana fa, trattando della vicenda di Giuseppe Danelli, io e Nacca abbiamo dibattuto a distanza, su quello strumento orribile che è Facebook. Ciò che mi ha profondamente colpito del suo atteggiamento è stata l’apertura al confronto. Aspro quanto si vuole, essendo io e lei su posizioni diametralmente opposte (niente di male in questo), ma comunque un confronto. Mentre altre la consigliavano di non darmi retta per non darmi visibilità, alludendo che io si in cerca di fama (!!!), lei ha caparbiamente imposto la necessità di “affrontare l’avversario”. Non irrilevante: al delirio violentissimo con cui ieri si sono organizzate squadracce contro di me l’avvocato Nacca non ha partecipato. Nonostante la sua carica in “Maison Antigone”, consapevole forse che il mio articolo, aderendo a carte ufficiali, era tutt’altro che improprio, illegittimo o “di attacco”, nulla ha pubblicato sul suo profilo Facebook di insultante o minaccioso nei miei confronti.

Ho apprezzato e apprezzo profondamente tutto questo. Passare da “nemico” ad “avversario” è già un passo avanti. Ma soprattutto, dopo anni di elaborazione di contenuti, Nacca è in assoluto la prima appartenente alla controparte a riconoscermi la dignità di controparte, senza archiviare me e le mie argomentazioni apponendo etichette di comodo (i soliti “misogino”, “maschilista”, “odiatore” e tutto l’armamentario simile). Non è irrilevante: si riconosce dignità a un avversario solo quando si è solidamente sicuri delle proprie convinzioni, e dunque non si ha paura ad affrontarlo. Dopo anni di attiviste del femminismo in fuga di fronte ai miei contenuti e non di rado alla mia stessa persona, in Nacca mi è parso di riscontrare una sicurezza e una coerenza ammirevoli, tanto da porla in dissenso con chi le diceva di tenersi alla larga dal dibattito con me.


Mi auguro di cuore che la Presidente Michela Nacca accetti l’invito.


Ebbene, anche alla luce dell’articolo di ieri, vorrei cogliere questa che credo sia un’occasione preziosa, come sempre sono le occasioni di confronto con persone sufficientemente convinte dei propri principi da avere la forza tranquilla di concedere riconoscimento all’avversario. Vorrei invitare la Presidente, avvocato Michela Nacca, a un confronto aperto e pubblico. Niente più frasi smozzicate e indirette su Facebook. Anzi vorrei cercare di mettere a frutto l’orrida invenzione di Zuckerberg in modo da raggiungere quante più persone possibile. Dunque la proposta, che è anche un invito formale per la Presidente Nacca, è quella di incontrarci in un posto comodo per entrambi e tranquillo, senza portarsi alcun seguito (niente claque per nessuno), con un PC, una connessione internet e fare assieme, gomito a gomito, una diretta Facebook.

Tema dell’incontro: qualunque, tranne il “caso Massaro”. Non è mai ottimale, parlando di questioni generali, appuntare l’attenzione su un caso singolo, se non per portare esempi transitori. Mi piacerebbe poter dibattere con la Presidente Nacca, che mi ha privilegiato del suo riconoscimento, sulle tematiche più generali e più “calde” che ci dividono. Il “femminicidio”, la violenza sulle donne e i suoi dati, le politiche su separazioni e affidi, il divario salariale, le relazioni uomo-donna. Quello che si preferisce, a me va bene tutto. Credo che potrebbe essere un bel momento di confronto pacato e ragionante tra due avversari che, pur se su posizioni diametralmente opposte, sanno rispettarsi e dibattere utilmente, nell’ottica magari di un avvicinamento che possa giovare a tutti. Perché in un clima di dialogo si raggiungono di solito risultati più importanti che durante un conflitto feroce. Mi auguro di cuore che la Presidente Michela Nacca accetti l’invito: ho rotto eccezionalmente il mio “digiuno” sul blog proprio per poterlo avanzare. Tornerò ora nella mia “cella d’isolamento” attendendo con speranza che l’invito venga accettato. Nel caso, prego l’avvocato Nacca di scrivere alla redazione: stalkersaraitu@gmail.com per i dettagli. Chi si occupa ora del blog mi girerà l’email e concorderemo assieme il dove, il come e il quando.


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