A Roma si prepara il bavaglio generale?

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

Alberto BagnaiChe sussista una spiccata tendenza del sistema al bavaglio verso i punti di vista non conformi al dettato generale è un sentore che dura da tempo. Dall’insediamento del nuovo Governo quel sentore è diventato ancora più forte. Qualche giorno fa ho intercettato un tweet provocatorio e interessante del senatore leghista Alberto Bagnai che dice: “una società che proibisce l’odio (definito dai potenti) e ordina l’amore (ibidem), rende l’odio un atto di libertà”. Ovviamente è un paradosso, ma come ogni provocazione intelligente contiene in sé molta verità.

A monte di tutto sta la “Legge Mancino” (25 giugno 1993, n. 205) che punisce gesti, azioni, simboli e slogan che si richiamino al nazifascismo e incitino alla violenza o discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Una norma contro i crimini d’odio fatta prima ancora che le formule hate crimes hate speech diventassero di moda. Nei suoi intenti si tratta di una legge sacrosanta, visti i pregressi della metà del secolo scorso. Certo c’è sempre il rischio che con l’etichetta di “nazifascismo”, se la fattispecie non viene ben definita, si taglino le gambe a punti di vista semplicemente diversi da quelli comunemente accettati. Come sempre le leggi non sono soltanto buone o cattive in sé: virano da una parte o dall’altra anche a seconda di come vengono interpretate e applicate.


“Odiare diventa un atto rivoluzionario”.


olocaustoAltro rischio è che altre minoranze, o che come tali amino autodefinirsi, pretendano di venire tutelate come quelle in modo comprovato perseguitate in passato. Insomma si rischia che altri gruppi mai vittime di persecuzioni e stermini, alla stregua del popolo ebraico, o degli armeni, o degli indios americani (solo per citarne alcuni), cerchino di saltare sul carro delle sacrosante tutele odierne conseguenti alle disumane mostruosità del passato. Alcuni di questi gruppi hanno la loro lettura alterata della storia, utilizzata come scusa per arrogarsi il diritto a quel “salto”. Le persecuzioni contro gli omosessuali, ad esempio, o il teorico “patriarcato” per le donne.

E mentre gli stermini su base razziale o nazionale stanno lì, nella tragicità dei loro numeri e nelle testimonianze storiche, la legittimazione di questi parassiti della mostruosità è debolissima. Vero, ci sono stati periodi dove l’omosessualità era ferocemente repressa, ma anche altri (Grecia e Roma antica) dove era del tutto accettata. Smentire la sussistenza del cosiddetto “patriarcato” passato e presente, d’altro canto, è fin troppo facile. Eppure queste minoranze, le cui istanze sono portate avanti in un caso dal movimento LGBTeccetera e nell’altro dal femminismo suprematista, riescono a penetrare nel narrato comune e a rapinare tutele che non meritano.


La legittimazione di questi parassiti della mostruosità è debolissima.


E che pure vengono stabilite nelle leggi. Magari arrivando “dall’alto”, ovvero dagli organismi sovranazionali, dall’ONU in giù, passando per i suoi scagnozzi europei (Consiglio d’Europa in primis) o per le istituzioni comunitarie. Un primo tentativo è stato fatto, sul lato LGBT, con il progetto di legge Scalfarotto, dal nome del deputato PD che l’ha elaborato. Era dichiaratamente una norma “contro l’omofobia”, e conteneva disposizioni che hanno suscitato molte perplessità per quanto rasentavano il bavaglio verso chiunque si mostrasse critico verso questioni inerenti o tangenti le istanze LGBT (maternità surrogata, adozioni/affidi a coppie gay, eccetera). Per fortuna la proposta di legge Scalfarotto è rimasta impigliata nella legislatura precedente e non se n’è fatto più niente.

Qualcosa della smania di tacitare per legge oppositori e critici, una smania che scorre come un fiume carsico al di sotto della società grazie alle spinte di gruppi organizzati, è saltato fuori però anche durante la legislatura attuale. Prima con il ballon d’essai della “Legge contro l’omotransnegatività” della Regione Emilia Romagna, un primo bavaglio a tutti gli effetti, e ora con il ripescaggio di una proposta di legge che giaceva dimenticata in Senato dal maggio del 2018: il Disegno di Legge 362 per la “Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.


Un primo tentativo è stato fatto, sul lato LGBT, dal progetto di legge Scalfarotto.


bavaglioChe bisogno c’è di una legge del genere, se c’è già la Legge Mancino? L’unica innovazione sarebbe l’istituzione dell’ennesimo carrozzone parlamentare, una commissione che dovrebbe produrre studi, statistiche e indirizzare il Parlamento a fare leggi coerenti agli indirizzi internazionali sul tema “discorsi d’odio” e “crimini d’odio”. Un’utilità del tutto relativa, in apparenza. Ma basta leggere attentamente il testo della proposta per rendersi conto che è tutt’altro che innocua. Tutta la premessa è dedicata a richiamare le molte iniziative che, a livello internazionale, mirano a combattere fenomeni di intolleranza, violenza o odio razziale e antisemitismo. Da un certo punto in poi però il testo smette di citare l’ONU e le sue agenzie, concentrandosi su raccomandazioni e direttive del Consiglio d’Europa.

Sì, proprio quello della “Convenzione di Istanbul”. Non stupisce quindi che un testo di legge asseritamente contro il razzismo e l’antisemitismo piano piano faccia scivolare nelle premesse anche le discriminazioni sulla base del “sesso e dell’orientamento sessuale”, mai citate in precedenza e che nulla c’entrano con razzismo e antisemitismo. L’articolato poi rompe gli indugi e dice: “È istituita una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere“.


Che bisogno c’è di una legge del genere, se c’è già la Legge Mancino?


liliana segreEhi, un attimo: da dove saltano fuori le ultime due fattispecie, “orientamento sessuale” e “identità di genere”? Che c’azzeccano con l’antisemitismo e il razzismo? Facile: sono il risultato delle infiltrazioni di chi vuole mettere il bavaglio alle voci contro l’ideologia LGBT e le sue pratiche più che discutibili, e la mordacchia contro quelle che contestano il mito della violenza sulle donne e del passato patriarcato, temi oggi usati per conferire privilegi e super-tutele di risarcimento a un unico sesso a discapito dell’altro. Come al solito, dietro a uno scopo presentabile e commendevole, per di più nascondendosi dietro la figura autorevole e tragica della prima firmataria del DDL, la Sen. Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto, si nascondono il sopruso, la censura e il bavaglio ideologici.

Oggi si sta spingendo per mandare in discussione il “DDL Segre” e questa maggioranza è sufficientemente antipopolare e antilibertaria per approvarlo. Divenuta legge dello Stato, i contenuti di questo e di tanti altri blog, siti, forum e talvolta anche media di massa, così come moltissime opinioni avverse al pensiero unico, verranno segnalati come illegali, e per questo chiusi e zittiti a norma di legge. Se non si sarà vigili oggi, pur senza alcuna base storica a giustificarlo, l’obbligo di amare specifici gruppi di persone diventerà norma dello Stato. Sarà dunque vietato criticare le adozioni e gli affidi a coppie omosessuali o le “quote rosa”, perché facendolo si colpirebbero “minoranze” considerate alla stregua della comunità ebraica. Sarebbe insomma un bavaglio ingiustificato, una violenza totalitaria alla libertà di opinione e pensiero, oltre che un vilipendio alla razionalità. E finirà per avverarsi il paradosso del Senatore Bagnai.


ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

grafica_ingranaggibanner

ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.