STALKER SARAI TU

Nelle mie mani c’è il potere di distruggere un uomo

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

donna_soldidi Anna Poli – Per il potere conferitomi dalla legge, o meglio dall’applicazione corrente di essa, io ho la facoltà di distruggere un uomo. Senza motivo. Ho la facoltà di svegliarmi storta una mattina, decidere che è arrivato il momento di avere una rendita facile, accollarla a una persona che non ha alcun vincolo con me e vivere per sempre felice e contenta. Ho la facoltà di pianificare un atto criminale, attuarlo e uscirne non solo incensurata, ma vittima e vincitrice al contempo. Vi spiego come.

Ho deciso di separarmi parecchi anni fa e in sede di separazione eravamo in tre: l’avvocato, il mio ex marito ed io. Tutti e tre concettualmente d’accordo su tutto: tempi totalmente paritari di frequentazione senza un calendario definito e mantenimento realmente diretto, cioè nessun capitolo di spesa, nessuna immotivata perequazione, solo “ognuno paga quando ha il bimbo con sé e tutto ciò che è divisibile per due in modo semplice (scuola o sport o regali di compleanno economicamente impegnativi, tipo la bicicletta) diventa extra e si paga insieme”. Eravamo tutti d’accordo, è vero, ma solo in linea di principio, perché non appena l’avvocato ha capito di che cosa io stessi realmente parlando è impallidito. “Guarda” mi ha detto “se mi fai scrivere una roba così, vi mandano gli assistenti sociali a casa subito. Bisogna prevedere quantomeno un assegno di mantenimento, anche se basso e un calendario delle visite. Per piacere, facciamo un Decreto che il Tribunale possa accettare poi voi fate come vi pare”.

grafica_sistemaStava di fatto dicendo questo: se nell’ambito di una separazione consensuale le parti sono concordi nel ritenere assurdo un assegno di mantenimento a fronte di tempi di frequentazione che saranno realmente paritari e di comune accordo chiedono di poter mettere per iscritto che questo assegno non venga mai versato da nessuno, non possono farlo. O meglio, è consigliabile che non lo facciano. Rischieranno infatti di vedersi recapitare a domicilio un paio di assistenti sociali in assetto da guerra. A fare cosa? Probabilmente a controllare una situazione che puzza. Come mai questa donna non vuole l’assegno? Cosa c’è sotto? E’ un caso di sudditanza psicologica? Cultura e intelligenza non sono neanche lontanamente prese in considerazione. La vera bigenitorialità, che dovrebbe essere la norma indiscussa, diventa un atto rivoluzionario e il sistema sbarra immediatamente la strada.

Ti piace questo articolo? Supporta questo blog con una donazione. Grazie!

Nel Decreto è stato, dunque, previsto un calendario “di massima” in cui si dice che i genitori vedono il bambino un weekend a testa e il papà lo vede tre giorni infrasettimanali quando non ce l’ha nel weekend e due quando invece nel weekend sta con lui (di fatto, tempi paritari) e (udite, udite!) la corresponsione alla madre da parte del padre, a titolo di concorso al mantenimento del figlio, della somma di 200 euro mensili da versarsi il primo giorno di ogni mese bla bla bla.  All’epoca dei fatti abbiamo firmato e abbiamo continuato a fare come avevamo fatto fino a quel momento, e cioè come ci pareva e quell’assegno non è mai stato versato. Ora veniamo al mio potere, però, che è il discorso che mi interessa. Spesse volte raccontando questa storia mi sono sentita apostrofare con frasi del tipo: “che fortunati che siete! Eh, sai, quando si va d’accordo è tutto facile!”. Ma qui la fortuna qui non c’entra proprio niente. Tanto per cominciare perché andare d’accordo non è una fortuna ma una decisione precisa e intenzionale, in secondo luogo perché anche qualora si sia d’accordo, di fatto, il sistema ti impone l’adeguamento silenzioso alla sua follia. Non solo: è quello stesso sistema che ti consegna la spada per colpire.

donna_soldiProviamo a pensare insieme a cosa succederebbe se domani io decidessi di non andare più d’accordo. Per il potere conferitomi non tanto dalla legge, ma da come essa viene attuata per paura (di chi non mi è chiaro) o per indolenza, io domani posso intenzionalmente e legittimamente distruggere un uomo. Il sistema mi consente di impugnare il mio Decreto di separazione, rivendicare ogni assegno non corrisposto fino ad oggi, chiedere un aumento di quell’assegno non essendo stato esso commisurato a nessun reddito, il tutto mantenendo invariata la divisione effettivamente paritaria dei tempi di frequentazione, principio che dovrebbe di per se stesso obbligare a un mantenimento di tipo diretto. Non ho finito. Ho una perla per le femministe: io a febbraio ho perso il lavoro. Boom! Quindi dalla mia parte avrei anche l’aggravante di essere disoccupata, il che probabilmente porterebbe quell’assegno sopra le stelle.

Ecco quello che penso: nessuna legge, nessuna condotta, nessuno Stato dovrebbe permettere che il destino di qualcuno sottostia, come un condannato a morte, all’umoralità di qualcun altro. Nessuna condotta legale dovrebbe tutelare e addirittura incentivare (perché questo è ciò che avviene) la possibilità di compiere atti intenzionalmente vessatori nei confronti di chiunque, finalizzati al personale tornaconto di chi li mette in atto. Infine, nessuna legge in materia di separazione dovrebbe prevedere la possibilità di rivedere un Decreto senza che vi sia il minimo coinvolgimento pratico dell’interesse del minore. Il mio insensato potere è proprio questo: allo stato attuale, io posso rivendicare per me e nel mio unico interesse la corresponsione di quegli assegni e posso altresì chiedere che ne venga aumentato l’importo con la certezza già matematica in tasca, essendo io priva di reddito, che ogni richiesta mi verrà accordata, il tutto semplicemente scomodando il binomio passepartout che apre tutte le porte. “Vostro Onore, mi creda, tutto quello che chiedo lo chiedo solo nell’interesse del minore”. E il gioco è presto fatto. Così come il mio interesse. Non quello del minore.

donna_schiacciauomoPotrei piangere da disoccupata o potrei dire che da buona madre ho scelto di sacrificare la mia vita lavorativa per mio figlio, ma prima che una disoccupata e una madre sono una donna di cultura e di pensiero (che poi la differenza è tutta qui) e ritengo che, da qualsiasi prospettiva li si guardino, i problemi di cui sopra non siano in alcun modo riconducibili alle tasche del mio ex marito, in quanto noi individui “separati” e non “coppia”. Personalmente inorridisco di fronte alla deriva misantropica che la società sta prendendo, di fronte a una condotta a norma di legge che non contempla neanche lontanamente la parità, ma che anzi legittima e tutela la richiesta di privilegi e l’attuazione di vessazioni, di fronte a qualsiasi madre che davvero voglia provare a motivare l’idea di non ritenere la bigenitorialità il sacrosanto, indiscusso, unico, vero interesse del proprio bambino. Mi indigno perché nelle mie mani c’è il potere di distruggere un uomo, un potere illegittimo e immotivato. Un potere di cui mi è legalmente concesso abusare (anzi è il sistema stesso che letteralmente mi incita all’abuso), con l’ignobile garanzia che, in quanto donna, qualsiasi cosa io faccia, sarò sempre la vittima e mai la carnefice.


varie_indagineuomo
COMPILA IL QUESTIONARIO: http://www.sondaggio-online.com/s/7524a20

24 thoughts on “Nelle mie mani c’è il potere di distruggere un uomo

  1. Io,separato dall’87 e divorziato dal 2001,più leggo queste storie e più mi reputo fortunato.Vi racconto la mia storia:negli anni 70 cìera una trasmissione antesignana dell’attuale Mi Mnda Rai 3 che si chiamava Di tasca nostra.Un giorno sento dire che per le separazioni consensuali non era necessario l’avvocato.Pensai che era bene tenessi a mente questa cosa,perchè nella vita non si sa mai (all’epoca non ero neanche fidanzato).Nell’81 mi sono sposato e nell’87 separato.Allora,ricordando quella notizia,andai in tribunale per informarmi come si faceva.Ottenni le informazioni che mi servivano e IO STESSO scrissi l’atto di separazione(se ricordo bene la richiesta al Presidente del Tribunale) dove io stesso,ovviamente d’accordo con mia moglie,stabilivo (cioè stabilivamo insieme) le nostre condizioni di separazione.Io avrei continuato ad abitare nel nostro appartamento in affitto (era lei che si volle separare) e lei se ne andava (io però le trovai un altro mini appartamento).Io non le passavo niente perchè lei ERA ECONOMICAMENTE INDIPENDENTE,anche se non guadagnava quanto me (ma io le avevo trovato il lavoro,un anno prima di decidere di separarci).Delle due auto che avevamo io mi tenevo la mia di 1 anno e mezzo e lei la più piccola (126) che io avevo comprato usata e fatto riverniciare.Dei 12 milioni che avevamo lei ne accettava 4 e io restavo con 8.Una pelliccia di valore e alcuni gioiellini che ovviamente usava solo lei,restava a lei.Un pianoforte che suonavo io restava a me.I mobili non erano nostri perchè la casa era in affitto ammobiliata.Sostanzialmente questo era tutto.Il giudice accettò le nostre decisioni e,benchè la situazione apparisse decisamente sbilanciata a mio vantaggio (ma bisognerebbe vedere quanto avevo speso effettivamente per mantenerla per 7 anni,è un discorso lungo) non ricevemmo mai nessuna visita di assistenti sociali.Forse perchè NON C’ERANO FIGLI DI MEZZO?O forse perchè negli ultimi 30 anni la situazione è decisamente peggiorata?O anche alora sono stato MOLTO fortunato?Io credo che se cercassi di separarmi oggi alle stesse condizioni non sarebbe possibile.Ps.Neanche al momento del divorzio (che anch’esso feci da solo) stabilimmo nessun assegno di mantenimento e tutto andò liscio.SENZA AVVOCATI!

  2. ringrazio Anna Poli per la sua serietà.
    Spero che il suo pensiero sia vero, e che esista realmente come donna.
    Personalmente in tanti anni non ho mai conosciuto donne o meglio Donne che ragionano
    così.
    al contrario ho visto donnine scannarsi per un tv color e per una tastiera del letto, per un oliveto
    ridicolo e altre amenità.
    spero davvero che Anna esista.
    grazie

    1. Esiste, è anche apparsa al festival della bigenitorialità di Brugherio. Ha fatto un intervento che puoi trovare in video sulla pagina Facebook Bigenitorialità 3.0.

      1. ringrazio. La leggerò con estremo interesse. La trovo molto coraggiosa…da poco ho letto un post di una semplice cittadina che lamentava la vera e propria campagna di demonizzazione del maschio, con chiaro invito a non fare di
        tutta l’erba un fascio quando si trattano tematiche criminali.
        Collegare al genere maschile ogni sorta di nefandezza, ogni volta che si tocca il tasto “violenza di genere”, è un
        atto ignobile, settario e pericoloso. Troppi praticano questo tema con estrema leggerezza senza rendersi conto
        delle macerie che si stanno lasciando alle spalle.

  3. Un articolo scritto da una donna con la D maiuscola, che possa essere da esempio per tutte le donne che amano, con queste leggi assurde, distruggere un uomo e padre, ridurlo in povertà e toglierlo all’affetto del proprio figlio/a, come sta capitando allo scrivente. Con tutto il mio affetto e profonda stima. Stefano

    1. Ed è per questo che raccomando a tutti gli uomini non solo di non sposarsi o convivere, ma di evitare le donne in modo radicale, come fossero serpenti velenosi.
      Per il resto la mia massima solidarietà a te Stefano e a tutti gli uomini divorziati, rovinati da donne sciagurate, anche se la mia solidarietà non serve a niente.

  4. Sono sincero, mi stupisce tanto che una donna risalti con tanto orgoglio ciò che sta accadendo in Italia. Ho già seguito altri suoi interventi, e credo che Anna sia la reale rappresentazione del femminismo, una donna che rivendica i diritti di tutte le donne senza però sottrarsi a propri doveri. Quando si arriva al matrimonio si è convinti di poter condividere tutto col proprio partner ed è da questa convinzione che, frutto di un amore naturale, nascono i figli…poi purtroppo in certi, direi oggi in molti, casi accade qualcosa di orrendo, come una spada che spezza con una violenza inaudita un legame e si arriva alla separazione. E i figli? perché adesso non sono più di entrambi? loro sono venuti al mondo perché voluti da entrambi i genitori, sono cresciuti assieme nel matrimonio..e ora? i genitori si separano e quindi loro dovranno stare con uno dei due? No, non è ciò che voglio i nostri figli, loro vorranno sempre stare con entrambi e, visto che non potrà più avvenire contemporaneamente, almeno dovranno esser garantiti nel vedere entrambi i genitori in tempi più equi possibile. La separazione è tra i genitori e non con i figli… Se l’accordo del matrimonio è saltato, e le colpe sono di vario genere, i contraenti non hanno più nessun diritto sull’altro, bisogna rimboccarsi le mani ed imparare ad affrontare con le proprie forze le difficoltà che la vita pone a chiunque, sposato o no. Ma i figli hanno e avranno sempre il diritto di avere due genitori

  5. In tutta la mia vita ho conosciuto pochissime, ma proprio pochissime persone con la tua ONESTÀ INTELLETTUALE e il tuo SANO FEMMINISMO. Tuo figlio/a sarà fiero/a di avere un genitore così. Ti stimo tanto.

    1. Non capisco perché chiamarlo (sano!)femminismo, termine che ha connotazione ben specifica, separatista ed antimaschile, quando è semplice ANTISESSISMO. Lei stessa si è dichiarata non femminista, e dovete farlo voi ?

  6. Analisi lucida e drammaticamente reale. Anna Poli complimenti, la dovrebbero invitare nelle trasmissioni tv a contrastare iene dello stesso sesso, ma con interessi profondamente diversi. La adoro!!

  7. Per prima cosa voglio farti i miei complimenti, Anna, le donne dovrebbero essere tutte come te. Grazie per la battaglia che stai portando a avanti per cercare di mettere fine a questa ingiustizia che ormai sta solo portando al disfacimento totale della nostra beneamata Italia,infatti se le cose non cambieranno di italiani non credo ne nasceranno più. Non ci saranno più incoscienti, uomini, che andranno da soli nella camera a gas. Grazie ancora

  8. Ciao Davide, sto vivendo la stessa situazione che stai descrivendo, solo che io non sono sposata. La separazione è consensuale per la bimba, ma anche io ho lasciato il lavoro 3 anni fa per accudirla e adesso mi trovo senza lavoro, casa e compagno. Ma sono decisa di non portare avanti una separazione conflittuale, mi fa paura per la bambina. Il mio avvocato pagato con il patrocinio gratuito mi segue bene, ma quale cos’è dobbiamo fare entrambi per tutelarci e non tenere l’altro in scacco? Grazie. Liliana

    1. Cara Liliana, come ha scritto oggi molto bene Anna Poli, la chiave di tutto sta nella volontà, e dunque nella capacità, di mettere al centro di tutto la bambina. Comunque sia, tu e il tuo ex compagno dovete guardarvi in faccia, fare piazza pulita di ogni eventuale recriminazione o rancore, pensando che tra di voi c’è una vita preziosa, un pezzo di futuro, che desidera l’impossibile: mamma e papà di nuovo assieme. Non potendogli dare questo, avete la responsabilità e il dovere di darle quanto di più vicino ci possa essere al suo desiderio. Non solo perché è suo diritto e vostro dovere, ma soprattutto perché questo le darà più serenità che angosce.
      Dal punto di vista economico, la penso come Anna: è improprio chiedere a una persona con cui non si ha più nulla a che fare un contributo economico. Ognuno paghi per la bambina, quando ce l’ha in affido, e il resto delle spese si faccia al 50% secco.
      Tu però non hai un lavoro, per scelta pregressa. Bene, la mia opinione (e non solo mia) è che dovrebbe assisterti lo Stato. Non essendo ciò (ancora) possibile, se è nelle tue possibilità svolgere una qualunque mansione remunerata, ebbene dovresti fare il possibile per trovarne una. Come ha correttamente sentenziato di recente un giudice di Roma: se si è in grado di lavorare e si hanno dei figli da mantenere, è dovere del genitore andare a lavorare per garantire il sostentamento della prole. Non una possibilità, ma un dovere. Per il solo fatto di essere genitori.
      Non potrei essere più d’accordo. Tu cosa ne pensi?
      Ciao.

      1. Grazie infinite. Cerchiamo di fare esattamente come tu dici, tutto per il bene della bambina. Io mi sto impegnando di cercarmi lavoro, ho sempre lavorato e non mi spaventa niente. Io non ho mai chiesto niente per me, da punto di vista economico.
        Sono Un educatrice socio culturale e sto frequentando un Master in Mediazione famigliare e risoluzione dei conflitti ( cosa ne pensi di questo master in Mediazione) in base anche al disegno di legge del ministro Pillon?
        Io per una consensuale ho sofferto molto e non è finita, perché chi vuole la separazione è odiato dell’altro, colpevolizzato, sminuito, disprezzato e accusato della sofferenza che si provoca al bambino. Ma essere invisibili, dimenticati, giudicati dalla famiglia dell’altro come un puro niente, isolato dal mondo perché tanto ” ti manca qualcosa, hai un tetto e da mangiare, no ? ” è un dolore immenso. Dolore che non si percepisce, sopratutto il bambino non lo percepisce ma che poi improvvisamente hai tutte le colpe? grazie per la tua risposta. Liliana

        1. Cara Liliana, TU SEI UN ESEMPIO di madre. Ti auguro di trovare presto un lavoro soddisfacente. Per te sicuramente, ma anche per la serenità della vostra bambina. E sono certo che, con l’esperienza che hai alle spalle, sarai una bravissima mediatrice.
          Rifiuta con orgoglio di madre consapevole i risentimenti e gli strascichi della separazione, da qualunque parte arrivino, ex marito o parentado annesso. Al centro della tua vita, per tua scelta consapevole, c’è una fanciulla. Lei sta al centro. Tutto il resto è rumore fastidioso che non devi ascoltare. E su questa strada, se per caso già non c’è, devi portare il tuo ex compagno. Lui per te è il passato, e tu lo sei per lui. Inchiodarsi su quello è sciocco, soprattutto perché entrambi avete per le mani un pezzo di futuro da guidare e rasserenare.
          I miei migliori auguri.

          1. Grazie infinite, in momenti bui come questi le parole più confortanti arrivano da persone sconosciute e mi fanno commuovere. Certo che c’è la farò, la devo al angelo ricevuto 3 anni fa. Scrivere aiuta liberare l’anima intrappolata nei fondi bassi e io grazie a te, adesso, mi sono liberata dai cani neri cattivi che stanotte mi hanno morso in sogno. . . Liliana.

            1. a Liliana posso dire solo che ad ogni azione equivale una reazione.
              E’ molto semplice; nessuno vuol fare una guerra ad una separata, ma se io vengo toccato nella mia genitorialità,
              se vengo attaccato economicamente, se viene svilito il mio profilo umano, genitoriale e anche professionale, allora
              mi sento autorizzato a difendermi. Ho diritto di difendermi “attaccando” nei dovuti modi, fermo restando che non lo avrei mai fatto qualora ci fosse stata in precedenza una situazione assolutamente distensiva e dialettica.

              siccome tutto quello che ho sopra descritto in 4 righe non riguarda ovviamente Liliana 🙂 a lei e alla sua bambina
              formulo i migliori auguri per il futuro.

              1. Buongiorno, grazie per l’intervento. Ha ragione in ciò che dice, la genitorialità non va toccata e nemmo l’accanimento economico, svalutativo dell’altro. I figli vanno protetti, e io nel mio piccolo sto facendo questo, in comune accordo con il mio ex compagno che ama e tutela il bene della bambina come me.
                Ma dove finisco i così detti grandi? A farsi guerre taciute da occhi e orecchi esterni, che portano a sfinimento, dolore aggiunto, sensi di colpa, accuse gravi di aver rovinato la vita della famiglia quando è lui o lei ad aver detto ” mancava poco per essere una vera famiglia, Perché, per 11 anni e 3 anni di genitorialità cosa siamo stati?
                Questo è un tema importante per la società odierna, spero che percorsi di Mediazione, sostegno alla genitorialità e avvocati non accaniti, ma giusti aiutino famiglie a dividersi come persone e non come animali, buttando i piccoli in mezzo. Perché c’è anche questo caro signore, avreste dovuto asistere al incontro con la controparte ( tra l’altro donna ) per capire quello che intendo dire.
                Grazie. Liliana .

                1. cara Liliana, noi comprendiamo “tutto” essendoci passati. Sappiamo “tutto” molto bene, purtroppo, perchè queste storie sono spesso diverse, ma accomunate da “pratiche” separative che sono facile volano di ulteriore conflitto.
                  Fai riferimento alla “controparte” e in questo ovviamente individuiamo una donna che reputa di fare il proprio lavoro di avvocato; peraltro, dovrebbe farlo con delicatezza, attenzione, sensibilità, cura degli interessi delle parti, professionalità massima e volontà di spegnere sul nascere ogni possibile tentativo di strumentalizzazione.
                  Senza con questo muovere accuse generiche, molto spesso si assiste a donne avvocato accanite, che personalizzano le vicende, quasi si trattasse di gravi faccende riguardanti le loro persone, seminando ulteriore zizzania e perpetuando ad libitum delle cause che, con un minimo di buon senso, si sarebbero potuto definire in minore tempo. A che pro?!
                  Purtroppo, anche in questo caso si assiste a femministe travestite da avvocati, che ideologizzano lo scontro separativo, senza manco capire, a volte, le vicende intime delle coppie, gli annessi e connessi, le mille implicazioni di storie che non possono conoscere , per il semplice fatto che NON erano in casa durante le unioni!
                  un caro saluto

  9. Nelle mani di di una donna c’è il potere distruggere un uomo? Bene, nelle mani di un uomo c’è il potere di evitare qualsiasi donna.
    Tutto il resto è noia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: