STALKER SARAI TU

Una lapide per il Codice Rosso

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

Che il Codice Rosso sia un fallimento totale è già cosa nota ed era cosa prevista. Ma quale epitaffio scrivere sulla sua lapide? Ci ha pensato l’avvocato Tiziana Tomeo, Vice Procuratore Onorario presso la Procura di Napoli, in un’intervista televisiva a 969TV, emittente locale campana. Parole diplomatiche, ma molto chiare. Ascoltate:

L’ideona diventata l’impegno di punta del precedente governo, mentre milioni di padri aspettavano un po’ di equità e giustizia, ossia il noto il Codice Rosso, sta impedendo alle procure di “verificare quali sono le notizie di reato veramente gravi e urgenti”, dice. Segno che ce ne sono anche di meno gravi o non gravi del tutto, e dunque tutt’altro che urgenti, come si sostiene su queste pagine da un bel pezzo.

codice rossoCome si dice: inventa una legge che inviti le persone a fare una certa cosa, e quelle la faranno. “Ogni situazione, ogni piccolo comportamento viene segnalato”, dice l’avvocato Tomeo. Code di donne col ticket in mano, come dal macellaio, pronte a dire alla Polizia Giudiziaria che il marito non ha gradito la fettina di vitello, insomma. Con l’obbligo per tutto il sistema di ascoltare le lagnanze entro tre giorni. Il tutto mentre le denunce pre-Codice Rosso marciscono, e in mezzo a loro ci sono magari un paio di casi davvero gravi.

Ed è così che oggi “le Procure sono ingolfate”. Situazione ideale per chi stia progettando di fare del male a qualcuno, commettendo uno dei reati previsti dal Codice Rosso. La denuncia a suo carico finirebbe negli ingranaggi grippati da una legge insensata nella teoria e dannosa nella pratica. Un tintinnare di manette e un inasprimento dell’ordinamento che non serve a nulla anche perché, ricorda la lucida avvocato Tomeo: “Nessuno può andare in galera senza un giusto processo”. Parole sante, che sembrano essere state dimenticate un po’ da tutti.

procure intasateFermo restando l’obbligo dell’azione penale, le Procure dovrebbero discernere e fare la tara tra denuncia e denuncia, separando quelle palesemente false e strumentali (la maggior parte) da quelle vere e urgenti (una minoranza). Ora come ora non gli è possibile. Certo, si dice, il Codice Rosso stanzia finanziamenti per la formazione degli operatori, e anche l’avvocato Tomeo lo ricorda. Specificando che però i soldi per quella formazione non ci sono.

E meno male, dico io. Novantanove su cento verrebbe fatta da centri antiviolenza e affini, dunque più che formazione sarebbe indottrinamento tossico. Ma soprattutto non si vede come una maggiore formazione, quand’anche ben fatta, possa fermare il profluvio di denunce basate sul nulla. Al massimo insegna a scremarle meglio, ma lo tsunami continuerebbe. Dice: serve una maggiore cultura del rispetto. Può essere. Stando ai dati delle condanne, direi che gli uomini italiani in una spropositata maggioranza di casi sono dei veri galantuomini. Mi pare invece che un bel po’ di formazione, imperniata sull’educazione civica, dovrebbero farla coloro che utilizzano strumentalmente pessime leggi per fare querele e denunce prive di fondamento.

Tomeo mette poi la ciliegina sulla torta, commentando la questione delle “quote rosa”. Un vero capolavoro invidiabile di diplomazia. “Sono d’accordo con le quote rosa”, dice, “ma solo se applicata a donne valide nel ruolo”, il che è esattamente il contrario delle quote rosa, dove si pretende che l’accesso avvenga in virtù del possesso di una coppia d’ovaie e non per altro. E a dire queste cose non è un blogger qualunque, ma il Vice Procuratore Onorario presso una delle procure sicuramente più impegnative d’Italia. Non resta che mettersi lì con lo scalpello e incidere le sue parole sulla lapide sotto cui già riposa, speriamo per sempre, il folle “Codice Rosso”.


ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

grafica_ingranaggibanner

ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

 

5 thoughts on “Una lapide per il Codice Rosso

  1. Ma i risultati sono buffi, in UK con questa cosa è successo questo:
    Le denunce salgono da 34.000 a 57.000
    Le condanne scendono da 2.700 a 1.900

    Sai cosa vuol dire?
    Che circa 800 colpevoli l’hanno fatta franca, a causa delle maggiori denunce che ingolfano tutto.
    Le 23.000 denunce in più sono quasi tutte false, minimo 95% false, ed è normale, quando ottieni l’aumento incentivando a denunciare – cosa MOLTO diversa dal fare informazione sui diritti senza incentivare le denunce.
    Delle altre 34.000 è il solito, parte vere, parte false.
    Se a 34.000 ne aggiungi 23.000 di cui 95% false, il numero di condannati avrebbe dovuto salire un pochino, invece è sceso, segno che le denunce false ingolfano tutto il sistema.

      1. Sono nell’ultimo articolo che ho pubblicato sul blog: “peni in superlega e false denunce al 96,7%”.

        E’ ovviamente maleducato e iperbolico, ma cita la legge britannica, con link al sito del ministero della giustizia, più i nuovi dati ufficiali della CPS che hanno pubblicato sul Telegraph
        https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/09/17/speciale-brexit-peni-in-superlega-e-false-accuse-al-967/

        Sulle qualità delle fonti non transigo, sono un po’ come il Gatestone Institute ma con un stile molto diverso e con le femministe invece che gli islamisti nel mirino.

        E poi c’è anche una citazione sulla superlega che hanno scoperto 4 anni fa: due anni fa ho chiesto a una ditta di Taiwan specializzata se mi facevano un orologio subacqueo personalizzato con detta superlega, per massimo 200 dollari – la cifra l’ho detta all’ultimo, impazzivano per capire come procurarsi quella roba lì o serie alternative ma avevano già fatto il rendering (in alluminio 5086, non in superlega). Hanno reagito come nella prima scena di “Fracchia contro Dracula” quando Gigi Reder va da Fracchia agente immobiliare, gli chiede una casa con 5 bagni e grande giardino, e solo all’ultimo gli dice che intende spendere al massimo 4 milioni di lire 😀

  2. La parte più bella è la “formazione”: altro che “scremare meglio le denunce”, la “formazione” consiste nel dire alle forze dell’ordine che tutto è violenza e si deve sempre credere alle donne.
    Il che aumenterà ulteriormente il caos.
    Perché la finanzieranno di sicuro: figurati se la combinazione PD+M5S+LeU non la finanzia!
    E il codice rosso non lo aboliscono davvero: è qui per restare, indietro non si torna. Forse tra 20 anni.

    Con quei braccialetti lì sembra di essere al ristorante con tintinnare di posate.
    E’ disturbante, forse se fossi suo marito/compagno la denuncerei.

    1. Mi hai tolto le parole di bocca. La “formazione”, cioé l’indottrinamento degli addetti ai lavori da parte di fanatiche femminazis e furbastre “specialiste” pseudoesperte che ti insegnano che tutto é violenza e contemporaneamente lo “insegnano” alle donne che partecipano ai loro convegni, riunioni, etc. E già con questo si spiega l’aumento esponenziale delle denunce messo in evidenza dal Procuratore di Milano e in questo video. L’associazione mafiosa denominata #RosaNostra ha già tentacoli dappertutto e da tempo, hanno fatto un gran “bel” lavoro per garantirsi introiti milionari, visibilità, carriere politiche. C’è tutto un mondo di psicologhe, counselor (!!!), criminologhe con la minilaurea presa coi punti della carta dell’Esselunga presso improbabili Università (online !), misandriche sfaccendate e talebane del femminismo che si sono letteralmente inventate una “professione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: