Gli anti-PAS vanno alla conta. E in pratica si costituiscono

Richard Alan Gardner

di Alessio Deluca – Abbiamo già raccontato nel recente passato chi sono, cosa “pensano” e come operano quelli che etichettano se stessi come “anti-PAS”, cioè oppositori della Sindrome da Alienazione Parentale, quella sorta di patologia teorizzata dallo psichiatra Richard Alan Gardner negli anni ’80, ancora abbastanza dibattuta nel mondo delle scienze sociali e purtuttavia inserita nell’ICD-11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità come problema nelle relazioni tra chi si prende cura dei bambini e i bambini stessi. Li abbiamo chiamati “verificazionisti”, cioè presunti esperti che ribaltano completamente il procedimento scientifico usato da sempre e riconosciuto come più efficace, quello dei “falsificazionisti”. Questi ultimi, elaborata una teoria, cercano di falsificarla, ossia di smentirla, di trovarne i difetti e distruggerla. Se ci riescono, la teoria si suppone non valida, al contrario la si accetta. I verificazionisti fanno l’opposto: elaborata una teoria, raccolgono ovunque possibile le prove che la confermano e la verificano, appunto. Un metodo universalmente riconosciuto come bislacco, folle e dannoso.

Nel campo degli abusi sui minori, è stato dimostrato, più che dannoso rischia di essere letale. Ogni situazione che si presenta, infatti, viene usata strumentalmente per confermare la tesi di base degli “anti-PAS”, ossia che dietro ci sia sempre un abuso sessuale da parte di un genitore, solitamente il padre violento e pedofilo, o di entrambi. E più si è ossessivamente attaccati alla propria tesi, più questa stortura viene applicata, a spese di minori e famiglie. Difetti che l’approccio falsificazionista non ha, ed è per questo il più diffuso e apprezzato dalla comunità scientifica internazionale. Ma, se parliamo di numeri, quanti sono ancora quelli che si affidano con fiducia al modo verificazionista? Qualche nome l’abbiamo fatto nell’articolo precedente. Solo qualcuno per la pigrizia (e anche un po’ per il ribrezzo) di andarli a cercare uno per uno. A facilitare il lavoro, in buona parte, sono stati loro stessi, di recente.


Sciocchezze smentite da tempo.


Paola Binetti

Uno dei loro siti di riferimento ha infatti pubblicato la lettera di un fantomatico “Comitato per le separazioni in difesa di donne e bambini da violenza e abusi sessuali”, per gli amici Com.Sep. L’approccio verificazionista si riconosce già dal titolo, con il pregiudizio dichiarato per cui da difendere siano solo donne e bambini. Per esclusione, gli abusanti sono soltanto gli uomini. La lettera viene inviata a una lunga serie di senatori della Repubblica e autorità assortite e riguarda il Disegno di Legge n.45 relativo alla tutela dei minori in famiglia e nei procedimenti di separazione. Si tratta di una proposta associata al noto DDL 735, il cosiddetto “Disegno di Legge Pillon”, presentata dalla senatrice Paola Binetti, che tra le altre cose prevede “la sospensione della potestà genitoriale in caso di calunnia da parte di un genitore o di un soggetto esercente la stessa a danno dell’altro”. Cioè in caso di alienazione parentale, chiaro e tondo.

Ci sono ampie evidenze di queste condotte in numerosissime situazioni di separazione coniugale. E’ anche per questo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è decisa a prendere atto degli indirizzi maggioritari della comunità scientifica internazionale su questo tema. Ma ai nostri signori del verificazionismo questa cosa non sta per niente bene, e lo scrivono a chiare lettere. A sostegno delle proprie tesi inizialmente la loro lettera sbrodola il solito birignao per cui il Dr. Gardner era brutto, cattivo e pure pedofilo, per altro citando a riprova non condanne giudiziarie o documenti internazionali, ma un papello autoprodotto da uno dei sottoscrittori della lettera (autoreferenzialità patologica). Nel complesso sono in realtà tutte sciocchezze smentite da tempo, su cui non vale nemmeno la pena soffermarsi. Notevole è invece il punto 3) dove si dice: “il diritto dei minori alla bigenitorialità è stato leso dal genitore violento e non dalla cosiddetta PAS”.


Praticamente gli anti-PAS si costituiscono.


Così, a prescindere, si esclude dal novero un caso e si impone l’altro, quello che piace ai verificazionisti anti-PAS: a minare la bigenitorialità è il genitore (il papà) violento e pedofilo, punto e non si discute. Per meglio chiarire il concetto si menziona anche la famigerata “Convenzione d’Istanbul”, che per altro non fa alcun riferimento al lato maschile della violenza, ma parla di “violenza domestica” in generale. Ma lo si è detto: nel Medioevo si riportava tutto al cristianesimo, anche i fatti avvenuti prima della nascita di Cristo; allo stesso modo questi abusologi da strapazzo riportano qualunque cosa all’abuso del padre. La manipolazione di una convenzione internazionale ai propri scopi dunque non stupisce. Così come la negazione dei fatti: se gli uomini-padri abusanti fossero davvero così tanti, non si spiegherebbero le pochissime condanne ogni anno in Italia per abuso sui minori o pedofilia. Ma vaglielo a dire: sicuramente costoro troverebbero un motivo per far rientrare nel loro schema anche questa anomalia fattuale: i marziani, dimensioni parallele o la terra piatta, qualunque cosa farebbe gioco.

La domanda principale però è: quanti sono e chi sono i geniacci che si espongono al ridicolo in questo modo? Finalmente si possono contare e risultano la bellezza di 44, di cui 39 individui e 5 associazioni. Tra gli individui si elencano avvocati, professori e medici, ma anche dei “sig.” e “sig.ra” qualunque. Sempre perché tutto fa brodo. Tra le associazioni brillano “Maison Antigone”, quella che, non trovando prove delle proprie idee malsane, rubacchia screenshot in giro e li interpreta a proprio modo per tirare l’acqua al proprio mulino, e la “Federico nel cuore ONLUS”, la cui Presidente è stata coinvolta nella contorta vicenda di Laura Massaro, delle cui anomalie si è parlato di recente. Pezzi da novanta, insomma, con una credibilità cristallina che te la raccomando. Mancano all’appello alcuni altri, che in ambito scientifico-trash o della informazione (altrettanto trash) rappresentano un po’ punti di riferimento. Il CISMAI, tanto per cominciare, ma anche soggetti come Nadia Somma, blogger del “Fatto Quotidiano” e una manciata d’altri, forse troppo impegnati a gestire la riscossa sui mass-media di Claudio Foti & Co., nel solito tentativo di condizionare la magistratura, ora che dovrebbe iniziare la resa dei conti sui fatti di Bibbiano. Resta il dato di fatto: con questa lettera, i verificazionisti si palesano nel loro esiguo numero e nell’assoluta povertà e velenosità dei loro argomenti. Praticamente, anche se già sapevamo chi erano, si costituiscono. Quanto bisogna aspettare ancora prima che vengano messi finalmente in condizione di non nuocere?


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