Il Re è morto! Oppure no. Viva il Re!

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

di Giuseppe Augello – E alla fine giunge la notizia ferale. Non si può nascondere che nell’agone della tenzone, quando si è costretti a combattere contro un nemico più numeroso, più organizzato, più potente e che dispone di forze economiche soverchianti, eppure sentendo di essere dalla parte della ragione, sempre dalla parte di chi difende qualche scampolo di umanità anche quando condannato a sopravvivere, pure nell’abbrutimento cui sono costretti milioni di padri ed i loro figli, sotto il fuoco di fila di chi, accecato dalla brama di potere e denaro, ha interesse solo a distruggere l’idea stessa di famiglia, non si può nascondere un senso di sollievo. “La battaglia è persa” sembra suggerire una voce dentro, ma almeno finiremo di combattere, e la stanchezza di affrontare inafferrabili mulini a vento, di fronte ad un avversario che sembra apparire come un fantasma in ogni ambito del vivere sociale, e sferrarti i di continuo e a sorpresa i più malvagi e duri colpi alle spalle, quella stanchezza potrà scemare, trovando una nuova pace.

Questa è stata la prima reazione, il primo sconfortato pensiero all’annuncio del nostro Davide nazionale di doversi ritirare nelle retrovie, forse in congedo illimitato. La sospensione di questo blog è un duro colpo, ma come sempre avviene, dopo una caduta, se il colpo non è mortale (e non lo è) occorre risollevarsi, e fare il punto della situazione, analizzando e comprendendo quanto è successo. Occorre innanzi tutto dare il giusto onore e merito a quanto questo blog ha contribuito per qualche anno alla crescita di un movimento di opinione, non quello becero e maschilista che la vigliacca accusa del mondo femminista gli ha addossato, per sporchi interessi privati, ma quello che caratterizza da sempre le forze migliori dell’umanità intera. Quello dell’analisi e della spiegazione dei fenomeni, del superamento della stupidità, quello della storicizzazione degli eventi tramite l’onestà e la verità nel rivelare gli interessi in campo, quelli economici e quelli invece più connessi alla natura umana, nel perseguimento come sempre di un obiettivo di perpetuazione e sopravvivenza nel miglioramento delle condizioni di vita.


Un dato primitivo insito nella natura dell’uomo.


Questo blog null’altro ha tentato di fare che aprire una finestra di luce e di aria pulita su un ambiente insozzato e putrido dove albergano esalazioni mefitiche di chi è soggiogato dall’odio contro i suoi simili, che vorrebbe annientati per sola soddisfazione e ricerca di dominio. Sono le forze che non a caso abbiamo chiamato del “nazifemminismo”. Eppure la storia ha insegnato che prima o poi la forza del male trova altre forze in grado di contrastarne e abbatterne la virulenza distruttrice. Quant’anche si riuscisse per un periodo di tempo limitato ad ottenere l’illusione di una effimera vittoria, la reazione dell’uomo è sempre sopravvenuta e sopraggiungerà nell’obbedienza a un corso storico. Lo impongono le leggi della natura e della sopravvivenza, che suggeriranno la via per fuoriuscire dal disastro, non solo sociale, ma anche economico, cui l’ideologia della sparizione del genere, del ruolo, e della famiglia, cinicamente assunta a bandiera di guerra delle forze del male, non solo di donne biecamente interessate, ma anche di ominicchi opportunisti al seguito, nel loro ruolo politico e giornalistico, o di semplici fornitori interessati di risorse di guerra ideologica e al conseguente ritorno economico, porterà al vivere sociale. E allora sono certo che ci si ricorderà di questo blog e del contributo di conoscenza di cultura e di verità che ha dato, nel leggere la cronaca politica e quotidiana delle relazioni di genere. E dotando molti delle risorse per riscattare il mondo occidentale dalla torre di babele del quale sembra reso prigioniero.

Individui come abbiamo conosciuto in questo blog prenderanno il comando del riscatto sulle macerie della distruzione non voluta da essi, ma forse necessaria alla presa di coscienza di tanti. Ciò che è mancato, a parere mio, è un dato primitivo insito nella natura dell’uomo, e stavolta mi riferisco al genere maschile. Quello di non riuscire e non volere a nessun costo riconoscere nel genere femminile l’esistenza di un soggetto economico e di conseguenza politico da combattere quando non consono agli interessi sociali. Prigionieri di una arcaica cultura cavalleresca da “dolce stil novo” e protesi nella figura dell’uccisore di draghi e mostri che rapiscono fanciulle vergini, preferirebbero immolarsi come difensori della donna a tutti i costi che riconoscere la perniciosità del potere di cui si fanno portatrici donne interessate alla conquista della scala sociale e del vile denaro. Ovvero questa è la spada di Damocle che pende su ognuno che si azzardi a toccare i nuovi interessi femminil-femministi e che anche chi scrive ha toccato con mano. E mentre le parti politiche che sfruttano tale cultura, questa sì, “medievale”, si trastullano di giochi di potere sulla pelle di famiglie e nuovi nati, ecco che, mentre scrivo, in sottofondo, ancora una volta, la notizia di una madre che ha ucciso il proprio bimbo scuotendolo violentemente perché disturbata dal suo pianto, e viene commentata a più non posso con le disperazione e la patologia che opprime tante donne poverine dopo il parto.


La battaglia è sospesa, ma per poco.


E un intero mondo pronto a credere che sì, e vero, perché la violenza è solo maschile. E tanti avvocati che ancora suggeriscono ai loro clienti padri di non presentare i certificati di pronto soccorso, quelli veri, che loro vorrebbero far vedere al giudice per le aggressioni della donna, perché “i giudici non gradiscono tale presentazione, in quanto potrebbero ritenere la coppia troppo conflittuale, e regolarsi di conseguenza negativamente per te”. Mentre continuano e proliferare a centinaia al giorno le emissioni di falsi certificati di pronto soccorso verso donne denuncianti il padre dei loro figli, perché così impongono le leggi ed i protocolli in questo paese. No, caro Davide, la battaglia è sospesa, ma per poco. Nel ringraziare a nome mio e di tanti altri per il contributo dato da questo blog, vivo nella certezza che il tuo esempio sarà ripreso decine e centinaia di volte fino a quando non la guerra contro il nemico sarà vinta, ma un senso di giustizia vera prevarrà gli animi di uomini e donne consci del disastro sociale e desiderosi alla fine di raccogliere i cocci di quella umanità e amore per la cellula che assicura l’insopprimibilità della specie umana, anche nel suo vivere sociale. La famiglia!


 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: