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“Aperitivo con lo stalker”: il bavaglio è già pronto

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LA FIONDA

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davide stasi stalker stalking legge eventiEra inevitabile che accadesse: la réclame del mio intervento del 20 settembre a Genova ha iniziato a circolare e subito c’è chi inneggia al bavaglio e inizia a inventare bugie. Ricorderete: il Municipio Levante del Comune di Genova ha deliberato di organizzare tre eventi sul tema “relazioni tra uomini e donne”, sposando però l’idea di dar voce a un punto di vista diverso dal solito. Nasce così “Tre spiragli – Visioni alternative su uomini e donne”, una serie di tre eventi programmati il 20 e 27 settembre, e il 4 ottobre. Il primo sul tema “stalking e la non-emergenza della violenza sulle donne“, il secondo sulle prassi separative e i danni ai minori, il terzo sull’ideologia gender. Oltre al Municipio Levante, che ha patrocinato gli eventi, tra gli organizzatori ci sono l’associazione “LUI – Lega degli Uomini d’Italia” e l’associazione “Papà Separati Liguria“.

Ebbene, le cose iniziano a scaldarsi con alcune che, indignatissime, ritengono sarebbe corretto non permettermi di esporre i dati e i fatti a sostegno del mio punto di vista. Quello che liberamente vorrei proporre a chi lo vuole ascoltare, come la nostra beneamata Costituzione garantirebbe. Ad aprire le danze sono alcune militanti femministe e arcobaleno (così parrebbe dai loro profili Facebook) della città della Lanterna. Scommetto che, a domanda, risponderebbero di essere antifasciste, a favore della libertà e della non discriminazione. Eppure, poco coerentemente, il loro obiettivo dichiarato è impedirmi di parlare, ad ogni costo. Non devo e non posso, a prescindere. Qualcuna balbetta poi che il mio diritto di parola decadrebbe a causa delle “centinaia” di donne uccise da stalker nel 2019. Provo a impostare un dialogo, chiedendo anzitutto la fonte di un dato così sconvolgente, ma non ricevo risposta. A quel punto nel dialogo tra di loro spunta un imminente “comunicato stampa”.

Al coro si uniscono allora altri soggetti piuttosto noti nella galassia di chi al fascistometro di Murgia probabilmente totalizzerebbe il massimo del punteggio: Non Una di Meno e la pagina facebook “No al DDL Pillon“. Entrambi con un solo obiettivo, che non è presenziare, ascoltare e smentire ciò che dico nel merito, ci mancherebbe. Semplicemente vogliono non farmi parlare. E annunciano che faranno tutte le pressioni possibili e immaginabili per raggiungere il loro obiettivo. E in effetti qualcosa ottengono subito. Poco dopo prende posizione pubblica l’avvocato Alessandra Volpe, di Genova, che in un post pubblico dice:

Il post si fa notare per la citazione della “altissima recrudescenza di femminicidi in Italia”. Boh, forse per l’avvocato 17 casi in nove mesi e mezzo sono un’altissima recrudescenza. Per me sono il dato più basso mai registrato negli ultimi cinque anni. Ma io guardo quelle cose inutili che sono i dati ufficiali, quindi non faccio testo. Ma soprattutto si fa notare per il suo potere di previsione: l’evento non si è ancora tenuto ma l’avvocato Volpe già sa che è mia intenzione “enfatizzare la figura dello stalker, edulcorarla, giustificarla”. In realtà non ho alcuna intenzione di fare una cosa del genere, ma l’avvocato dice di sì. Lei lo sa. Quindici giorni prima che io apra bocca, lei lo sa. Sarà paragnosta. Notevole è soprattutto che sul suo post coinvolga anche alcuni noti giornalisti di Repubblica, sezione di Genova.

E i giornalisti in questione che fanno, mi chiamano per avere delucidazioni? Figuriamoci: battono i tacchi e dicono signorsì alle pretese di chi NON vuole farmi parlare. E nel farlo vanno a pescare un mio vecchio post su Facebook, decontestualizzandolo (furbetti…). E titolano come se io avessi dileggiato Lucia Annibali, cosa che non ho fatto e non farei mai. Semplicemente commentavo il botta-e-risposta tra Travaglio e Annibali. Il primo aveva scritto “la legislatura che sta per essere sciolta (si spera nell’acido)…”. Annibali aveva risposto a stretto giro strumentalizzando il proprio dramma personale per motivi politici, nel tentativo di limitare o censurare la libertà di espressione del giornalista del Fatto Quotidiano, o forse di avere ribalta tramite lui, chissà. Nel mio post commentavo sarcasticamente questo atteggiamento di Annibali, linkando sotto proprio lo scambio con Travaglio. Dunque non scherzavo sulle donne sfregiate con l’acido, la mia era una critica di merito e metodo. Fatta con sarcasmo, ma quella era. Il buon Marco Preve però, oltre a non chiamarmi e a non dare un’occhiata a uno degli oltre 900 articoli scritti in tre anni, prende quel post e lo decontestualizza tagliando la parte sottostante. Hai visto mai che si ricordava alla gente quanto alcuni siano disposti a usare questioni personali e tragiche per fare battaglia politica? E poi serviva per farmi passare per il mostro della situazione, dunque… è la stampa italiana, baby!

Mentre scrivo sta girando di tutto. La pagina Facebook collegata al blog si è riempita di gente che, senza aver letto una riga di ciò che scrivo, senza aver ascoltato il mio intervento, senza sapere nulla, semplicemente insulta me e gli altri che mi seguono. Aspetto che si calmino le acque poi ripulirò ben bene il tutto. Ciò che dà più noia è che, come previsto, tutto questo si è trasformato in politica. Mentre scrivo, il Municipio Levante e il Comune di Genova sono subissati di chiamate indignate che intimano di annullare l’evento perché dirò che essere stalker è bello, che le donne sono tutte mignotte, che bisogna ucciderle tutte, magari mostrando i muscoli (che non ho) e facendo un’esibizione da macho-man. Tutto fa brodo per convincere chi ha dato il patrocinio al mio evento e agli altri due ad annullare sicuramente l’Aperitivo con lo stalker, e magari pure gli altri.

Di fatto, insomma, sembra che in Italia di certe questioni possano parlare solo alcuni, altri no. Un punto di vista diverso non è ammesso e tanti saluti alla libertà di espressione e al confronto democratico. Il Municipio Levante, prima di concedermi di essere incluso nella triade di eventi, si è assicurato che io non dicessi o facessi cose illegali durante l’incontro, ha verificato che le mie dichiarazioni fossero supportate da dati e fatti. Accertato tutto questo, ha ritenuto utile dare voce a un punto di vista differente. Dove sta il problema in tutto questo? Non è noto. O meglio, è arcinoto.

Il problema è che la versione ufficiale dei fatti, secondo cui gli uomini sono tutti carnefici e le donne tutte vittime, sempre e a prescindere, non può e non deve essere messa in discussione. Chi in questo momento è mobilitato per imbavagliarmi sa che quella sera porterò dati e fatti che smentiscono quella narrazione. Sanno che ciò che dirò, prove alla mano, potrebbe mettere qualche fastidiosa pulce nell’orecchio a qualcuno. E questo non va, per i motivi che a più riprese sono stati illustrati in queste pagine. Ben intesi: la difesa delle proprie posizioni ci sta, la capisco. Quello che non ci sta è l’uso strumentale dei media per delegittimare una persona. Non ci sta nemmeno di impedire a una persona di esprimere le proprie idee.

In questa vicenda, come in quella precedente di Rai Radio 1, non è solo in ballo la questione della violenza, delle relazioni uomo o donna o di altro. Sono in ballo democrazia e libertà. Quelle che dovrebbero indurre chi non la pensa come me, ipotizzando che siano intelligenti e in buona fede, a venire ad ascoltarmi, a mettere alla prova le proprie convinzioni e, nella parte dedicata al dibattito, contestarmi nel merito, se credono. Ma no. Troppo difficile e rischioso. Un bel bavaglio e problema risolto. Come già detto sui social, se per caso Municipio e Comune non sapranno tenere duro, sarà scritta un’altra pagina buia del nostro vivere civile. E in ogni caso io sarò comunque là dove avrebbe dovuto tenersi l’incontro e parlerò per strada, con chi ci sarà. Mi auguro ovviamente che non sia necessario. Mi auguro che prevalgano il buon senso e l’onestà intellettuale di tutti. Sono un inguaribile idealista, lo so…


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75 thoughts on ““Aperitivo con lo stalker”: il bavaglio è già pronto

  1. Foxtrot (ma che nomi vi date?…), sì, il caso di William ha avuto un trattamento assai meno severo, in giudizio, rispetto a quello di Lucia. Volevi sentirmi dire questo? Ecco, non ho nessuna difficoltà a scriverlo. Nonostante qualcuno nella discussione mi abbia infilato nel prestigioso club delle “bestie misandriche” (sic). È la prima volta che leggo questa etichetta e spiega tante cose…
    Sono molto dispiaciuta per ciascuno di voi. Le vostre relazioni (o non relazioni) con donne devono avervi segnato profondamente in senso negativo. Ho amiche che sono state brutalizzate da uomini, come ho scritto, ma non mi sognerei mai di pensare che i maschi siano tutti uguali, anzi. Io ne amo uno, ricambiata. E fortunatamente il mio privato, il mio ambiente di lavoro e le mie relazioni di amicizia mi regalano un’altra esperienza del mondo maschile, sarò privilegiata ma vivo nel rispetto reciproco, nella complicità, e se ci sono dissapori anche pesanti si gestiscono negli argini della lealtà, anche quando tracimano in addii. Questo è il mio ultimo intervento, vi sollevo dalla mia (qui inopportuna) presenza.

    1. “Volevi sentirmi dire questo?”

      Che preconcetto ??
      Sono curioso di un’opinione e vorrei sentirmi dare una risposta piuttosto che un’altra?!?
      Mah…

      Comunque la mia domanda non era rivolta a sollecitare una risposta che si limitasse semplicemente a ribadire i fatti.
      Quelli li conosciamo tutti (bella forza).

      Mi interessava sapere come si spiega un evento del genere una persona con determinate convinzioni (non maschiliste, patriarcali, ecc. ecc.).
      Ma fa niente.
      Se non torni pi? qui lo capisco e ti saluto.

      1. Sai che questa modalità di partire con “non sono femminista” quando una sta per dire cose femministe è una delle principali motivazioni (la seconda, per l’esattezza) della misoginia?
        Perché alcuni le credono e si convincono che anche quelle non femministe sono femministe / misandriche, e certi pensano persino che sia una cosa innata nelle donne, che prescinde dall’indottrinamento / adesione al femminismo.

    2. Se sono state brutalizzate bastava che vedendoli potenzialmente pericolosi dessero loro dei segaioli non vedenti e non pensanti, facile, no?
      Non si fa così?
      Appena uno ti sembra potenzialmente pericoloso e si spaventa ti metti a insultarlo, specie se sei giù traumatizzata, anche noi uomini facciamo così: appena vediamo un gruppo di brutti ceffi, specie di notte, andiamo a insultarli.
      E una storia vera, eh? 😀
      Devi credermi: in questo momento sono sincero come una donna 😀 A noi bisessuali capita 😀

      Mi spiace un po’ per lo scemo – se davvero esiste – però se l’è cercata, letteralmente.

    3. “Sono molto dispiaciuta per ciascuno di voi. Le vostre relazioni (o non relazioni) con donne devono avervi segnato profondamente in senso negativo”: altri argomenti ad hominem (anzi, ad homines) ne abbiamo? Nessun problema con le donne, tranquilla, semplicemente ho toccato con mano quanto vengano nascosti i dati delle violenze delle donne sugli uomini e ingigantiti quelli delle violenze sugli uomini da parte delle donne, quanto a parità di reato un uomo prenda in più di una donna, quanto i padri (non io, ma sa, io non mi preoccupo delle ingiustizie solo quando mi colpiscono direttamente) siano ingiustamente svantaggiati in tribunale e vergognosamente insultati al di fuori (cosa avrebbe pensato se un comico sulla RAI avesse detto che le donne, e soprattutto le madri, sono pezzi – pezze? – di merda?). Leggo gli articoli delle femministe (ah già, lei non è femminista: meglio, non la prenderà sul personale – chi attacca sul personale spesso ha la coda di paglia) e cambio “uomini” in “extracomunitari” (o “ebrei”, “gay”, come preferisce) e vedo l’effetto che fa, ho visto colleghi licenziati per battute innocenti decontestualizzate (ecco perché non ci firmiamo, facile stare a volto coperto quando non sei sulle liste di proscrizione). E, per ultimo, ho visto censurare l’autore di un libro che riporta dati e fatti scomodi invece di discuterli e contestarli nel merito. Basta come motivazione o devo avercela con le donne? Dice che devo andare di più su Tinder, come squisitamente consigliatomi da un tizio (uomo, quindi vede che non è questione di sesso) su Facebook? Dove, per inciso, ho nome e cognome completo, finché mi sarà possibile esprimere le mie considerazioni senza rischiare il posto.

      1. Ovviamente a “ingigantiti quelli delle violenze sugli uomini da parte delle donne” intendevo “ingigantiti quelli delle violenze sulle
        donne da parte degli uomini”. Davide, potresti correggere direttamente tu mel testo? Così evitiamo anche che qualche criticone si concentri sul refuso, visto quanto son bravi i nostri avversari ad attaccarsi ai dettagli.

    4. “Nonostante qualcuno nella discussione mi abbia infilato nel prestigioso club delle “bestie misandriche” (sic)”

      Lo sospettavo che se tu potessi conoscere le nostre identità cercheresti di farci perdere il posto di lavoro, comunque lo confermi, visto che io ho scritto:

      “E comunque indirettamente è una cosa che tutela anche le bestie misandriche: nessuno perde il lavoro a causa delle sue opinioni, nessuno va fuori di testa compiendo vendette sconsiderate.”

      Mica ho scritto che eri tu.

      Sei davvero sicura di voler sapere il mio nome, cognome e indirizzo?
      Sei sicura di poterti trattenere dall’intraprendere azioni volte a rovinarmi una volta avuti questi dati?
      E, soprattutto, sei sicura che in tal caso io non mi vendicherei e subirei passivamente, accettandolo come fosse il mio karma?

      Se la terza risposta è si, ti rispondo come la famosa pubblicità: tu sbagli candeggio
      [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=gTWyAcm9258&w=420&h=237]

      Visto che espressione che ha quando dice “io uso ACE”?
      Occhio alle nonnine…
      ????

  2. P.s.: non mi va di raccontare i fatti miei, anche perché coinvolgono mia moglie, che è molto riservata (anche più di me).
    Tanto che nessuno di noi due sta su Facebook, per dire.
    Sì, perché sono felicemente sposato da decenni, mai separato… insomma mi spiace di non rispondere al suo cliché.
    Facciamocene insieme una ragione.

    1. E pure io sono felicemente unito da sempre…tranne qualche breve intervallo.
      Ma questa gentildonna che vuole?…non ce la fa proprio a deporre i suoi pregiudizi e a sfoderare un minimo di onestà intellettuale?
      Ne sarà capace?

      1. Vuole il tuo nome, cognome e indirizzo.
        Vuole utilizzare i dati per metterti nei guai.
        E pensa che sarebbe molto misogino da parte tua se ti risentissi per questo: è una donna intelligente ma senza potere. Si vabbé, è vero che è parte della nutrita combriccola che ha fatto saltare due eventi in sole 48 ore, ma non è che abbia sottomesso la Cina o gli USA, quindi non hanno poi tutto ‘sto gran potere.
        Oltretutto è piena di amiche abusate da uomini: sono così traumatizzate e spaventate che appena scorgono uno potenzialmente pericoloso lo ricoprono di insulti – bisogna capirla poveretta: anche se provasse a rovinarti, lo farebbe solo a causa dei traumi subiti. E’ colpa di altri uomini insomma, mica sua.
        E poi non è femminista né arcobaleno, ama persino un uomo, vedi che è anche una benefattrice, malgrado il gender pay gap e il patriarcato? La dovrebbero pagare molto di più.

        A parte l’ironia: avete notato come l’escremento ha evitato totalmente tutti i punti salienti, tipo che è stato fatto saltare anche l’evento della Frezza (donna, che parlava solo di educazione dei bambini nelle scuole), che il potere c’è ed è innegabile visto che due eventi sono saltati in 48 ore, che chi è traumatizzato e spaventato non insulta sconosciuti che ritiene gente pericolosa?

        Ha continuato imperterrita a ripetere questi punti:
        Che gli eventi erano sbagliatissimi.
        Che siamo paranoici e pericolosi.
        Che ci sono tanti uomini che la assecondano, e che sono buoni e normali a differenza nostra che non la assecondiamo solo perché abbiamo dei problemi.

        E’ il loro punto di forza: non gliene frega ASSOLUTAMENTE niente del contesto e di quello che dici.
        E’ come giocare a scacchi contro un piccione: quello rovescia tutti i pezzi e si mette a passeggiare con aria vittoriosa sulla scacchiera, è inutile che tu sia bravo a giocare a scacchi, neanche Kasparov potrebbe battere un piccione.
        Per questo al primo accenno che il piccione vuole rovesciare dei pezzi bisogna rovesciare tutta la scacchiera: vediamo chi vince così.

    2. Mai dare spiegazioni si fatti tuoi.
      Mai giustificarsi tranne se si è accusati di qualcosa dai tutori della legge. Neanche col capufficio, figurati con queste arpie che soldi non te ne danno (anzi, li vogliono).

            1. Il soprannome me lo diede quella che mi consigliò il libro.
              E’ uno skipper biondo palestrato che si tromba la capomissione delle femminazi, si mettono insieme e questo mette lei nei guai perché le femminazi sono tenute a essere lesbiche e c’è la commissaria politica che le cura e su quello può inguaiare anche la capomissione, infine lui la molla per unirsi alle brigate pro-uomini.
              Quando ero più giovane mi tingevo i capelli di biondo.
              Gli scienziati trascendentali che competono con le femminazi per conquistare Pacifica con la propaganda sono praticamente MRA tradizionalisti, ma le brigate pro-uomini locali sono differenti, vengono su dopo, vi si accenna poco ma col senno di poi si capisce che sono più o meno MGTOW.
              Il nomignolo mi è sovvenuto, lo avevo dimenticato per un pezzo, quando ho iniziato a interessarmi di diritti maschili: all’epoca in cui me lo diedero non ne sapevo nulla e anche chi me l’aveva dato si era fermata all’idea di “prima la rovina e poi la molla” senza che nessuno pensasse a PERCHE’ lui la molla e cosa fa lui dopo…

                1. Di nulla, è un ottimo libro, l’unica società irrealistica è proprio Pacifica: gli scienziati trascendentali sono realistici al 100%, le femminazi sono un forse po’ esagerate ma neanche troppo – l’autore ha semplicemente supposto che le femministe radicali, tipo Andrea Dworkin dell’epoca o Julie Bindel (la giornalista del Guardian) di oggi, prendessero il potere. Fu accusato di “maschilismo” e “misoginia” ovviamente – dimenticando che nella sua società ideale, quella di Pacifica appunto, il Presidente è una donna e le donne sono il 55% del Parlamento. Perché non conta niente: “maschilismo” e “misoginia” è quando parli male delle femministe, e basta.

    1. Ti dice che è un caso, che una rondine non fa primavera e che non dimostra nulla.

      D’altronde che spari balle e sia in malafede è evidente, da un paio di cose:

      A) Ha la faccia da culo di dire che non ha potere subito dopo aver fatto annullare due eventi nel giro di 48 ore, grazie a pressioni sul Comune di Genova e sul proprietario del locale.
      Berlusconi nello stato attuale ci metterebbe di più, forse Berlusconi dei tempi d’oro poteva farcela in 48 ore.

      B) Dice che le sue amiche sono state abusate e sono spaventate. E’ per questo che vanno a dare dei segaioli a degli uomini “potenzialmente pericolosi”, con i loro profili e dati in chiaro.
      Tu, dopo essere stato abusato, a uno potenzialmente pericoloso gli scriveresti:
      “leggerò e probabilmente invierò al segaiolo non vedente ma haime anche non pensante”
      ???

  3. No, nessuna paura… Vero è che mi firmo, con il mio autentico nome e cognome (e non posso dire lo stesso di molti di voi che mi replicano, nascosti dietro sigle o pseudonimi). Qualcuno è anche andato a curiosare sul mio profilo facebook, chiedendosi magari chi sarà mai quell’isterica che sentenzia su di noi, poveri maschi, dall’alto del suo smisurato potere femminile… Mi viene un po’ da ridere. Cosa posso dirvi? Qui la platea di utenti, pare di capire, è solo maschile, non intervengono donne e sono un po’ una mosca bianca… Pazienza. Beh, allora, in base al potere a me conferito (trattengo a stento le risate), posso dirvi che per come si torna qui insistentemente sul tema del maschio vilipeso, l’idea che molti di voi siano usciti malconci da separazioni tribolate non è così peregrina… Su, confessate! E non ci sarebbe nulla di male a focalizzare la discussione su questo, si tratta di una questione seria… Sono i postulati che mi spaventano: l’idea che noi tutte indistintamente imperversiamo (ma dove?), che il parlare della violenza sulle donne tolga la scena ad altri problemi. Questa è una visione distorta che nasce dal rancore.
    E vorrei anche dirvi che non sono così partigiana da non concedere ragione, quando la vedo. La questione relativa a Lucia Annibali è evidentemente nata da un grosso errore partito da lei, non imputo nulla all’incolpevole Travaglio e tantomeno a Stasi. Per converso, ho amiche che sono passate per angherie e violenze inaccettabili per mano di uomini privi di qualsiasi freno e non posso accettare che questo problema venga minimizzato o ricondotto a marketing del femminismo. Credo di aver spiegato bene il mio pensiero. Buon vento a tutti.

    1. Tu e quelle come te avete fatto annullare non solo l’evento di Stasi ma anche quello della Frezza (DONNA) sull’educazione dei BAMBINI nelle scuole. Questo secondo evento non finanziato con soldi pubblici tra l’altro.

      Nel giro di 48 ore.

      Quindi il potere c’è, eccome.

      E gli uomini adulti c’entrano solo in parte, altrimenti non si spiega come mai è stato annullato anche l’evento Frezza (DONNA) sull’educazione dei BAMBINI nelle scuole. Non finanziato con soldi pubblici tra l’altro.

      Quindi smettila di prendere per il culo i presenti dicendo che:

      A) Non fai parte una fazione che ha potere: due convegni annullati nel giro di 48 ore, che cazzo dovevate fare in più per avere potere? Ci facevate uccidere tutti?

      B) Sei preoccupata solo per la violenza di uomini adulti sulle donne. Falso: vedi evento della Frezza.

      C) Tu non hai pregiudizi e non disprezzi chi non la pensa come te: si vede bene da ciò che è scritto nella tua pagina facebook.

      Infine:
      Chiaro che molti di noi evitino di identificarsi.
      Vediamo il vostro potere (di nuovo: 2 convegni annullati nel giro di appena 48 ore) e il vostro odio, la voglia di fare del male e la possibilità che tu e le altre avete di silenziare e danneggiare.

      E comunque indirettamente è una cosa che tutela anche le bestie misandriche: nessuno perde il lavoro a causa delle sue opinioni, nessuno va fuori di testa compiendo vendette sconsiderate.

    2. Ti sei scordata le scuse per le tue offese sulle “seghe”.
      Un epiteto che è un classico di voi donne progressiste, emancipate, riflessive, non rancorosa…ma soli nei giorni dispari.

      Ma va bene lo stesso.
      E’ stato un piacere essere venuti a sapere chi sei.

    3. Il tuo profili FB è pubblico.
      Così rapidamente m’è stato possibile fare una comparazione tra la Colombara di qua e la Colombara di là (e il suo squisito e riflessivo entourage).

      Ma se quel resoconto è fasullo o artefatto…posso sempre correggerlo.
      Dimmi tu.

    4. Io poi parlavo di “paura” di perdere il dominio della “narrazione”.
      Ma tu giustamente l’hai messa come meglio ti conveniva.
      Come d’abitudine la capacità manipolativa femminista, l’uso sapiente del depistaggio, la furbesca metrica del grottesco alternato al gratuito insulto, tocca vette impossibili da avvicinare.

      Comunque mi compiaccio per la tua efficace strategia.
      Hai voluto maramaldeggiare con noi, ti sei presa i pomodori in testa…e ora torni qui con lo straccetto per ripulire gli schizzi fuori dal vaso, ma solo quel tanto che basta per rimettere a posto la tua immacolata coscienza che t’era uscita temporaneamente fuori registro.
      Che dire?…per noi che siamo abituati a quel poco di sdegnato interesse che le “signorie vostre” ci concedono di tanto in tanto da sopra il torrione, può bastare.

    5. mi urta sentirLe dire che Lei si firma e noi no… Lei non verrà punita da un giudice per quello che dice, tanto si dirà che ha usato un’iperbole.. noi ( maschi eterosessuali non profemministi ) dobbiamo stare attenti ad ogni parola, perche’ c’è un giudice pronto a condannarci a faraonici risarcimenti… e poi mi viene a dire che si firma, mah!!

  4. Dalla pagina FB di Monica nostra:

    Livia A.
    “Stasi ….già il cognome la dice lunga …! Grazie come sempre Monica … leggerò e probabilmente invierò al segaiolo non vedente ma haime anche non pensante …la mia opinione ”

    Lilian C.
    “Non riesco ad entrare sulla sua pagina. ..ma da quel poco che ho letto questo uomo? Ha seri problemi”

    Eleonora B.
    “resta comunque un pirla!”

    Lei stessa pontifica magistralmente…”In parole povere, parrebbe di capire che si tratta di padri separati riuniti in associazione”.
    Un genio questa ragazza.
    Come usa lei le “parole povere” nessun’altro.

    1. Sempre dalla pagina FB di Monica Colombara.

      “Una minestra di frustrazioni personali, dati girati in maniera tendenziosa, misoginia a go go. È proprio il tipo di bacino da cui possono nascere queste violenze…”

      Ormai siamo alla vera e propria diffamazione.

      1. Che ti aspettavi?
        E’ la loro tattica: prima dicono che gli scoccia unicamente per i 300 euro di finanziamento pubblico e che senza quelli devi avere tutto il diritto a parlare, poi che però le spaventi perché sei potenzialmente pericoloso e loro hanno il diritto di non sentirsi spaventate.

        Spostano l’obbiettivo un po’ alla volta: “è la mia unica e ultima richiesta”. E poi appena ottenuto quel che vogliono passano subito a quella successiva.
        Lo faceva anche Hitler in politica estera.

        Pensi che questa tizia, pur se qui si è vista costretta ad ammettere che nel caso Pezzullo l’acidificatrice è libera e lui non ha ricevuto alcun aiuto economico, se dovesse venire fuori una storia di donna acidificata alla quale danno pochi soldi (non niente) e pochi anni (non niente) al perpetratore, tirerebbe fuori Pezzullo dicendo che è ingiusto ed a lui è andata pure peggio?

        Hahhahhahah, risata….

    2. Lo so già: su certe cose sono fissato, ma non posso fare a meno di far notare quanto sia delizioso quell’ “haime”…

  5. «Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo»
    .
    Questa bellissimo aforisma di Gianni Rodari (mio concittadino adottivo) campeggia in bella mostra nel profilo dell’ineffabile Monica Colombari.
    Dopo le sue “raffinatissime” prese di posizione qui dentro, quella citazione suona come un sequestro di persona.
    Monica…rilascia Gianni!
    Fallo uscire dal tuo spazio angusto.
    Te lo chiediamo in ginocchio.

  6. Semplifico, perché di fronte a menti semplici bisogna semplificare. Lasciamo perdere maschilismo, femminismo, matriarcato, patriarcato, non sapete di cosa state parlando… Siete in tutto o in buona parte uomini che, in seguito a rifiuti o a separazioni con addebito, sofferte e dolorose, hanno problemi anche di tipo economico con le rispettive ex. Da qui nasce una misoginia montante, così rancorosa da costruire miserabili complotti planetari femminili dove c’è soltanto il vostro privato e individuale disprezzo. Questa è purtroppo la forma mentale da cui prendono il via tante violenze, quando si concretizzano in azioni. Fortunatamente, al di fuori del vostro circuito malato, o della vostra “narrazione”, c’è un universo di coppie solide che si amano, di single equilibrati che vedono nel prossimo una scoperta e non una minaccia. Mi dispiace per la vostra miseria, ma si può sempre cambiare.

    1. Anch’io semplifico: senza sapere di che si parla stai dicendo che siamo pericolosi:

      “Questa è purtroppo la forma mentale da cui prendono il via tante violenze, quando si concretizzano in azioni”

      Non si era detto che la violenza nasce da senso di assoluto possesso verso la donna, che è il contrario dell’essere sospettosi verso le intenzioni femminili ed evitare legami troppo profondi?

      Si, così si era detto, ma si cambia versione all’uopo: tutto e il contrario di tutto, pur di raggiungere lo scopo. Che è silenziare il dissenso.

      Come detto, quelle come te vanno rese inoffensive.

      E lo si può fare solo mostrando il tuo vero volto, evidenziando i tuoi sporchi trucchetti.

    2. La parte che mi piace di più è l’idea che siamo evidentemente dei frustrati senza argomenti validi e…proprio per questo è necessario impedirci di parlare…perché i nostri argomenti potrebbero influenzare troppe persone…

      Morirete in silenzio: non perché verrete censurate, ma perché vi verranno poste domande a cui non potrete rispondere.
      E più non risponderete, più domande vi verranno poste.

    3. Colombara…potresti farci sapere con quale funambolico criterio definisci che saremmo…”in tutto o in buona parte uomini che, in seguito a rifiuti o a separazioni con addebito, sofferte e dolorose, hanno problemi anche di tipo economico con le rispettive ex”?

      Perchè vorrei utilizzarlo anch’io poter affermare che voi siete…”tutte donne che avete una paura folle di perdere il dominio della narrazione che da decenni signoreggia indisturbata senza nessun tipo di contraddittorio”.

      E’ questa la paura che vi anima.
      Non c’è altro.
      La perdita di dominio…che è quello a cui da sempre ambite e che avete costruito, al di là della retorica di cui siete infarcite.

      Ora però sta cominciando a girarvi male.
      Il “metodo” non funziona più e quel…”Lasciamo perdere maschilismo, femminismo, matriarcato, patriarcato”…lo fa intendere bene.
      Ora ogni stizza, ogni dileggio, ogni censura di “voi” farà gioco a “noi”.
      Ci farà crescere sempre più, nel numero e nelle ragioni.

      Siate benedette dunque.
      E’ da tempo che aspettavamo i nuvoloni, è da tempo che ci prepariamo…e ora finalmente stanno arrivando.
      Non potendo più ignorarci, ora siete costrette ad affrontarci in campo aperto.

      Noi siamo qua…

  7. Cerco di capire, anche se di fronte a questo muro di frustrazioni personali è molto difficile, la catena di pensiero che anima questo squisito gruppo di utenti: separazioni problematiche e con addebito> lei è una macchina succhiasoldi, che si appropria di figli, casa e tutto il cucuzzaro, riducendomi sul lastrico> siccome lei fa parte di una categoria più ampia a nome “donna”, parleremo al plurale quindi “loro”> loro spesso e volentieri compaiono nelle cronache giudiziarie e sui giornali fatte a pezzi moralmente e fisicamente dal partner> … Ecco, qui non riesco a proseguire. Perché il signor Stasi e coloro che tifano per lui, legano insieme cose che non c’entrano un tubo l’una con l’altra: la criticità di molte separazioni (non tutte, fortunatamente) con la violenza sulle donne, da condannare sempre e comunque. Come se la seconda fosse una rivincita rispetto al dolore seminato dalla prima. Oppure come se la seconda eclissasse ingiustamente la rilevanza della prima. Giuro che è impossibile capire, manca qualsiasi nesso logico. E ancora: il Municipio Levante è una delegazione del Comune, non inalberiamoci con le parole, per favore. E ancora: comprensibilissimi per me i problemi dei papà separati, ma la sua iniziativa non ha nessun nesso con quei problemi. Lo stalking e la violenza sulle donne sono ALTRA cosa. I casi di violenza (pochi secondo Lei, troppi secondo me) sono ALTRA cosa. E mescolare le carte è segno di una profonda disonestà di pensiero.

    1. Tutta una supercazzola per demonizzare e imbavagliare chi non la pensa come lei e porta dati e fatti a supporto. Non avendo argomenti, giustamente mirate a tapparci la bocca, ma non ci riuscirete. Siete diventati fascisti e manco ve ne siete accorti.

      1. Ha detto che non c’è alcun nesso logico tra le separazioni e la violenza sulle donne.
        Ma ha sbagliato posto: qui lo sappiamo.
        Doveva dirlo alle femministe quando facevano casino sulla riforma delle separazioni del DDL 735 millantando che alimentava la violenza sulle donne.

    2. Egregia donna intelligente, così autodefinitasi: io invece non cerco di capirla, non me ne frega assolutamente niente, non mi pagano per farle da psicologo né ho interesse alcuno verso di lei.
      Io voglio solo rendere inoffensiva lei e quelle come lei.
      Anche per evitare a mio figlio di dover prendere ben più drastiche misure in futuro.

    3. È un errore gigantesco non affrontarsi in dibattito frontalmente, con le sole armi della logica, dei numeri e della capacità dialettica… Cosa che chi usa la violenza,la coercizione, tenta sempre di evitare escludendo un interlocutore dal tavolo… Vero, La Stasi ? (Si rivendico il soprannome che gli diedi una decina di anni fa).
      Io sono una persona sciolta da organizzazioni di ogni tipo (fatta eccezione per quella che ci riunisce come famiglie con Disabili gravi) e conosco sia donne abusate e schiavizzate che uomini abusati e schiavizzati Come è possibile che uno scontro ideologico e carico di rabbia possa annebbiare la risoluzione di un problema dove le vittime sono vittime, non sono donne vittime solo o solo uomini discriminati perché uomini vittime… ?

      Questa guerra di estremisti mi dà fastidio perché io nel mio piccolo so che ci sono uomini e donne la fuori che hanno bisogno del sostegno di quella che chiamano società civile, la quale invece si impegna a dividere, a fare categorie, a ergere barricate inutili

      1. Signora, se tutte le persone fossero come lei, o almeno la maggior parte, il mondo sarebbe un luogo migliore.
        Un abbraccio a lei e a suo figlio/a o chiunque sia il disabile che ha in famiglia.

          1. Si vede.

            A proposito, dai tentativi di arrampicata sugli specchi della commentatrice femminista è uscito fuori un confronto tra il mio sito e quello del più famoso gigolò italiano – sito che secondo lei era prova che le donne hanno un fortissimo desiderio sessuale tanto che frotte di donne pagano gli uomini per far sesso. Il mio sito con le pagine ingiallite e il layout “dissuasivo” è 5 volte più seguito. Quindi sono 5 volte più sexy io. Ho anche aggiunto che essendo il tuo sito enormemente più seguito del mio, evidentemente tu devi addirittura essere come Alberto Sordi in “Sono un fenomeno paranormale” che fa venire gli orgasmi alle donne solo guardandole ????

              1. E’ stata una sua idea, infatti: il seguito dimostrerebbe l’entusiasmo femminile.
                Il pisello grande è il simbolo del potere femminile, le tette grandi il simbolo del potere maschile:
                loro hanno selezionato – cioè preferito – maschi fatti in una certa maniera, noi femmine fatte in un’altra maniera.
                In una società dominata dai maschi per lunghissimo tempo tutti gli uomini avrebbero il pisello piccolo e i testicoli grossi: sgraziato da vedere ma molto pratico – tutti si accoppiano perché le donne non hanno voce in capitolo e la competizione la vince chi butta dentro più sperma – la competizione tra maschi avviene dentro l’utero anziché fuori.

  8. La penso al 100% come ericlauder, non è una cazzata che funzioni con femminismo e modo di ragionare femminil-prevaricatore il fatto di essere aggressivi in modo logico e con il supporto dei fatti, tutte caratteristiche che loro non possono vantare e che per questo non vogliono fronteggiare in altro modo che impedendoti di parlare. Se poi a questo aggiungi ironia “cattiva” prendendo in giro le loro infinite contraddizioni mettendole sul tavolo e smontandole pezzo per pezzo, e rifilando loro qualche battuta tagliente che le colpisca sull’orgoglio, vedrai che arriveranno a fare qualche cazzata di quelle che sveleranno ancora di più la loro vera essenza.

  9. Non sono né femminista né arcobaleno, sono una donna intelligente, che sa leggere e scrivere ed è carica di tanto buon senso. Faccia pure quel che le pare, divulghi pure le sue sciocchezze, quel che si vuole è che questo NON avvenga con il patrocinio di un ente come il Comune. Faccia quel che le pare, ma non con i soldi miei e nostri. Pensi e dica quel che le pare, compreso che 17 casi in nove mesi sono poca cosa (parole sue). Tutto il suo delirante pensiero nasce da un preconcetto che sta solo nella sua testa: ormai gli uomini sono TUTTI catalogati come persecutori e TUTTE le donne come vittime: chi lo ha mai detto? Fornisca piuttosto Lei i dati di questo fenomeno… È una generalizzazione che fa solo Lei. Noi commentiamo reali fatti di violenza a cura di reali assassini. Chi non rientra in questo schema vive sereno. Tante coppie e tanti rapporti fortunatamente lo sono. E questa è lucidità di pensiero, questo è vedere bene, senza frustrazione e gratuito rancore. Dia retta, si faccia meno seghe… Le seghe, si sa, rendono ciechi…

    1. Cara Monica, come ufficialmente detto, il Comune non patrocina i tre eventi. Il patrocinio è del Municipio Levante, che finanzierà con 300 euro l’iniziativa dell’Associazione Papà Separati Liguria di intestare una scuola in India a Ethan Solinas, tredicenne suicida l’anno scorso qui a Genova per lo stress della separazione dei genitori. Le sta bene se i suoi soldi vanno in quella direzione? (La storia di Ethan la trova qui sul mio blog).
      Che tutti gli uomini siano catalogati come violenti e le donne come vittime è facilmente riscontrabile. Cerchi sul mio blog con la parola chiave “manifesti” e ne avrà una prova.
      Di questo, come dei dati di cui lei mi chiede conto, parlerò il 20 settembre. Sempre che mi venga concesso dare una versione semplicemente un po’ diversa da quella comunemente conosciuta.
      Saluti.

      1. “Intelligente Monica” non “Cara Monica”: è questo quello che intendevo ieri.
        Guarda che ti stroncano se non fai così, e mi dispiacerebbe.

          1. Era la versione edulcorata, io personalmente avrei usato “Egregia donna intelligente” perché le da’ anche della sessista.

            A questa non gliene frega niente dei 300 euro pubblici, è solo una scusa: vedi Buscemi, dicevano che era solo perché ricopriva un ruolo pubblico, ma adesso lo attaccano e cercano di rovinarlo anche se non è più assessore.

            Guerrigliero, tipo Vietcong. Non terrorista 🙂

    2. Sono arrivato sino a “sono una donna intelligente” poi ho smesso: mai visto una persona intelligente partire specificando di essere intelligente.

    3. Monica Colombara

      >>>
      sono una donna intelligente
      >>>

      Già dal fatto che ti definisci intelligente, dimostri di essere poco intelligente.

      >>>
      Dia retta, si faccia meno seghe… Le seghe, si sa, rendono ciechi…
      >>>

      Se qualcuno ti rispondesse:
      “Fatti meno ditalini… I ditalini, si sa, offuscano la mente e rendono deficienti…”

      cosa obietteresti?

      1. Vedo che hai capito esattamente come funziona.
        Infatti accusarla di utilizzare impropriamente riferimenti alla masturbazione maschile dovrebbe essere il secondo passo: gli si dice in faccia che usa riferimenti sessuali inappropriati, e quando quella insiste per dimostrarsi “sessualmente libera e moderna” magari calcando ancora di più le parole, allora le fai battute sui ditalini.
        Così perde lucidità e scappa svelandosi per la inibita che è: la maggior negatività e imbarazzo verso il sesso tipico delle donne, e specie delle femministe, è un punto di debolezza che possiamo sfruttare, specie visto che è abbinato a una pseudo-apertura di mente verso temi a sfondo sessuale, che in realtà quasi sempre è molto più atteggiamento che reale.

    4. Cortese Sig.ra Monica, quei dati glieli fornisco io. E sono questi.
      .
      Le DD hanno definito e definiscono cosa sia bene e cosa sia male per esse. Fanno benissimo. A tal fine hanno costruito un racconto universale della storia, misurato sul loro vissuto, sulla loro esperienza, sui loro valori, sulle loro sofferenze, sulla loro sensibilità. Su se stesse. Ottimo. E’ la Grande Narrazione Femminista. Tutto ciò senza chiedere il parere degli UU e prescindendo dal fatto che ad essi fosse e sia gradito. Ci mancherebbe. Ed hanno fatto bene davvero perché questo è il modo con il quale una forma vivente definisce la propria posizione nel mondo. Non lo avevano mai fatto? Finalmente lo fanno. Bene. Aderisco e concordo.
      .
      Ora, agli inizi del XXI secolo gli UU hanno iniziato a fare altrettanto. A definire cosa sia bene e cosa sia male per essi. Senza chiederne il permesso, senza sollecitare il parere delle FF e prescindendo dal fatto che ad esse (e a lei) sia gradito o meno. Si sta articolando una Grande Narrazione Maschile, rispetto alla quale i suoi giudizi sono irrilevanti, le sue opinioni fatue. Al pari di quelle di tutte le DD.
      In questa GNM noi stabiliamo e descriviamo ciò che risponde alla nostra esperienza del mondo.In questo racconto sta scritto che la criminalizzazione universale degli UU è lo strumento della lotta femminista contro di essi. Non le piace? Irrilevante. In questa GNM noi abbiamo stabilito che la GNF usa i crimini di una esigua minoranza per combattere contro tutti gli uomini. La sua opinione non conta. Conta solo la nostra GNM.
      .
      Gli UU stanno facendo esattamente ciò che hanno fatto e fanno le DD. Niente di diverso. Ciò è palese ora, ciò è legittimo e doveroso.
      Lei stessa potrebbe riconoscere agli UU il diritto di fare ciò che le DD giustamente fanno: costruire il proprio racconto senza chiedere il parere dell’altro sesso. Ma questa simmetria, questa coerenza, questa onestà intellettuale appartengono al mondo del Logos, quindi alla polarità maschile, non a quella femminile. Perciò è quasi impossibile che lei, per quanto intelligente, possa coglierne la portata e le implicazioni .
      In effetti, se le avesse colte, non avrebbe scritto quanto sopra.
      .
      Sappia lei, e sappiano tutte le DD occidentali, che ora gli UU tessono il loro Racconto (la GNM) autonomamente. Disturba? Amen.
      Questi sono i dati, ossia: il dato.
      Il dato è che gli UU descrivono da soli la forma del mondo in cui vivono. Non ci sono obiezioni.
      .
      Se ne faccia una ragione e lo faccia serenamente sapere in giro.
      E’ l’inizio di una nuova era.

    5. “Donna intelligente”

      Mi stavo mettendo a fare il conto alla rovescia di quanto ci avrebbe messo a fare allusioni sessuali o insulti basati sulla presunta incapacità sessuale maschile (ma non dovrebbe essere lodata perchè poco aggressiva e dunque poco patriarcale? Ohibò, la coerenza!) quando mi ha preceduto buttandola sul “si faccia meno seghe”

      Vai a cucinare, che stai meglio!

    6. || ma non con i soldi miei e nostri

      Quindi secondo il suo ragionamento con i soldi pubblici (cioè anche i “soldi miei”) è buono e giusto sponsorizzare per decine e decine di migliaia di euro manifesti giganti (v. Regione Lazio) in cui è scritto a grandi lettere per tutta la città Capitale che “milioni” di uomini sono i carnefici e “milioni” di donne sono le vittime, anche se il dato è totalmente FALSO.

      Mentre non è giusto finanziare (con l’astronomica cifra di 300 – dico trecento – euro) una iniziativa come quella di Davide che invece riporta i numeri quelli VERI.

      Tenga presente che “milioni” di genovesi (che pagano le tasse come lei) non aspettavano altro che conoscere quei numeri VERI.

      1. Chi è lei per negare ai suoi concittadini questa libertà di scelta?

      2. Quanti soldi pubblici sono spesi in progetti che piacciono a lei (e che incidentalmente coincidono con quelli dell’ideologia femminista, anche se nega di esserlo) ma a tanti altri no?

      || 17 casi in nove mesi sono poca cosa

      Diciassette casi non sono i centinaia propagandati.

      Lei dice di essere “molto intelligente”: concorda con questo?

      Le pare normale questa discrepanza?

      Non le suggerisce niente questa mistificazione?

      Riconosce che la propaganda femminista spiega il fenomeno dei “femminicidi” con l’oppressione patriarcale-maschilista-misogina?

      Come è possibile che un fenomeno spacciato come culturale e così diffuso (tanto da meritare leggi speciali, un tantino liberticide delle garanzie dell’accusato, e propaganda a spese pubbliche a gogò) non si rifletta nei numeri a migliaia di migliaia?

      L’influenza stagionale causa dieci e più volte le vittime di “femminicidio”.

      Ritiene lei che l’influenza stagionale sia una emergenza sanitaria?

  10. Non sei solo, ma hai contro le calunniatrici, le associazioni femministe, i loro partiti di riferimento. Preparati a qualunque bassezza. Hai parlarto di Bibbiano e di false accuse: per coprire il loro malaffare cercheranno di diffamarti per distruggerti, così come fa la mafia. Ma la gente non è scema e capisce. Alla fine otterranno solo di dare più visibilità alle cose giuste che hai da dire. Anche se è difficile, rimani calmo e moderato.

  11. Quando queste parlano con chi si occupa di diritti maschili non devono avere la sensazione di avere di fronte una persona molto razionale, molto pacata anche troppo, tranquillissima, in pace col mondo, e che non vorrebbe mai offenderle.
    Ma una persona molto razionale, pacata quanto basta, interiormente irrequieta e che le VUOLE offendere e ridicolizzare, devono sentire che le disprezzi, e che fai battute su di loro.

    Ricorda: devi anche far ridere ogni tanto, sdrammatizzare, essere amabile, sempre sorridere, ma il sorriso non deve mai arrivare sino agli occhi, si deve fermare alla bocca.

    Solo così le intimorisci e si tirano indietro, altrimenti sono come i cani che sentono l’odore della paura.

    Non sei un bicchiere di acqua a temperatura ambiente, sei una moka che bolle, a norma di legge, con tutte le certificazioni e con il coperchio correttamente chiuso: è tutto molto bello e tutto molto sicuro e legale, però il coperchio stai attento a sollevarlo mentre bolle, perché schizza gocce di caffé caldissimo, che bruciano leggermente e soprattutto sporcano i vestiti. E di sicuro la bambina non ci infila dentro la cannuccia per soffiarci e vedere le bolle venire su.

  12. Hanno già perso, devono solo capirlo.

    E purtroppo è proprio questo il problema: sono talmente scemi ma talmente scemi che chissà quanto tempo ci mettono!

    Il fatto è che in tanti hanno costruito non solo una carriera su questo sistema corrotto che ormai è allo sfacelo, ma anche una psicologia e una identità.

    Mollare l’osso per loro è doloroso fisicamente.

    Immaginatevi di scoprire di aver vissuto nella menzogna per una vita intera, credendosi pure moralmente superiori, poi all’improvviso BOOOOM!!

    La psiche si frantuma, vanno compatiti.

    È prevista questa ultima fase di recrudescenza (ho letto commenti ignobili) prima del crollo rovinoso del vecchio sistema, si chiama “melt up”.

    Sinceramente temo di più i salti della quaglia: non voglio trovarmi di fianco una carogna che fino a un attimo prima stava dall’altra parte.

    Davide, siamo tutti con te!

    1. Grazie ragazzi. L’avevo detto o no che sarebbe stata una guerra? Spero di trovare qualcuno quando mi volterò… ????

      1. Io gli posterei dei pezzi di quello che ha scritto Blu, le tre o quattro righe che ti suonano meglio + postagli questo, “dedicato alle signore che vedono la narrativa femminista crollare sotto il peso sue esagerazioni e bugie”:
        [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=xwtdhWltSIg&w=640&h=360]

        Vedi?
        La cosa fa ridere, le prendi per i fondelli, e il pezzo non è male e piace ai terzi che leggono.

        Io la metterei come colonna sonora.

        E serve anche per distinguerti dall’inno ufficiale di MGTOW:
        [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=4xmckWVPRaI&w=640&h=360]

        ????

        1. Ora che se ne parla su piano nazionale occorre tenere uno standing diverso, Eric. Già così raccontano un sacco di balle, se mi metto a fare il cavallo pazzo ci vanno a nozze.

          1. E’ l’opposto e non si tratta di fare il cavallo pazzo: chi sente di aver subito dei torti è risentito, e si deve percepire, chi sa di essere nel giusto e bistrattato ha sempre un filo di aggressività.

            Non sono le reazioni delle femministe quelle importanti, sono quelle dei terzi che osservano.
            La Volpe non esiste: non crede in nulla di quello che dice, lo fa solo per i suoi interessi, non puoi né offenderla né calmarla, continuerà sempre con il suo disco per difendere i suoi interessi. Ma i terzi devono percepire che la disprezzi e che la disprezzi per una giusta causa.

  13. Roba da matti. Rinnovo la mia visione riguardo la predeterminazione quasi genetica di individui viscidi/deboli/falsari e fondamentalmente cattivi d’animo ad unirsi in gruppo per poter soverchiare tramite la violenza di gruppo ciò che non riuscirebbero a soverchiare tramite la violenza del singolo. Quel gruppo, quella bolgia, assume forme diverse a seconda del periodo storico del suo manifestarsi. Qui ed ora ha assunto la forma della sinistra liberal e fucsia

  14. Prevedibile.

    Se mi si permette un appunto: le tue risposte sono troppo articolate e mancano un po’ di aggressività.

    La risposta avrebbe dovuto essere sul genere:

    “Mi dia i dati ufficiali sulle “centinaia di femminicidi” – che non ha – o la smetta di inventare numeri, altrimenti diffonde lo stereotipo sulle donne irrazionali e ignoranti”

    Ti stanno attaccando, non puoi unicamente difenderti, devi anche un po’ mordere, se non le metti un po’ in ridicolo ti fregano: 100 colpi in arrivo, ne pari 98, un paio passano, appena le altre vedono che un paio passano gli attacchi raddoppiano, diventano 200.

    A loro non frega niente di leggere le tue spiegazioni, è come uno scontro dove loro brandiscono la clava e tirano mazzate alla cieca: se le schivi e basta qualcuna passa, ma se mentre schivi le punzecchi con uno spillone….

    Devi farle sentire attaccate e un po’ di gente che legge deve ridere e vederle ridicole: in questo modo diminuisce la loro propensione ad attaccare.

    E’ come le false accuse: più è difficile venire punite lanciandole, più ne fanno. Più si sentono impunibili, più ne fanno. Più gli uomini sono felici di averla scampata e non contrattaccano, più loro ci riprovano.

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