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Il “femminicidio” logora chi ne parla

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LA FIONDA

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noceL’ho sottolineato già molte volte in diversi articoli precedenti: con l’avvicinarsi del 25 novembre, kermesse internazionale degli interessi incistati nella leggenda della dilagante violenza sulle donne, le cifre si gonfiano come un bubbone infiammato e scatta la gara a chi la spara più grossa. Serve dare massima rilevanza alla giornata della menzogna internazionale, dunque non si contano le fanciulle che, per interessi collegati o per deviazioni mentali personali, cercano di cogliere l’occasione per avere una propria visibilità personale.

Mi colpiscono tre di loro in particolare, che di recente hanno avuto occasione di blaterare sul tema “femminicidio”, il passe-par-tout per avere un articoletto su qualche giornaletto, quando non una ribalta nazionale. La prima è Valentina Noce che, oltre a essere giovane, bionda, belloccia e avvocato, è anche consigliere comunale della Lega a Rovigo, a dimostrazione che la superficialità e la strumentalizzazione politica della menzogna non è solo monopolio della sinistra e dintorni, anzi ci inzuppano il pane tutti. In un articolo su “La Voce di Rovigo” propone un’innovazione verbale. Non più “una vittima ogni 72 ore” o “ogni tre giorni”, bensì “tre donne uccise ogni settimana”.


Ed ecco che la magia è fatta.


C’è del genio in questa nuova versione, solo un avvocato donna poteva arrivarci. In una settimana ci sono 168 ore, se una donna viene uccisa ogni 72, abbiamo 2,3 donne uccise alla settimana. A dispetto della matematica e a favore della propaganda si può ben arrotondare a 3, basta giustificare il tutto dicendo “in media”. Ed ecco che la magia è fatta: capperi tre donne uccise alla settimana è impressionante, fa molto più effetto della dicitura solita! L’occasione per questa innovazione, che sicuramente porterà la bell’avvocata ai vertici del femminazismo mediatico e politico nazionale, è un fatto di cronaca delle sue parti: un tossicodipendente che ha ucciso la compagna.

Una terribile storia di degrado tra le tante che il degrado ingenera, e che nulla ha a che fare col sesso di chi ne è stato protagonista, ma tant’è l’occasione è ghiotta e Noce ci si butta a pesce, non mancando di nominare l’orrendo “Codice Rosso” come se fosse qualcosa di positivo. A riprova che chiunque abbia a cuore la questione dell’equità tra uomini e donne si deve guardare molto attentamente dalla Lega e dalle sue politiche. Strumentalizzazione e menzogna anti-uomo non hanno colore: tutti, Lega inclusa, le sfruttano per i propri scopi, personalistici o elettorali. State in campana, dunque, prossima volta che votate.


Marcella Cocchi decide di alzare l’asticella del delirio.


cocchiMa Valentina Noce non è l’unica a sbroccare, inebriata dall’approssimarsi del 25 novembre. Sul Resto del Carlino fa sentire la propria voce anche tale Marcella Cocchi, che decide di alzare l’asticella del delirio sostenendo che il “femminicidio” non è un crimine, ma una “malattia”, un cortocircuito culturale, un virus per cui non si è trovato ancora il vaccino. Foss’anche così, Cocchi non si rende conto che caso mai il virus colpisce una ventina di persone all’anno e che l’influenza stagionale, per cui pure esiste un vaccino, fa decine e decine di vittime in più.

Ma tant’è l’occasione è buona per far passare un altro concetto-base del femminismo fuori di testa che dilaga in questo periodo pre-25 novembre: bisogna “rieducare” gli uomini italiani. Peccato che subito dopo Cocchi porti l’esempio di un “femminicida” tunisino lasciato libero di circolare nonostante avesse già sul groppone una condanna per omicidio (di una donna), e che così ha potuto tentare di far fuori un’altra donna (fortunatamente fallendo). Il cortocircuito sembrerebbe non tanto culturale, ma ristretto nel cervellino di chi scrive certe cose e parla di “rieducazione” come se il nazismo non ci fosse mai stato e Orwell non avesse mai scritto “1984”. Ma tutto fa brodo, va tutto bene, è tutto ammesso nella grande marcia verso la festa della grande menzogna del 25 novembre.


Radio Capital: fatevi qualche domanda.


A questi due fenomeni ne va aggiunto un terzo, di tipo radiofonico. Un affezionato lettore mi messaggia ieri esterrefatto che su Radio Capital si stia dicendo che nel 2019 i “femminicidi” sono tra 130 e 150, nientemeno. Gli chiedo il numero della trasmissione per gli interventi del pubblico (3423422190) e per quel tramite invio alla redazione un messaggio chiaro: state diffondendo dati falsi, siete degli irresponsabili. Sorprendentemente mi rispondono chiedendomi quali siano le mie fonti. Gliele invio e mi attendo, che so, di essere contattato, di venire invitato a parlare in trasmissione. Niente, silenzio di tomba. Cerco di capire quale sia la trasmissione dell’emittente che così sfacciatamente diffonde bugie, guardo i palinsesto e… tombola! La menzogna è partita dalla trasmissione “TG Zero“, in onda dalle 18 alle 20 su Radio Capital. A condurla sono Edoardo Buffoni insieme, indovinate un po’, a Michela Murgia. Sfido io che si danno cifre fasulle e gonfiate: non può che essere così, visto che Radio Capital concede un palcoscenico nazionale a uno dei personaggi più in malafede del paese sul tema della violenza contro le donne / “femminicidio” e affini.

E’ piuttosto ovvio, per questo, che Radio Capital non lasci spazio a un cittadino il quale, fatti e logica alla mano, rischierebbe di far fare alla pasionaria sarda la figura che merita, ovvero quella di bieca agit-prop. Ribadisco allora, anzi rafforzo, quanto scritto alla redazione: siete degli irresponsabili propalatori di fake news. Lo so che avete mostrato i miei messaggi a Murgia, la quale mi conosce bene, sa chi sono. Lo so che è saltata sulla sedia e vi ha fatto, a voi in regia dietro il vetro, un agitato segno di “no” col dito. Avete notato anche voi la sua ansia, vero? E le giustificazioni che ha portato al suo niet non vi hanno convinto per niente, specie dopo esservi spulciati attentamente il blog. Fatevi qualche domanda e se non ve la sentite di interrogare la vostra coscienza (potreste averla persa da qualche parte), per lo meno interrogate il vostro codice deontologico di operatori dell’informazione. Sperando che serva a farvi capire il male che state facendo alla verità e al vivere comune. E che, fidatevi, vi tornerà indietro con gli interessi. Perché la verità scorre carsica, e prima o poi la via d’uscita la trova, per quanti sforzi si facciano per tenerla sotto. Quando accade, usualmente travolge tutto.


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16 thoughts on “Il “femminicidio” logora chi ne parla

  1. Faccia a faccia con pochi intimi, ma sul web sono più presente, anche perché è più facile fornire fonti e tesi a supporto delle nostre idee.

    1. Di recente su Quora, una piattaforma social di domande e risposte a cui partecipo, è spuntata una domanda all’interno di un ambito tematico denominato “lo spazio delle donne”.
      Uno spazio aperto sia agli UU che alle DD in cui campeggia:
      “Lo scopo di questo Spazio è discutere l’universo femminile e la sua condizione nella società in modo rispettoso e che possa arricchire tutti.
      Siete i benvenuti per ciò che riguarda l’aggiunta di contenuti per quanto riguarda temi relativi all’anatomia femminile (trattata in modo decoroso e corretto), alle questioni sociali e di genere, al comportamento femminile e a ciò che significa essere una donna.
      L’idea è quella di promuovere la conoscenza del mondo delle donne e imparare da diverse prospettive senza mai promuovere pregiudizi o violenza.
      Ovviamente la PARTECIPAZIONE DEGLI UOMINI è più che GRADITA, perché ci tengo che anche voi siate una parte attiva del dialogo!!

      La domanda di cui sopra, testuale recitava:
      “Cosa ne pensate del movimento “Stalker sarai tu” di Stasi? Quanto influenza i mass media?”

      Rispondo:
      “Stalkersaraitu…non è un movimento ma un blog.
      Si tratta d’uno spazio dedicato alla “questione maschile” in cui può commentare chiunque abbia qualcosa da dire in merito ai vari articoli proposti.
      Sia a favore che contro, dato che Davide Stasi non è certo un censore.
      Quanto influenzi i mass media…credo poco.
      Anche perchè le sue iniziative, fuori dallo spazio del blog, vengono sistematicamente osteggiate e censurate”

      Equilabrata direi. O no?

      Noto poi che, stranamente “lo spazio delle donne” è l’unico in cui avviene una moderazione preventiva.
      Su Quora tutt’al più vieni cancellato successivamente su segnalazione degli utenti.
      Però qui è diverso.
      Amen.

      Attendo quasi una settimana e…manco a dirlo…la risposta viene “declinata”.
      L’ho interpretato come un buon segnale.
      Le mura di Gerico cominciano a crepitare.

      1. Grazie per quello che hai scritto su Quora. Scusa l’ignoranza ma “declinata” che significa? In italiano significa che viene rifiutata…

  2. Valentina Noce dixit: “Nel futuro vedo un ruolo importante della donna, non solo per la raggiunta superiorità numerica rispetto ai colleghi uomini, ma perché la donna rappresenta un fattore chiave nella crescita economica e sociale della società. Fin dai tempi più antichi, però, diverso è stato il suo ruolo sociale rispetto a quello dell’uomo. Questo viene dimostrato dalle numerose conquiste – in tutti i settori – che ci hanno viste protagoniste nel corso della storia, come il riconoscimento del diritto di voto che avrebbe dovuto essere automatico come accade e come è sempre accaduto per gli uomini.”
    reazione mia: https://media0.giphy.com/media/ce1x5VblkD69i/giphy.gif

  3. Non vogliono “rieducare gli uomini” intesi come adulti. Vogliono entrare nelle scuole con le lezioni di femminismo, così sono soldi che entrano.
    Mirano soprattutto alla scuola primaria, sia perché i ragazzi sono molto piccoli e malleabili, sia, secondariamente, perché essendo le insegnanti praticamente tutte donne avrebbero meno opposizione: la maggior parte delle donne non sono misandriche ma tipicamente sono molto incapaci di vedere il sessismo quando è rivolto contro il sesso maschile – capita anche a tantissimi uomini, ma comunque alle donne di più, soprattutto perché ovviamente non possono sentirsi offese personalmente. E’ già difficile vedere il sessismo in un’affermazione che non ti urta personalmente, più aggiungi la narrativa pervasiva e siamo a posto – si fa per dire.

  4. Davide: nell’articolo c’è “propalatori” invece di “propagatori”, non è un errore di battitura, a volte wordpress quando digiti “propagatori” ti scrive “propalatori” con la L, infatti lo so perché l’ha fatto un paio di volte anche a me, è un bug del sistema.

      1. Non esistono due parole che hanno il medesimo significato, le sfumature sono importanti: propagare si usa per “moltiplicare”, propalare si usa specialmente per “diffondere informazioni che sarebbe meglio tacere”.

  5. A proposito di Michela Murgia: recentemente ho preso ad ascoltare Radio Capital, (ho iniziato da quando a radio 24 hanno defenestrato Oscar Giannino, e l’ho seguito sulla nuova emittente).Mi è capitato di beccarmi una discussione tra la Murgia e Buffoni sul lavoro domestico: ad un certo punto Buffoni ringrazia candidamente la sua governente Sigismonda (nome di fantasia) per l’aiuto e l’impegno che profonde, a pagamento, nello svolgere le loro faccende di casa.
    E a quel punto la Murgia se ne esce a rimbotto con una frase tipo “ma come, non ti vergogni di imporre il tuo lavoro di casa ad una colf?” detto a metà strada tra il serio e la presa in giro. La risposta di Buffoni, che mi è sembrata appena appena piccata, ma solo un filo, perchè entrambe i conduttori sono troppo bravi per litigare in diretta, è stata del tipo “ma guarda che io le pago lo stipendio e i contributi, è in regola con tutto, e se no come facciamo io e mia moglie a lavorare entrambi?”. Non ricordo poi come è proseguita la discussione, ma la mia impressione è stata inequivocabilmente che la Murgia considerasse degradante il lavoro domestico, ed in quanto tale una specie di “responsabilità personale di ciascuno” e quindi indemandabile, a pena di dover provare vergogna per averlo fatto. Sfido io che ce l’ha con gli uomini: se si parte dal presupposto che il lavoro domestico è una specie di degradante tortura imposta allora è legittimo anche il risentimento conseguente.
    Poco prima in effetti si era vantata di essere una donna “molto astuta” per aver trovato il modo di stirare praticamente niente, stendendo con dei pesi attaccati i capi di abbigliamento più problematici. Cazzo, io lo faccio il bucato e mi piacerebbe proprio sapere come fa ad evitare di stirare una camicia, magari di lino… quasi quasi scrivo a Radio Capital e le chiedo un video tutorial ????

  6. Grazie per gli sbattimenti che ti fai x contrastare le minchiate che raccontano… l acqua sta uscendo dal vaso non se ne può più…

      1. Mi unisco ai ringraziamenti. Purtroppo hai ragione quando parli di timore e imbarazzo, è così difficile trovare qualcuno abbastanza sensibile da percepire il problema, che tirando fuori questi argomenti si ha paura di passare per matti (e/o fascisti, sfigati, maschilisti ecc ecc…) Anch’io ammetto di parlarne apertamente solo con persone fidate e che reputo abbastanza sveglie.

        1. No, non avere paura. Non avere paura MAI. Il concetto centrale è proprio questo. È tutto costruito per apposta farci sentire in colpa, sporchi perché desideriamo non essere trattati da criminali a prescindere, visto che niente dimostra che lo siamo. E dunque paura di che? Butta in faccia i concetti nostri. Non con violenza o volgarità, ma con orgoglio e decisione. Sta a noi imporre la verità, e non possiamo farlo parlando sottovoce e a pochi intimi. Forza ragazzi.

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