di Redazione - La saga paradossale della Casa della Donna di Roma e dei suoi debiti prosegue. Il Comune non cede e le pasionarie proprio non ne vogliono sapere di pagare.
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Privilegi al tramonto: lucha y smamma
di Redazione - Lucha y siesta, l'associazione che gestisce la Casa della Donna di Roma, deve smammare, e stavolta non c'è mobilitazione che tenga di fronte alla legalità.
Indulgenza a sesso unico: un’indecenza nazionale
di Giorgio Russo - La vcenda dell'insegnante di Prato (ma non solo) manifesta una volta di più il doppio standard e l'ampia indulgenza riservata alle donne messe sotto accusa.
Fallisce il marchettone elettorale per la Casa della Donna
di Giorgio Russo - Fratelli d'Italia sventa una mega-marchetta del Governo per coprire i debiti della Casa della Donna. Peccato che poi se la venda solo dal lato politico.
Casapound, Facebook e la libertà di espressione
Una sentenza riammette CasaPound su Facebook. Alcuni inorridiscono, mentre i nostalgici, innamorati e affamati della libertà esultano. E ne hanno ben donde.
Manifesti a Roma: un’altra sentenza scandalosa
Il TAR boccia il ricorso Pro-Vita contro la rimozione dei manifesti con il feto di 11 mesi: "sono violenti". I manifesti del 1522 invece non lo erano.
La libertà si insegna al Gaypride
di Giuseppe Augello - Il Gaypride di Roma, tra militanza politica e ambiente da rave-party, parla di libertà assoluta. Quella anarchica e unilaterale, dove a sbagliare sono sempre gli altri.
Pregiudizio dei media, pregiudizio dei giudici
di Fabio Nestola - Due notizie, due aggressioni, una molto grave, una no. Per la prima ci sono i domiciliari, per la seconda il carcere. Strano? No: la differenza sta nel sesso degli autori: la donna resta a casa, l'uomo va in carcere.
Gigantesco manifesto “pro-vita” a Roma: scatterà anche qui l’idiosincrasia?
A Roma appare una gigantografia con un messaggio del movimento "pro-vita". Si attendono proteste e manifestazioni che però non dovranno avere effetto, perché dopo la sentenza sui manifesti di terrorismo sessista della Ragione Lazio, qualunque cosa è legittimata ad essere affissa sui muri della Capitale.
False accuse e linciaggi: così si afferma la realtà distopica
Due vicende, una a Chieti e una a Roma, rivelano la psicosi diffusa da un giornalismo irresponsabile e da una magistratura prona al doppiopesismo sessista.
A Roma, venerdì, un incontro da non perdere
A Roma, venerdì 1 marzo, workshop interattivo sui minori organizzato dall'Associazione Nazionale Familiaristi Italiani: contributi di altissimo livello su un tema cruciale e attuale.
L’imbecille guastafeste che fa notizia
I media si buttano a pesce sulla reazione di un imbecille che non si tiene davanti alle calcolate provocazioni delle nazifemministe. Delle loro bugie e delle loro squadracce però non si fa cenno. Si fa di tutta l'erba un fascio. E il fronte antifemminista non reagisce.
Virginia Raggi dice no. Per ragioni ridicole e incostituzionali
L'Amministrazione Raggi risponde alla richiesta di rimozione dei manifesti terroristici e sessisti di Telefono Rosa. Un no ridicolo e anticostituzionale.
Il manifesto corretto
La Regione Lazio propaganda falsità tappezzando Roma di manifesti targati "Telefono Rosa". La risposta, reale stavolta, è in questo manifesto.
Terrorismo di genere per le strade di Roma. Scriviamo tutti al Sindaco Raggi!
Un manifesto di palese terrorismo sessista, gonfio di falsità e propaganda, insulta e diffama i milioni di uomini per bene del nostro paese e irrita oltremodo altrettanti milioni di donne per bene, stufe di questa isteria e di un odio così ingiustificato. Tutti insieme facciamoci sentire dal Sindaco Raggi: il manifesto va rimosso.
Ma quale depressione post-parto? Semplici prodotti non conformi
La vicenda di Pina Orlando, madre suicida e omicida di Roma, parla non di depressione post-parto, ma di mancanza di educazione alla genitorialità.
Roma, 8 dicembre: sei parole in faccia a una primavera
L'8 dicembre a Roma molti padri si sono ritrovati per ascoltare dal leader della Lega parole di sostegno alla loro battaglia per un diritto di famiglia equo. Hanno ottenuto poco dalla politica, ma moltissimo sul lato umano, incontrandosi, conoscendosi e condividendo le loro esperienza e le loro aspirazioni per una nuova primavera.
Il papà di Desirée? Proprio così: un eroe.
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Delitto Desirée: c’è un’altra vittima. Il padre.
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32 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt
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