Il blog vada avanti così

di Giuseppe Augello – Sembra che finalmente il blog di Davide Stasi su cui scriviamo, leggiamo, e commentiamo il meglio della contro-informazione in fatto di relazioni di genere e gender equality abbia schiacciato il callo a qualcuno lassù nei palazzi, che ha mosso all’attacco il maggiore quotidiano nazionale della sinistra, quella all’arrembaggio del  governo di questo paese. I lacchè del femminismo suprematista hanno addossato al blog ogni sorta di nefande e orripilanti colpe e responsabilità per il reato di aver sbugiardato quella serissima cupola che appoggia le sue fortune sulla falsa propaganda dell’ultraviolenza sulle donne, della strage dei femminicidi (superata da altre stragi di ben maggiore entità ignorate) e dello stalkeraggio a colpi di attacchi all’acido sfigurante di esseri umani, ma solo in quanto donne.

Propaganda bieca e fallosa in quanto mai accompagnata da un serio esame dei motivi alla base della eterna maggiore o minore ma sempre da condannare, violenza bipartisan nelle relazioni di genere, e mai confrontata, sui media al comando del sentire pubblico, con gli effetti di analoghe violenze perpetrate ai danni di esseri umani di sesso maschile. E neanche sugli anziani ed i bambini, a opera di ambedue i generi, tanto per fare un esempio. Nessuna seria analisi condotta con metodo scientifico, nessuna seria statistica in materia di reati connessi alle relazioni familiari e di coppia, ma soltanto il bombardamento mediatico con i casi utili a fare scuola contro la famiglia naturale, che quando in disfacimento diviene utile serbatoio di clientela e clientele.


Una serissima cupola che appoggia le sue fortune sulla falsa propaganda.


blogUn enorme potenziale mercato umano, ad uso economico e politico, costituito da uno dei tanti bisogni istintivi della specie, come quello di unirsi in coppia e procreare; non dissimilmente ai businness politici ed economici emotivi basati sul bisogno di solidarietà, sulla protezione dei minori, sull’integrazione sociale che merita sicurezza e giusta e contemperata punizione dei crimini. Di tutti i crimini o reati. Da qualunque parte e di qualunque genere siano gli autori e non con quella giustizia esercitata in senso unidirezionale al solo scopo di meglio orientare l’uso politico-elettorale di tali emozioni, a vantaggio di una parte.

Di tutto ciò questo blog si è fatto carico partorendo, oltre ad un migliaio di articoli commentati, notizie, statistiche, analisi e deduzioni, in modo serio e aperto a qualunque critica, dibattito o discussione nell’ambito di un senso della democrazia che non rifiuta a nessuno il diritto di intervenire in modo civile, serio, ma non rinunziando a priori all’uso dell’ironia quando più efficace a volte di tanti pesanti quanto scandalizzati interventi più razionali, per trasmettere un messaggio (a nessuno è vietato), quello del ridicolo che accompagna spesso il potere ed il suo goffo esercizio. La satira e l’ironia, da sempre usate come mezzi contro il potere in luogo di ben più sanzionabili condotte oppositorie, fanno paura, mettono a nudo le contraddizioni inevitabili di chi si autocelebra come governante e buon padre di famiglia per un intero popolo.


Di tutto ciò questo blog si è fatto carico.


La reazione è spesso l’uso diffamatorio e distorto di singole frasi decontestualizzate di critica di un qualunque opinionista per condannarlo come eretico e uccidere il contenuto culturale di ciò che egli rappresenta. Una delle operazioni più disoneste che tanti media, specializzati in questa diffusione di incitamenti al linciaggio morale, utilizzano per uccidere l’emersione della verità in luogo di dibattito sano e di un serio confronto. Come sta avvenendo qui. L’arma principale e più efficace della propaganda di guerra in un conflitto che a tutti i costi deve esistere per generare consenso e distrazione sull’operato dei potentati che governano su un popolo incline ad essere strumentalizzato per generare ricchezza e potere. Niente altro.

Ora, lo sporco tentativo in atto, contemporaneo forse non a caso al ritorno di una parte politica al governo, di mettere il bavaglio a chi non può che combattere con la razionalità propria degli esseri pensanti la mistificazione martellante degna erede delle teorie goebbelsiane, non può che scontrarsi con il vigore rinnovato che accende gli animi di chi scopre l’inganno dietro la propaganda del potere, che non accetta facilmente di essere sbugiardato. Per tale motivo non possiamo che continuare a collaborare e tenere sotto la nostra attenzione tutto quanto viene prodotto e partorito da questo blog in termini di verità cammuffate o non rivelate dalla narrazione dominante. E’ la storia che ce lo insegna. Non è facile lobotomizzare le menti di una intera nazione, e ogni azione genera una sana reazione nel rapporto dialettico tra opposti interessi da contemperare da cui nasce il progresso in campo culturale, economico e sociale. Il tutto nella complemetarietà dei ruoli.


L’uso diffamatorio e distorto di singole frasi decontestualizzate.


Non credo che si possa riscontare in un solo articolo di questo blog una mancanza di apertura al dibattito democratico, che solo può generare utile progresso culturale contro l’ingordigia di un potere che necessita di chiusura mentale per meglio agire in danno di un popolo da orientare alla sua perpetuazione. Io personalmente mi sono sempre sforzato di demistificare la guerra tra i generi innescata contro la famiglia naturale attribuendole la giusta origine nell’interesse di chi ha sposato la causa dell’uso mercantile del legittimo bisogno alla protezione dei deboli per farne carne da macello ad uso e consumo del capitale finanziario globale che si nutre di uno speciale orientamento, o meglio disorientamento, della masse da governare e disciplinare in tal senso.

Non si minimizza la violenza, non si giustificano i reati contro qualunque donna, ma si vuole far riflettere sull’uso distorto e propagandistico di notizie a senso unico e della roboante bugia della violenza unilaterale. Il resto è pura mistificazione. E non ho mancato di criticare le parti politiche che sposano e nutrono tale interesse alle univoche interpretazioni della violenza di genere, facendosi portatrici di una guerra tra i generi disintegratrice della famiglia naturale, soltanto utile a perpetuare un certo modo sfacciato di contrapporre i generi (divide et impera) per una economia sociale a danno degli interessi popolari e a vantaggio del potere.



Non si minimizza la violenza.


Uno sguardo dall’alto, forse fin troppo ideale, ma condiviso spesso da molti e aperto a qualunque critica o dibattito costruttivo. Ben diversamente dal dileggio personale e dai metodi mafiosi di intimidazione contro chi non può riconoscersi in chi usa cinicamente una narrazione della violenza sociale falsata, per attaccare chi vuole essere semplicemente libero di usare la sua capacità cerebrale a vantaggio della democrazia vera e contro la berlina mediatica nell’intento di far tacere i cervelli, prima di sottoporli a processi inquisitori.

Ma il tempo delle abiure è finito, e difficilmente ci faremo mettere al rogo. Chi vuole accetti la sfida politica ed intellettuale lanciata da questo blog, come da migliaia di iniziative dissenzienti, e milioni di elettori votanti, contro il potentato e i suoi media. Chi non vuole, o non si sente legittimamente pronto o abbastanza forte, può ritirarsi alla vita bucolica e tranquilla di chi si conforma ad una vita di adattamento individuale alla corrente, nell’adeguamento alle ideologie di una certo potere politicamente imperante sui media schierati, in cambio di briciole di sopravvivenza. Questo blog esiste anche per loro.


 

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