Non si difensdono gli uomini!

violenza donnadi Giorgio Russo – A quanto mi è dato di sapere, in tutta Italia esistono soltanto due soggetti, entrambi a Milano, che si occupano di violenze e maltrattamenti contro gli uomini: il centro Ankyra e il centro Perseo. Può essere che ne esistano anche altri, ma non ne ho notizia e mi scuso in anticipo se li dimentico, ben disponibile a menzionarli nel caso si palesassero. Ma se quanto so corrisponde alla realtà, siamo in presenza di un fatto piuttosto significativo: strutture che si occupano di problematiche maschili legate alla violenza di genere, come per altro la Convenzione di Istanbul prevederebbe, sono in un numero pressoché microscopico, se paragonato alle strutture corrispondenti dedicate alle donne, più di 330 sparse per il territorio italiano. Una differenza ancora più radicale sussiste se si mettono sui piatti della bilancia i relativi finanziamenti: tra i 100 e i 500 milioni di euro annui (indotto compreso) per le strutture “in rosa” e zero per quelle “azzurre”.

Tutto ciò può apparire strano, specie se si ha un occhio attento alla cronaca. Da mesi ormai sono più frequenti sulle pagine web o cartacee notizie di donne col coltello in mano o il veleno pronto, persecutrici incontenibili e in qualche caso pure omicide, rispetto a casi complementari di uomini violenti verso le donne, nonostante gli sforzi falsificatori della propaganda, ben messi in luce recentissimamente da Fabio Nestola. Quasi si potrebbe dire a buon diritto che c’è una necessità paritaria di assistenza per i due sessi, fermo restando che, per fortuna, le casistiche appaiono piuttosto circoscritte dal lato numerico, a conferma che le relazioni in Italia non sono quel disastro che ci si vuol far credere. Anche fosse, non è naturalmente una ragione per trascurare chi si trova in circostanze di disagio, sopraffazione o violenza. Resta un dato di fatto che in Italia una donna trova tutto ciò che cerca, ovunque si trovi. Un uomo, a meno che non sia di Milano, si deve arrangiare.


“Trattare ogni forma di violenza, senza distinzione di genere”.


Eppure sembra che a qualcuno nemmeno quella microscopica goccia nel mare rappresentata dalle due associazioni milanesi piaccia. Il clima di criminalizzazione della figura maschile si è spinta a tal punto da arrivare a negare qualunque possibilità di assistenza per le vittime maschili di violenza. E non si tratta di una negazione supportata da argomenti, ragionamenti, dati, fatti, statistiche. No, è un diktat, consegnato su un foglietto stampato al computer e incastrato sul tergicristallo di un’auto. Dice: “crepa stronza. Non si difensdono gli uomini”. Scritto proprio così, errore di battitura incluso. Destinataria del messaggio minatorio è Fulvia Siano, presidente del centro antiviolenza Perseo, una delle due eroiche associazioni che si occupano di vittime maschili della violenza di genere.

Siano rilascia una dichiarazione su Facebook, dopo aver ricevuto la minaccia. Vale la pena leggerne uno stralcio: “La mia colpa? Ho deciso di mettere al servizio delle persone le mie competenze per trattare ogni forma di violenza, senza distinzione di genere. Il centro antiviolenza maschile Perseo da poco attivo sul territorio milanese evidentemente non è piaciuto a qualcuno che ritiene erroneamente la violenza un fenomeno sesso orientato. Chi pensa questo si sbaglia di grosso. Esistono varie forme di violenze (fisiche, psicologiche…) e nessuno ne è immune. Perseo crede che tutte le persone, senza distinzione di sesso, età, strato sociale, cultura, abbiano diritto di ricevere un supporto dopo aver subito abusi o violenza”.


Ripristinare uno stato di parità richiede anzitutto trasparenza.


Fulvia Siano

Con grande ottimismo, dunque, Siano si è proposta di assistere tutte le vittime di violenza, secondo un principio di logica e di buona fede. Due componenti non gradite nella temperie attuale. Chi prova a essere ragionevole e ad agire in negazione del dettato unico universale, quello degli uomini sempre carnefici e mai vittime, deve letteralmente crepare. E il motivo addotto è davvero il sintomo più profondo, nella sostanza e nella forma, di questo degrado. Il concetto è “non si difendono gli uomini”. Che suona tanto come “gli ebrei non possono entrare” esposto in certi negozi durante l’orrido decennio antisemita italiano. Si tratta di esseri inferiori, malati, deviati, pericolosi, quasi un virus, che non va aiutato. Devono essere lasciati soffrire o morire, perché lo meritano. Questa è la sostanza sottesa a quel papello minaccioso. E la forma, con l’errore di battitura nemmeno poi corretto, dà ancora più senso alla superficialità e al malanimo che ha ispirato un pensiero del genere e tutti i pensieri che vi sono apparentati.

Stanti così le cose, non si può che esprimere solidarietà a Fulvia Siano e al centro Perseo, sollecitandoli a non mollare, e chiedendo a tutti coloro che hanno a cuore il superamento del clima d’odio determinato dall’azione distruttiva del femminismo suprematista italiano, violento e bestiale, di sostenere il centro in ogni modo possibile. Tuttavia vale la pena non dimenticare la sempre valida massima andreottiana: “a pensar male si commette peccato ma molto spesso ci si indovina”. Né che stiamo parlando di attività che si collocano nell’area sempre troppo grigia dei centri antiviolenza. Va considerato che il centro Perseo ha aperto da poco, nella stessa città del centro Ankyra. Sono dunque concorrenti e questo biglietto può lasciare perplessi sotto diversi profili. Abbiamo chiesto un’intervista a Fulvia Siano, anche per andare a fondo su questi aspetti e chiederle se è stata fatta una denuncia, in che rapporti sono con Ankyra e altro ancora, ma per il momento, assieme alle sue socie, ritiene più prudente rimanere nel riserbo. Rispettiamo la sua volontà e attendiamo fiduciosi che voglia fare una chiacchierata con noi quanto prima. Perché ripristinare uno stato di parità richiede anzitutto trasparenza, ovvero il contrario dell’opacità strutturale del fronte femminista.


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: