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Emilio Vincioni, padre detenuto in Grecia. E’ ora di mobilitarsi

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di Davide Stasi – Di Emilio Vincioni e della sua storia ho avuto modo di parlare diverse volte, l’ultima QUA. In sintesi: sposato a una donna greca, che decide di partorire la loro figlia in patria e da lì di non tornare più. Dalla nascita della bambina Emilio non ha avuto praticamente mai modo di incontrarla. Sottrazione internazionale di minori: la moglie, divenuta ovviamente subito ex, è sotto processo in Italia, mentre Emilio viene condannato in Grecia (inaudita altera parte, cioè senza la sua presenza) al pagamento di un mantenimento di 550 euro. Per una bambina che non vede, anzi che gli viene sottratta. Emilio da anni cerca di attivare le autorità italiane per correggere questa stortura, senza però, dichiara, ottenere alcuna attenzione né aiuto. Ieri Emilio è partito per la Grecia, determinato a vedere sua figlia e a portarle i regali per il suo quarto compleanno. All’aeroporto di Atene è stato arrestato come un trafficante d’armi o di droga, come un mafioso, e portato in un commissariato di polizia. Lì attende un processo per direttissima, che dovrebbe tenersi oggi, con l’accusa di aver pagato 400 euro invece di 550. Questi sono i sei videomessaggi che ha registrato con il cellulare dal commissariato di polizia.

Ora, io non sono un avvocato, non conosco le carte relative alla vicenda, ma a me tutto questo pare un eccesso, un sopruso, una violenza per un cittadino italiano, si presume anche europeo. Dunque chiedo a chiunque legga di prendere tutti insieme un’iniziativa. Lascio qui di seguito il testo, in italiano e in inglese, di una semplice email da inviare alle autorità nostre e a quelle greche. In due casi, il Ministero degli Esteri Greco, la Presidenza della Repubblica italiana e la Corte Europea di Giustizia, bisognerà compilare un formulario online, perché non è disponibile un’email di riferimento. Fatelo, prendetevi cinque minuti e inviate i messaggi che vi lascio. Non c’è molto da girarci intorno: c’è un padre cui è stata sottratta una figlia e che viene usato come bancomat. Massimo spregio: ora è in arresto perché vuole incontrare la figlia. Ed è un italiano in detenzione in un paese straniero. Spedite le email dunque e condividete in rete ovunque possiate con l’hashtag #handsoffemilio (giù le mani da Emilio).

A: ambasciata.atene@esteri.it; dimaio_luigi@camera.it; segreteria.generale@esteri.it; presidente@pec.governo.it; diplo@presidency.gr; dipl.of.pm@mfa.gr; grypex@mfa.gr; anypexeu@mfa.gr

OGGETTO: Emilio Vincioni, carcerato in Grecia, libero subito! – Free now Emilio Vincioni, detained in Greece!

TESTO: quale cittadino italiano esigo che le autorità si occupino del caso di Emilio Vincioni, attualmente detenuto in Grecia come un pericoloso criminale e in attesa di processo con la sola colpa di voler incontrare la figlia che gli è stata sottratta dalla nascita, quattro anni fa, da una madre oggi sotto processo per sottrazione internazionale di minore. Emilio Vincioni, cittadino italiano e padre, libero adesso!

As Italian citizen I WANT that the authorities take care of Emilio Vincioni’s case. He’s currently detained in Greece as a dangerous criminal, waiting for a trial with the only fault of wanting to meet his daughter, who has been snatched since birth, four years ago, by a mother today under trial for international minor misappropriation. Emilio Vincioni, Italian citizen and father, free NOW!

Per la Presidenza della Repubblica italiana occorre andare a QUESTO indirizzo.

Per la Corte Europea di Giustizia occorre andare a QUESTO indirizzo.


Questa è l’email che ho mandato io.

9 thoughts on “Emilio Vincioni, padre detenuto in Grecia. E’ ora di mobilitarsi

    1. Sì, si sono protetti tutti dietro alla posta certificata, che non riceve dalla posta ordinaria. Cercate altri indirizzi.

  1. Adesso invio tutto, ma comunque penso si sia fregato da solo rendendole la vita troppo comoda con l’invio di soldi a domicilio.

    Sbagliatissimo mandarle soldi, non doveva mandare niente.
    Se la signora ha bisogno di soldi torni in Italia e li prende: i soldi sono disponibili in contanti/assegno cartaceo in Italia e vanno ritirati ogni mese a mano. Contanti o assegno cartaceo da ritirare a mano, tertium non datur, la comodità di vederseli recapitare a casa non ci deve essere MAI.

    1. Quanto sopra dovrebbe essere naturale, io davvero resto stupefatto: il marito sta in Italia, i soldi del marito stanno in Italia, la presenza in Grecia della moglie è oggetto di causa e probabilmente illegale.
      Quindi se li viene a prendere ogni mese, o non prende niente e i soldi restano in Italia ove potrà prenderli quando le comoda, anche sei mesi alla volta.
      Come soluzione temporanea la signora può darsi alla prostituzione: in Grecia il sex work è perfettamente legale.

      Nella società attuale noi padri veniamo considerati solo per i soldi che possiamo dare a quella che è considerata la sola e vera umanità, cioè le donne/madri (vedi il PG della cassazione Giovanni Salvi che vorrebbe più morti uomini e meno donne vittime di omicidio): se li diamo troppo facilmente è come se non esistessimo.
      Se li devono un po’ sudare: vuoi i soldi da me? Ti dai da fare, muovi il prezioso culo, eccetera.

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