“Original play”: identificata l’intrusione in Italia

L’articolo di lunedì scorso sulla pratica “Original play” è stato uno dei più letti di questo periodo. Ha suscitato molto interesse e molto sdegno, ma anche molte reazioni che accusavano il pezzo di superficialità. Per un giorno e mezzo ho ricevuto commenti di persone che dicevano di aver seguito i corsi di Fred Donaldson, di averlo conosciuto, assieme ai suoi collaboratori, e di aver fatto con essi un corso molto bello, arricchente, dove niente aveva a che fare con la pedofilia o trattamenti impropri dei bambini. I primi commenti mi hanno colpito, sulle prime, inducendomi a ricerche ulteriori, che hanno confermato quanto la pratica di Donaldson sia considerata più che controversa e in certe aree sia finita addirittura nell’occhio del ciclone.

Vero è che i commenti ricevuti sottolineavano con forza l’assenza, al momento, di denunce giudiziarie a carico di Donaldson e della sua organizzazione. Questo è effettivamente un lato curioso della vicenda: lo special tedesco che ha parlato dello scandalo in Germania riporta di genitori che non vengono né creduti né ascoltati e forse è questa la causa dell’assenza di denunce. O forse Donaldson ha gli agganci giusti o sa nascondere bene, dietro un afflato di amore per l’infanzia, quello che, a riguardare per bene le immagini, continua ad apparire un sistema improprio: nessun filtro in entrata per chi fa i corsi e poi entra negli asili, nessuna competenza propria di Donaldson (che è laureato in geografia), e movimento di contatto con i bambini fin troppo equivoci. Senza contare che, l’ho notato dopo un po’, i commenti che ho ricevuto erano tutti molto simili per come erano impostati.


Il punto d’invasione è il nord-est del paese.


Confrontandoli era evidente che seguissero uno schema standard nel modo di porsi e di criticare ciò che avevo scritto. Segno evidente che erano concertati. Nel leggerli ho subito pensato che si trattasse di gente andata fino in Germania o Austria a seguire i corsi di Donaldson, ma uno di loro si è lasciato sfuggire che si è trattato di un incontro fatto in Italia. Dato che avevo promesso calci nelle palle a chi avesse provato a introdurre una roba del genere nel nostro paese, mi sono subito messo a caccia. Alla fine ho scoperto che sì, Donaldson e i suoi un’incursione da noi l’hanno fatta. Alla chetichella ma l’hanno fatta.

Il punto d’invasione è il nord-est del paese, forse perché a portata di mano rispetto a Germania e Austria, per la precisione a Udine. Il tentativo di penetrazione è avvenuto due anni fa e ha avuto successo grazie a un’associazione culturale e spirituale, dai caratteri apparentemente New Age, chiamata “Tao crescita interiore”. Si occupa di “sviluppo spirituale, biofisico, emotivo” attraverso diverse discipline di origine orientale e, per l’appunto, ha sede a Udine. I loro associati sono stati i destinatari del corso che Fred Donaldson ha tenuto in prima persona, come testimoniano le foto sul profilo Facebook dell’associazione stessa.


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Sono probabilmente costoro a comunicarmi con commenti inviati “a batteria” che non c’è nulla di particolarmente morboso nella pratica “Original play”, ad assicurarmi che Donaldson è persona sincera e amorevole, così come tutto il suo staff, e che le mie parole durissime sono ingiustificate. Do atto di queste comunicazioni ma purtroppo non mi sposto di un millimetro dalla mia posizione. In Italia per lavorare in un asilo servono qualifiche precise e stringenti. Vero che non si direbbe dal numero di maestre che picchiano i piccoli, ma quello attiene alla natura femminile, non alle qualifiche richieste.

Resta il fatto che attraverso “Original play” chiunque, anche se privo della minima qualifica, può avere libero accesso a un asilo e a mettere le proprie mani su dei bambini. Resta il fatto che l’ideatore di questa pratica non ha alcuna competenza per ideare metodi di pedagogia infantile, per altro non validata da nessuno. Resta il fatto infine che Donaldson & Co. sono stati sfrattati in malo modo da Germania e Austria e, pur in assenza di denunce, una ragione ci sarà pure. Alla luce di questo credo che, ancor più dopo l’esperimento infame di Bibbiano, una roba come “Original play” non debba più passare i nostri confini. E visto che l’ha già fatto in passato, esorto i genitori di bimbi in età da asilo a Udine e dintorni di andare a fare una chiacchierata bella chiara e netta con i direttori degli asili in città e dintorni. Quel tanto che basta da sturargli le orecchie su questa cosa, e magari da farsi mettere per iscritto che non è previsto alcun “Original play” nelle loro strutture.


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